ROMA - Acque agitate in casa Pd. Non bastano le tensioni alla Camera sulla legge elettorale. Al Senato il capogruppo Luigi Zanda richiama all'ordine i parlamentari Dem rimproverandoli per le troppe assenze e la scarsa puntualità nei lavori di Aula e commissione. Se il gruppo dovesse perdere "la tensione" scrive in un'email ai senatori Pd "la stessa continuità della legislatura verrebbe messa a forte rischio". Insomma, si evoca addirittura una fine anticipata della legislatura.
"Care amiche e cari amici - si legge nell'email trasmessa a tutti i senatori e le senatrici del Pd - torno sulla nostra presenza in Aula e in Commissione. Nelle ultime settimane ho avvertito nel nostro gruppo un preoccupante aumento di assenze ai lavori dell'Aula e delle Commissioni anche in occasione dell'esame e del voto su provvedimenti di rilevante delicatezza politica e parlamentare". "Più volte - aggiunge - il margine, già modesto, tra maggioranza e opposizione si è ridotto e l'esito delle votazioni è stato positivo solo per concomitanti assenze nei gruppi di opposizione. Diversi nostri senatori chiedono ripetutamente d'essere sostituiti in Commissione, trasformando in una prassi quella che dovrebbe essere un'eccezione assoluta".
"Scusate la franchezza e scusate se metto ancora una volta per iscritto quanto più volte ho già messo in rilievo nelle nostre Assemblee, in precedenti comunicazioni e nelle nostre conversazioni - conclude Zanda - ma debbo ricordare a me stesso e a tutti voi che se il gruppo del PD del Senato dovesse perdere la tensione, se dovessimo ridurre la puntualità e l'assiduità di presenza che hanno caratterizzato sin qui il nostro impegno parlamentare, la stessa continuità della legislatura verrebbe messa a forte rischio".
L'email arriva ai parlamentari Dem poco prima che mancasse per la seconda volta di seguito il numero legale nell'Aula di Palazzo Madama, circostanza che ha costretto il vicepresidente di turno Roberto Calderoli a rinviare il voto sulla ratifica di una Convenzione sul nucleare, e dopo le numerose assenze in commissione che hanno messo a serio rischio la tenuta della maggioranza su vari provvedimenti
"Care amiche e cari amici - si legge nell'email trasmessa a tutti i senatori e le senatrici del Pd - torno sulla nostra presenza in Aula e in Commissione. Nelle ultime settimane ho avvertito nel nostro gruppo un preoccupante aumento di assenze ai lavori dell'Aula e delle Commissioni anche in occasione dell'esame e del voto su provvedimenti di rilevante delicatezza politica e parlamentare". "Più volte - aggiunge - il margine, già modesto, tra maggioranza e opposizione si è ridotto e l'esito delle votazioni è stato positivo solo per concomitanti assenze nei gruppi di opposizione. Diversi nostri senatori chiedono ripetutamente d'essere sostituiti in Commissione, trasformando in una prassi quella che dovrebbe essere un'eccezione assoluta".
"Scusate la franchezza e scusate se metto ancora una volta per iscritto quanto più volte ho già messo in rilievo nelle nostre Assemblee, in precedenti comunicazioni e nelle nostre conversazioni - conclude Zanda - ma debbo ricordare a me stesso e a tutti voi che se il gruppo del PD del Senato dovesse perdere la tensione, se dovessimo ridurre la puntualità e l'assiduità di presenza che hanno caratterizzato sin qui il nostro impegno parlamentare, la stessa continuità della legislatura verrebbe messa a forte rischio".
L'email arriva ai parlamentari Dem poco prima che mancasse per la seconda volta di seguito il numero legale nell'Aula di Palazzo Madama, circostanza che ha costretto il vicepresidente di turno Roberto Calderoli a rinviare il voto sulla ratifica di una Convenzione sul nucleare, e dopo le numerose assenze in commissione che hanno messo a serio rischio la tenuta della maggioranza su vari provvedimenti