ROMA - Dopo giorni di duro confronto all'interno del Pd e tra maggioranza e opposizione, l'Italicum è approdato questa mattina in aula alla Camera dove è iniziata la discussione generale sulla nuova legge elettorale. Mentre si affinano le tattiche parlamentari, tra il governo e la minoranza si regitrano prove di dialogo per evitare una rottura che potrebbe essere traumatica.
La battaglia parlamentare è solo all'inizio: le prime votazioni sono in programma domani, quando saranno esaminate le pregiudiziali di costituzionalità presentate da Fi, Sel, Lega Nord e M5S e quelle di merito depositate da Sel e M5S. I forzisti hanno chiesto il voto segreto per due delle pregiudiziali da loro presentate e molti gruppi parlamentari (Pd in testa) stanno mobilitando i propri deputati via sms raccomandando la massima presenza in aula: sembra allontanarsi la possibilità del voto di fiducia almeno sulle pregiudiziali. Poco meno di 100 gli emendamenti depositati in aula.
Le prime votazioni, tuttavia, cominceranno solo da domani: essendo state presentate dopo l'ultima conferenza dei capigruppo, le questioni pregiudiziali (otto in tutto) verranno poste al voto al termine della discussione generale, prima di passare al voto degli emendamenti. Le votazioni sugli emendamenti, o il probabile ricorso a quattro voti di fiducia da parte del governo, uno per articolo, si terranno invece con ogni probabilità la prossima settimana, quando potranno essere contingentati i tempi degli interventi e dovrebbe così essere rispettato l'obiettivo del governo di giungere al via libera entro giovedì. Il fronte dei contrari registra già la prima defezione: si tratta del deputato di Sel Toni Mattarelli che ha annunciato il suo voto a favore dell'Italicum.
Il premier Matteo Renzi è intenzionato a giocarsi tutto sull'Italicum e ha fatto sapere che, qualora non passasse, è pronto a salire al Colle per dimettersi. Oggi si è rivolto con una accorata lettera ai militanti del suo partito, un modo per rivolgersi agli esponenti della minoranza dem che sinora si sono detti indisponibili a varare la riforma: "E' una legge decisiva. Non solo perché è una legge seria, in linea con le precedenti proposte del nostro partito. Ma anche perché non approvare la legge elettorale adesso significherebbe bloccare il cammino di riforme di questa legislatura", sottolinea il premier, che ammonisce: "Se questa legge elettorale non passa è l'idea stessa di Partito democratico come motore del cambiamento dell'Italia che viene meno", "sarebbe un grande regalo ai populisti".
SCHEDA Ecco l'Italicum
Boschi propone modifiche a ddl costituzionale, l'apertura di Sinistradem. Il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi ha difeso in aula il testo della riforma e ha rilanciato l'ipotesi di un ulteriore approfondimento della riforma costituzionale: "La legge è un buon punto di incontro: garantisce rappresentanza ai piccoli partiti, ma con il premio di maggioranza alla lista non ci sarà più il potere di veto degli stessi", ha affermato il ministro che ha sottolineato la bontà del premio di maggioranza: "Non è sproporzionato, perchè attribuisce al massimo il 55% dei seggi". Ma il passaggio saliente del suo discorso è l'apertura, già ventilata nei giorni scorsi, a possibili modifiche alla riforma costituzionale che però, sottolinea, "non è un baratto, è una valutazione nel merito". Poi critica Forza Italia: "Capisco che possa aver cambiato idea, ma noi no. La legge non può essere diventata incostituzionale solo perché abbiamo eletto Mattarella alla presidenza della Repubblica. La coerenza non è un optional". Infine cita Saramago: "Noi siamo le responsabilità che ci assumiamo".
La minoranza dem: fiducia sarebbe vulnus. In mattinata opposizioni e minoranza dem non hanno risparmiato attacchi all'esecutivo. In un'aula semivuota (video) , rilievi all'Italicum sono giunti dalla minoranza Pd. E' Rosy Bindi, dopo gli attacchi di ieri, a rincarare la dose: "Credo che si debba riflettere sulla necessità di rendere il Parlamento protagonista dell'approvazione della legge elettorale. Sento parlare di fiducia, come per la legge Acerbo e per la legge Truffa. Sento parlare di fiducia sulle pregiudiziali, come su un decreto fiscale agli inizi degli anni Ottanta. Questo è un vulnus terribile nella vita del Parlamento e nel rapporto del Parlamento con il governo. Rinovellare questa prassi può essere davvero pericoloso per la qualità della democrazia e il futuro di questo Paese", ha affermato la presidente della Commissione Antimafia. Intanto Cristian Invernizzi, della Lega Nord, Danilo Toninelli, Movimento 5 Stelle, e Ignazio La Russa, deputato di Fratelli d'Italia, tutti e tre relatori di minoranza sulla riforma della legge elettorale, non si sono presentati nell'aula della Camera rinunciando implicitamente al loro intervento. Troppo poco tempo a disposizione, protestano, per esporre le ragioni della loro contrarietà all'impianto dell'Italicum.
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Dopo che ieri anche il capogruppo dimissionario Pd Roberto Speranza aveva ribadito di essere pronto a lasciare la sua carica in dissenso con le scelte del premier, oggi è Stefano Fassina, che boccia la lettera del premier definendola "fantasiosa e preoccupante", a chiedere al segretario di promuovere una consultazione online con gli iscritti dem sull'Italicum. Più esplicito nel dissenso Pippo Civati: "Il premier dice che se non si voterà l'Italicum non ci sarà più il Pd. In realtà, è proprio vero il contrario: il Pd che non è più Pd si fonderà proprio sull'Italicum", sottolinea il deputato dem. Si è lasciato andare ad alcune previsioni Ettore Rosato, capogruppo renziano in pectore del gruppo Pd alla Camera, che allontana l'ipotesi della fiducia ("Non ci scommetterei"), e che valuta in non più di cinque quelli che voteranno contro l'Italicum, tra cui Civati, Fassina, D'Attorre.
Le opposizioni all'attacco. E se il fronte interno continua ad essere caldo per il premier-segretario ancora più violente sono le bordate che arrivano dalle opposizioni. I Cinque Stelle minacciano "azioni extraparlamentari" e minacciano l'Aventino: "Se le forzature del governo diventano estreme e il Parlamento viene esautorato, a quel punto potremmo decidere di abbandonare i lavori dell'aula perché la nostra presenza non avrebbe più senso", afferma Danilo Toninelli, vice presidente della Commissione Affari costituzionali, a proposito delle ipotesi di fiducia da parte del governo sulla legge elettorale. Poi chiama in causa il Capo dello Stato: "Io non tendo a tirare la giacchetta al presidente Mattarella, ma qui siamo nel caso di una estrema violazione delle regole democratiche".
Anche da Forza Italia bordate sulla legge elettorale. "Fino a ieri se no a Italicum cadeva governo, da oggi cade anche Pd. Domani si inventerà crollo borsa e sistema Italia. Renzi ridicolo" scrive su twitter Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia a Montecitorio. "La realtà è che se non passa Italicum cade solo Renzi e suo governicchio. No elezioni anticipate, avanti fino a 2018 con nuovo esecutivo", ha sottolineato il presidente dei deputati azzurri in un successivo tweet. Sul no all'Italicum dovrebbero convergere sia i 'lealisti' che i 'fittiani', anche se nel voto segreto potrebbero esserci delle sorprese.
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E non mancano proteste fuori Montecitorio: contro l'Italicum si sono riuniti in un flash mob una settantina di militanti di Italia Unica con il leader Corrado Passera per denunciare quella che definiscono "una forzatura, una legge pessima e pericolosissima per la democrazia".
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La battaglia parlamentare è solo all'inizio: le prime votazioni sono in programma domani, quando saranno esaminate le pregiudiziali di costituzionalità presentate da Fi, Sel, Lega Nord e M5S e quelle di merito depositate da Sel e M5S. I forzisti hanno chiesto il voto segreto per due delle pregiudiziali da loro presentate e molti gruppi parlamentari (Pd in testa) stanno mobilitando i propri deputati via sms raccomandando la massima presenza in aula: sembra allontanarsi la possibilità del voto di fiducia almeno sulle pregiudiziali. Poco meno di 100 gli emendamenti depositati in aula.
Le prime votazioni, tuttavia, cominceranno solo da domani: essendo state presentate dopo l'ultima conferenza dei capigruppo, le questioni pregiudiziali (otto in tutto) verranno poste al voto al termine della discussione generale, prima di passare al voto degli emendamenti. Le votazioni sugli emendamenti, o il probabile ricorso a quattro voti di fiducia da parte del governo, uno per articolo, si terranno invece con ogni probabilità la prossima settimana, quando potranno essere contingentati i tempi degli interventi e dovrebbe così essere rispettato l'obiettivo del governo di giungere al via libera entro giovedì. Il fronte dei contrari registra già la prima defezione: si tratta del deputato di Sel Toni Mattarelli che ha annunciato il suo voto a favore dell'Italicum.
Il premier Matteo Renzi è intenzionato a giocarsi tutto sull'Italicum e ha fatto sapere che, qualora non passasse, è pronto a salire al Colle per dimettersi. Oggi si è rivolto con una accorata lettera ai militanti del suo partito, un modo per rivolgersi agli esponenti della minoranza dem che sinora si sono detti indisponibili a varare la riforma: "E' una legge decisiva. Non solo perché è una legge seria, in linea con le precedenti proposte del nostro partito. Ma anche perché non approvare la legge elettorale adesso significherebbe bloccare il cammino di riforme di questa legislatura", sottolinea il premier, che ammonisce: "Se questa legge elettorale non passa è l'idea stessa di Partito democratico come motore del cambiamento dell'Italia che viene meno", "sarebbe un grande regalo ai populisti".
SCHEDA Ecco l'Italicum
Boschi propone modifiche a ddl costituzionale, l'apertura di Sinistradem. Il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi ha difeso in aula il testo della riforma e ha rilanciato l'ipotesi di un ulteriore approfondimento della riforma costituzionale: "La legge è un buon punto di incontro: garantisce rappresentanza ai piccoli partiti, ma con il premio di maggioranza alla lista non ci sarà più il potere di veto degli stessi", ha affermato il ministro che ha sottolineato la bontà del premio di maggioranza: "Non è sproporzionato, perchè attribuisce al massimo il 55% dei seggi". Ma il passaggio saliente del suo discorso è l'apertura, già ventilata nei giorni scorsi, a possibili modifiche alla riforma costituzionale che però, sottolinea, "non è un baratto, è una valutazione nel merito". Poi critica Forza Italia: "Capisco che possa aver cambiato idea, ma noi no. La legge non può essere diventata incostituzionale solo perché abbiamo eletto Mattarella alla presidenza della Repubblica. La coerenza non è un optional". Infine cita Saramago: "Noi siamo le responsabilità che ci assumiamo".
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Alla lettera di Renzi e alle parole del ministro Boschi ha risposto un memorandum sull'Italicum predisposto da Sinistradem, l'area della minoranza Pd che fa riferimento a Gianni Cuperlo. Dal testo del documento traspare una possibilità di mediazione anche se il sentiero appare stretto: "E' ancora possibile correggere l'equilibrio del sistema che nascerà dalla doppia riforma (della Costituzione e della legge elettorale) - si legge nel testo - Ad esempio rivedendo composizione e funzioni del Senato, scegliendo la via di una vera Camera delle Regioni". Senza queste correzioni "lo spostamento del potere legislativo dal Parlamento al Governo è destinato a produrre uno squilibrio". Infine l'ultima condizione: "Si dovrebbe garantire una coincidenza dei tempi tra l'entrata in vigore della nuova legge elettorale e il completamento della riforma costituzionale".
Alla lettera di Renzi e alle parole del ministro Boschi ha risposto un memorandum sull'Italicum predisposto da Sinistradem, l'area della minoranza Pd che fa riferimento a Gianni Cuperlo. Dal testo del documento traspare una possibilità di mediazione anche se il sentiero appare stretto: "E' ancora possibile correggere l'equilibrio del sistema che nascerà dalla doppia riforma (della Costituzione e della legge elettorale) - si legge nel testo - Ad esempio rivedendo composizione e funzioni del Senato, scegliendo la via di una vera Camera delle Regioni". Senza queste correzioni "lo spostamento del potere legislativo dal Parlamento al Governo è destinato a produrre uno squilibrio". Infine l'ultima condizione: "Si dovrebbe garantire una coincidenza dei tempi tra l'entrata in vigore della nuova legge elettorale e il completamento della riforma costituzionale".
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Dopo che ieri anche il capogruppo dimissionario Pd Roberto Speranza aveva ribadito di essere pronto a lasciare la sua carica in dissenso con le scelte del premier, oggi è Stefano Fassina, che boccia la lettera del premier definendola "fantasiosa e preoccupante", a chiedere al segretario di promuovere una consultazione online con gli iscritti dem sull'Italicum. Più esplicito nel dissenso Pippo Civati: "Il premier dice che se non si voterà l'Italicum non ci sarà più il Pd. In realtà, è proprio vero il contrario: il Pd che non è più Pd si fonderà proprio sull'Italicum", sottolinea il deputato dem. Si è lasciato andare ad alcune previsioni Ettore Rosato, capogruppo renziano in pectore del gruppo Pd alla Camera, che allontana l'ipotesi della fiducia ("Non ci scommetterei"), e che valuta in non più di cinque quelli che voteranno contro l'Italicum, tra cui Civati, Fassina, D'Attorre.
Le opposizioni all'attacco. E se il fronte interno continua ad essere caldo per il premier-segretario ancora più violente sono le bordate che arrivano dalle opposizioni. I Cinque Stelle minacciano "azioni extraparlamentari" e minacciano l'Aventino: "Se le forzature del governo diventano estreme e il Parlamento viene esautorato, a quel punto potremmo decidere di abbandonare i lavori dell'aula perché la nostra presenza non avrebbe più senso", afferma Danilo Toninelli, vice presidente della Commissione Affari costituzionali, a proposito delle ipotesi di fiducia da parte del governo sulla legge elettorale. Poi chiama in causa il Capo dello Stato: "Io non tendo a tirare la giacchetta al presidente Mattarella, ma qui siamo nel caso di una estrema violazione delle regole democratiche".
Anche da Forza Italia bordate sulla legge elettorale. "Fino a ieri se no a Italicum cadeva governo, da oggi cade anche Pd. Domani si inventerà crollo borsa e sistema Italia. Renzi ridicolo" scrive su twitter Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia a Montecitorio. "La realtà è che se non passa Italicum cade solo Renzi e suo governicchio. No elezioni anticipate, avanti fino a 2018 con nuovo esecutivo", ha sottolineato il presidente dei deputati azzurri in un successivo tweet. Sul no all'Italicum dovrebbero convergere sia i 'lealisti' che i 'fittiani', anche se nel voto segreto potrebbero esserci delle sorprese.
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E non mancano proteste fuori Montecitorio: contro l'Italicum si sono riuniti in un flash mob una settantina di militanti di Italia Unica con il leader Corrado Passera per denunciare quella che definiscono "una forzatura, una legge pessima e pericolosissima per la democrazia".
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