Scheda: la riforma della Rai dopo il passaggio al Senato
Disposizioni sulla nomina del Cda, il ruolo del direttore generale-amministratore delegato, disciplina dei contratti, il potere di indirizzo del Consiglio dei ministri, cariche e incompatibilità, riordino e semplificazione dell'assetto normativo. Sparisce la delega al governo per la revisione della normativa sul canone
Via libera dell'Aula del Senato al disegno di legge di riforma della Rai. Il provvedimento passa ora all'esame della Camera. L'ok è arrivato dopo il passo falso della maggioranza battuta dall'approvazione di alcuni emendamenti di minoranza Pd, Forza Italia, M5S e Sel, sul quale l'esecutivo aveva dato parere contrario, che hanno eliminato l'art.4 riguardante la delega al governo sulla revisione della normativa sul canone.
Sei i punti rilevanti del ddl.
1. Il primo è quello relativo alle disposizioni sulla nomina del Cda che si applicano a decorrere dal primo rinnovo e, in fase di prima applicazione, al direttore generale della Rai, nominato con la legge Gasparri, a cui si applicano le disposizioni riferite all'amministratore delegato. Il nuovo modello di governance della Rai prevede la netta separazione tra la
gestione dell'azienda e il controllo dell'attività svolta, affidando solo ad un amministratore la responsabilità …
Sei i punti rilevanti del ddl.
1. Il primo è quello relativo alle disposizioni sulla nomina del Cda che si applicano a decorrere dal primo rinnovo e, in fase di prima applicazione, al direttore generale della Rai, nominato con la legge Gasparri, a cui si applicano le disposizioni riferite all'amministratore delegato. Il nuovo modello di governance della Rai prevede la netta separazione tra la
gestione dell'azienda e il controllo dell'attività svolta, affidando solo ad un amministratore la responsabilità …
Via libera dell'Aula del Senato al disegno di legge di riforma della Rai. Il provvedimento passa ora all'esame della Camera. L'ok è arrivato dopo il passo falso della maggioranza battuta dall'approvazione di alcuni emendamenti di minoranza Pd, Forza Italia, M5S e Sel, sul quale l'esecutivo aveva dato parere contrario, che hanno eliminato l'art.4 riguardante la delega al governo sulla revisione della normativa sul canone.
Sei i punti rilevanti del ddl.
1. Il primo è quello relativo alle disposizioni sulla nomina del Cda che si applicano a decorrere dal primo rinnovo e, in fase di prima applicazione, al direttore generale della Rai, nominato con la legge Gasparri, a cui si applicano le disposizioni riferite all'amministratore delegato. Il nuovo modello di governance della Rai prevede la netta separazione tra la
gestione dell'azienda e il controllo dell'attività svolta, affidando solo ad un amministratore la responsabilità di guidare l'azienda. Al Consiglio di amministrazione sono invece affidati i compiti di controllo e di indirizzo generale della missione aziendale. Tale modello supera l'attuale assetto strutturato su un sistema di gestione mista che coinvolge il consiglio di amministrazione e il direttore generale, caratterizzato dal punto di vista operativo dalla continua mediazione tra i due organi rispetto alle scelte operative e gestionali.
2. Il ddl prolunga dagli attuali tre a cinque anni la disciplina dei contratti per lo svolgimento del servizio pubblico.
3. Potenzia inoltre il ruolo del Consiglio dei ministri, in relazione alla stipula del contratto per lo svolgimento del servizio pubblico generale radiotelevisivo. Si prevede infatti una apposita delibera del Consiglio dei ministri che dovrà prevedere, fra le altre misure, anche appositi indirizzi da sottoscrivere all'atto di ciascun rinnovo del contratto nazionale.
4. Riguardo la nomina e le funzioni del Consiglio di amministrazione, del presidente e dell'amministratore delegato, sono stati approvati emendamenti che:
- prevedono per l'amministratore delegato un'incompatibilità con cariche di Governo, anche se ricoperte nei dodici mesi precedenti alla data della nomina
- specificano che l'amministratore delegato deve essere nominato tra coloro che non abbiano conflitti di interesse e non cumulino cariche in società concorrenti
- stabiliscono che le modifiche dello statuto della Rai sono deliberate dal Consiglio di amministrazione e approvate successivamente dall'assemblea straordinaria
- indicano precisi requisiti di onorabilità per i consiglieri
- prevedono l'approvazione del piano per la trasparenza e la comunicazione aziendale
- estendono al personale della Rai, ad eccezione dell'amministratore delegato, il tetto sulle retribuzioni.
5. Il ddl detta inoltre norme sulla responsabilità dei componenti del Cda e prevede la deroga, rispetto all'applicazione del codice dei contratti pubblici:
- per i contratti aventi per oggetto l'acquisto, lo sviluppo, la produzione o la commercializzazione di programmi radiotelevisivi
- per i contratti aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria.
6. Prevista infine una delega per il riordino e la semplificazione dell'assetto normativo.
L'ufficio di presidenza della Commissione di vigilanza Rai, con una votazione a maggioranza (favorevoli Pd e Forza Italia, contrario il M5s, che detiene la presidenza della vigilanza) , ha stabilito di convocare una riunione della bicamerale per martedì 4 agosto con all'ordine del giorno l'elezione dei sette membri del Cda Rai di sua competenza. I nuovi vertici saranno approvati in base alle disposizioni della legge Gasparri.
Sei i punti rilevanti del ddl.
1. Il primo è quello relativo alle disposizioni sulla nomina del Cda che si applicano a decorrere dal primo rinnovo e, in fase di prima applicazione, al direttore generale della Rai, nominato con la legge Gasparri, a cui si applicano le disposizioni riferite all'amministratore delegato. Il nuovo modello di governance della Rai prevede la netta separazione tra la
gestione dell'azienda e il controllo dell'attività svolta, affidando solo ad un amministratore la responsabilità di guidare l'azienda. Al Consiglio di amministrazione sono invece affidati i compiti di controllo e di indirizzo generale della missione aziendale. Tale modello supera l'attuale assetto strutturato su un sistema di gestione mista che coinvolge il consiglio di amministrazione e il direttore generale, caratterizzato dal punto di vista operativo dalla continua mediazione tra i due organi rispetto alle scelte operative e gestionali.
2. Il ddl prolunga dagli attuali tre a cinque anni la disciplina dei contratti per lo svolgimento del servizio pubblico.
3. Potenzia inoltre il ruolo del Consiglio dei ministri, in relazione alla stipula del contratto per lo svolgimento del servizio pubblico generale radiotelevisivo. Si prevede infatti una apposita delibera del Consiglio dei ministri che dovrà prevedere, fra le altre misure, anche appositi indirizzi da sottoscrivere all'atto di ciascun rinnovo del contratto nazionale.
4. Riguardo la nomina e le funzioni del Consiglio di amministrazione, del presidente e dell'amministratore delegato, sono stati approvati emendamenti che:
- prevedono per l'amministratore delegato un'incompatibilità con cariche di Governo, anche se ricoperte nei dodici mesi precedenti alla data della nomina
- specificano che l'amministratore delegato deve essere nominato tra coloro che non abbiano conflitti di interesse e non cumulino cariche in società concorrenti
- stabiliscono che le modifiche dello statuto della Rai sono deliberate dal Consiglio di amministrazione e approvate successivamente dall'assemblea straordinaria
- indicano precisi requisiti di onorabilità per i consiglieri
- prevedono l'approvazione del piano per la trasparenza e la comunicazione aziendale
- estendono al personale della Rai, ad eccezione dell'amministratore delegato, il tetto sulle retribuzioni.
5. Il ddl detta inoltre norme sulla responsabilità dei componenti del Cda e prevede la deroga, rispetto all'applicazione del codice dei contratti pubblici:
- per i contratti aventi per oggetto l'acquisto, lo sviluppo, la produzione o la commercializzazione di programmi radiotelevisivi
- per i contratti aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria.
6. Prevista infine una delega per il riordino e la semplificazione dell'assetto normativo.
L'ufficio di presidenza della Commissione di vigilanza Rai, con una votazione a maggioranza (favorevoli Pd e Forza Italia, contrario il M5s, che detiene la presidenza della vigilanza) , ha stabilito di convocare una riunione della bicamerale per martedì 4 agosto con all'ordine del giorno l'elezione dei sette membri del Cda Rai di sua competenza. I nuovi vertici saranno approvati in base alle disposizioni della legge Gasparri.