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Davide Tabarelli: “Ecologisti in errore, servono investimenti”

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ROMA - "Nel referendum sulle trivelle io sto con il governo. In realtà parliamo di una consultazione ormai inutile, visto che dallo Sblocca Italia si è tornati indietro, dando ragione alle Regioni. Io comunque resto per il no". Così sostiene Davide Tabarelli, presidente di Nomisma energia.
 
Esaminiamo le ragioni per cui è a favore delle trivelle. Ci sono anche motivazioni economiche da valutare?
"Premetto che stiamo ragionando di una piccola parte della nostra produzione di energia, ma comunque di qualche miliardo di euro. In ogni caso, non bisogna sottovalutare il segnale che arriverà da questo referendum sul fronte degli investimenti e su quello dei posti di lavoro. Parliamo di alcune migliaia di occupati.
Ecco, noi dovremmo stendere tappeti rossi per le imprese che decidono di investire da noi, mentre il movimento ambientalista italiano è contrario a tutto".
 
Qual è il suo modello, allora?
"Guardo all'esempio della Norvegia: un Paese che è diventato primo nell'indice di ricchezza mondiale grazie agli idrocarburi. O alla Gran Bretagna, che discute in queste ore di come abbassare le tasse nel Mare del Nord per favorire gli investimenti. Da noi invece il movimento ambientalista è totalmente distaccato dalla realtà".
 
Ma queste trivelle non hanno un forte impatto ambientale? E non presentano rischi di incidenti?
"Io capisco che i rivoluzionari ambientali sostengono che si possa andare avanti solo con le energie rinnovabili. Lo dicono da quarant'anni. Peccato che al momento anche loro si muovano in auto e aereo. E peccato che quando fanno gli assalti in barca per protestare contro le trivellazioni, usino mezzi che vanno a gasolio... Gli impianti, comunque, sono sicuri. Capisco chi dice che sono invasivi, ma gli incidenti - voglio ricordarlo - sono nell'ordine di uno a centomila. Queste sono le statistiche".
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