LONDRA - Non ha visto Nigel Farage, Luigi Di Maio. Il leader del partito euroscettico e anti-immigrati con cui il Movimento 5 Stelle ha fondato il suo gruppo al Parlamento europeo. Ha incontrato invece - nella sua due giorni londinese - il leader della sinistra Labour Jeremy Corbyn. Alle undici del mattino, durante l'incontro fissato a Westminster con la capogruppo dell'opposizione Rosie Winterton, la deputata aveva invitato per un saluto proprio il suo capo politico, colui che l'ha scelta per il ruolo nella House of Commons britannica.
"È stata una chiacchierata di cinque minuti, poi hanno fatto una foto insieme", racconta l'accompagnatore di Di Maio in questa missione internazionale per conto della Camera, Edmondo Cirielli, di Fratelli d'Italia. "Non credo fosse una cosa preparata, ma una gentilezza della capogruppo". Fatto sta che - a guardarla con gli occhi di chi conosce bene la situazione politica inglese - Di Maio e Corbyn hanno molto in comune. Un consenso raccolto soprattutto tra i giovani. Un iniziale antieuropeismo - Corbyn aveva votato contro l'ingresso della Gran Bretagna nell'Unione europea nel 1975 - che nelle ultime settimane è diventato un no alla Brexit, perché l'Europa va cambiata da dentro. Per entrambi, sono prove di leadership. Le conseguenze di un'uscita dell'Inghilterra sono considerate nefaste in ambienti come la city di Londra (a parte per i fondi che vi speculano sopra). Corbyn non ha intenzione di dare sponde agli ultraconservatori britannici. Di Maio va dipingendo un'immagine del Movimento affidabile, ieri ha avuto una cena riservata con imprenditori italiani nella city, i cui nomi però vengono tenuti segreti, perché - dice la comunicazione - "sono nomi importantissimi, ma hanno chiesto discrezione".
Di quell'incontro Di Maio non parla, mentre su Facebook racconta di un drink preso dopo cena con ragazzi italiani che glielo avevano chiesto via Twitter. "Ho anche degli amici qui, due persone di Pomigliano d'Arco che hanno aperto ristoranti a Londra, ma purtroppo non riesco a vederli", racconta. Una visita fatta di corsa e piena di impegni istituzionali e politici. Neanche il tempo di vedere qualcosa di Londra, che non conosce e dove non è mai stato neanche in vacanza.
Ma gli impegni di Roma chiamano. Anzi, a chiamare è la Casaleggio Associati dove oggi è previsto un vertice per parlare dei prossimi passi in vista delle amministrative e del referendum ombra. Una cosa che nel Movimento chi è vicino a Di Maio ruberebbe agli inglesi è la pratica di formare dei governi ombra da parte dell'opposizione. Perché di una squadra di governo da votare in rete prima delle prossime politiche (che il vicepresidente della Camera vede vicine, anticipate al 2017, come dice a ogni intervista televisiva) si sta parlando molto nei 5 stelle. I fedelissimi del vicepresidente di Montecitorio vorrebbero che quei ruoli fossero definiti subito. L'idea è quella di un governo politico. La tecnica, come sempre, è mandare in televisione le persone la cui credibilità si vuole far crescere. Un governo con Di Battista agli Esteri e Toninelli alle riforme, questa è l'idea, che fa infuriare chi si sente escluso e, nei corridoi di Montecitorio e Palazzo Madama, annuncia battaglia.
"È stata una chiacchierata di cinque minuti, poi hanno fatto una foto insieme", racconta l'accompagnatore di Di Maio in questa missione internazionale per conto della Camera, Edmondo Cirielli, di Fratelli d'Italia. "Non credo fosse una cosa preparata, ma una gentilezza della capogruppo". Fatto sta che - a guardarla con gli occhi di chi conosce bene la situazione politica inglese - Di Maio e Corbyn hanno molto in comune. Un consenso raccolto soprattutto tra i giovani. Un iniziale antieuropeismo - Corbyn aveva votato contro l'ingresso della Gran Bretagna nell'Unione europea nel 1975 - che nelle ultime settimane è diventato un no alla Brexit, perché l'Europa va cambiata da dentro. Per entrambi, sono prove di leadership. Le conseguenze di un'uscita dell'Inghilterra sono considerate nefaste in ambienti come la city di Londra (a parte per i fondi che vi speculano sopra). Corbyn non ha intenzione di dare sponde agli ultraconservatori britannici. Di Maio va dipingendo un'immagine del Movimento affidabile, ieri ha avuto una cena riservata con imprenditori italiani nella city, i cui nomi però vengono tenuti segreti, perché - dice la comunicazione - "sono nomi importantissimi, ma hanno chiesto discrezione".
Di quell'incontro Di Maio non parla, mentre su Facebook racconta di un drink preso dopo cena con ragazzi italiani che glielo avevano chiesto via Twitter. "Ho anche degli amici qui, due persone di Pomigliano d'Arco che hanno aperto ristoranti a Londra, ma purtroppo non riesco a vederli", racconta. Una visita fatta di corsa e piena di impegni istituzionali e politici. Neanche il tempo di vedere qualcosa di Londra, che non conosce e dove non è mai stato neanche in vacanza.
Ma gli impegni di Roma chiamano. Anzi, a chiamare è la Casaleggio Associati dove oggi è previsto un vertice per parlare dei prossimi passi in vista delle amministrative e del referendum ombra. Una cosa che nel Movimento chi è vicino a Di Maio ruberebbe agli inglesi è la pratica di formare dei governi ombra da parte dell'opposizione. Perché di una squadra di governo da votare in rete prima delle prossime politiche (che il vicepresidente della Camera vede vicine, anticipate al 2017, come dice a ogni intervista televisiva) si sta parlando molto nei 5 stelle. I fedelissimi del vicepresidente di Montecitorio vorrebbero che quei ruoli fossero definiti subito. L'idea è quella di un governo politico. La tecnica, come sempre, è mandare in televisione le persone la cui credibilità si vuole far crescere. Un governo con Di Battista agli Esteri e Toninelli alle riforme, questa è l'idea, che fa infuriare chi si sente escluso e, nei corridoi di Montecitorio e Palazzo Madama, annuncia battaglia.