Coronavirus, alla Camera procedura ordinaria per l'esame dei decreti. Ma c'è il nodo delle distanze in aula e in commissione
(ansa)
La decisione è stata presa dalla conferenza dei capigruppo riunita in videocollegamento, per la prima volta nella storia. Le sedute delle commissioni si svolgeranno in aula o in sale più grandi. Il question time "raddoppia". E si studiano nuove soluzioni per il voto. All'Europarlamento, per la seduta del 26 marzo, concesso anche il voto a distanza
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Nessuna procedura straordinaria per i lavori dei prossimi giorni. L'ha deciso la Camera, con una conferenza dei capigruppo riunita in videocollegamento, per la prima volta nella storia. La seduta è servita a definire il programma delle prossime settimane. Montecitorio insomma si muove in linea con quanto deciso dal Senato. Ma si procede per gradi, nell'organizzazione dei lavori.
"Il Parlamento - spiega il presidente Roberto Fico - svolgerà la sua attività e garantirà in pieno l'esercizio delle sue funzioni per dare pieno supporto al paese in questa fase così delicata e complessa, contribuendo a migliorare i provvedimenti approvati dal governo. Adotteremo un procedimento ordinario per l'esame dei decreti: prima il lavoro nelle commissioni competenti e poi in aula. Ciò testimonia la centralità del parlamento".
Fico aggiunge che "per poter rispettare tutte le precauzioni e le prescrizioni delle autorità sanitarie per prevenire la diffusione del contagio, adotteremo particolari modalità logistiche e di lavoro. Le commissioni si riuniranno in spazi più ampi". Insomma, nessun voto a distanza e neppure una commissione speciale per accelerare l'approvazione delle misure d'urgenza.
Per garantire la distanza di sicurezza, le riunioni delle commissioni si svolgeranno o in aula o in altri spazi adeguati come la sala in cui si svolgono le conferenze dei presidenti dei gruppi o in alternativa la Sala del Mappamondo (è stata richiesta l'audizione congiunta delle commissione Bilancio di Camera e Senato del ministro Roberto Gualtieri sul decreto "Cura Italia"). Assodato questo, si pone però il problema della presenza contemporaneamente in aula di 630 deputati. Il 24 marzo alle 18 ci sarà una nuova capigruppo proprio per discutere la questione delle modalità di voto in aula.
Tra le ipotesi c'è quella del voto per alzata di mano, che non presuppone la presenza contemporanea di tutti i deputati nell'emiciclo non essendo necessario procedere al conteggio dei presenti. O anche c'è l'ipotesi del voto per 'chiamata', come avviene durante le votazioni sulla fiducia. Il nodo più complesso è quello degli emendamenti, con votazioni che si susseguono in modo ravvicinato. L'ostacolo potrebbe essere superato con un accordo di massima tra i gruppi sulla presentazione di un pacchetto ristretto di proposte di modifica. Ma bisognerà vedere, alla luce della battaglia già preannunciata dal centrodestra, se si raggiungerà un'intesa.
Intanto il question time, su proposta di Fratelli d'Italia, raddoppia: la prossima settimana ogni gruppo potrà presentare due interrogazioni a risposta immediata invece che una, come da sempre avviene.
Tutti i capigruppo sono stati d'accordo nel destinare i futuri risparmi della Camera alla Protezione civile per le spese sanitarie.
L'Europarlamento, invece, per la seduta straordinaria del 26 marzo, ha previsto il voto a distanza. Ad annunciarlo è stato lo stesso presidente David Sassoli.