ci vuole uno che metta al di sopra di tutto il bene della propria città". Luigi Di Maio. Il vicepresidente della Camera, componente del direttorio del M5s, parla da Volla, in provincia di Napoli e non si sottrae alle domande sull'ipotesi di un'azione legale da parte di Federico Pizzarotti nei riguardi del Movimento. "Io penso che il M5s abbia semplicemente applicato una regola. Avevamo un avviso di garanzia nascosto per tre mesi e questo è un dato inconfutabile. E per questa ragione noi abbiamo applicato una regola in quanto questo è il Movimento Cinque stelle e non il Partito Democratico".
Lo scambio di messaggi. "Siamo rappresentanti delle istituzioni, non dell'asilo Mariuccia", ha aggiunto Di Maio rispondendo alle domande sullo scambio di messaggi inviati dal sindaco di Parma, a lui e Roberto Fico, di cui ha riferito lo stesso Pizzarotti. "Quindi - ha proseguito Di Maio - credo veramente che commentare messaggi pubblicati su Facebook sia veramente di cattivo gusto di fronte agli italiani. Tra l'altro in quei messaggi si testimonia che c'eravamo sentiti".
Pizzarotti pubblica i messaggi senza risposta al Direttorio
"A chi mi chiede per quale motivo non ho comunicato prima di aver ricevuto l'avviso di garanzia rispondo con la massima tranquillità. Io e il gruppo di Parma abbiamo provato, per mesi, a contattare il direttorio. Qui sotto avete le prove di due dei telefoni da cui li abbiamo contattati".
Federico Pizzarotti reagisce alla sospensione decretata dal blog di Beppe Grillo e tira in ballo i membri del Direttorio Luigi Di Maio e Roberto Fico colpevoli secondo il sindaco di Parma di non avere mai dato riscontro alle richieste del primo cittadino. Nella chat Pizzarotti fa riferimento in particolare ai dissidi interni al M5s a Parma.
"I messaggi pubblicati dal sindaco di Parma riguardano le questioni del Consiglio comunale di Parma, spiegate poi telefonicamente a Roberto Fico dalla moglie del sindaco, mittente di parte dei messaggi, e non l'indagine sul Teatro Regio. Stessi contenuti hanno anche quelli indirizzati a Luigi Di Maio", precisano i due deputati M5S in una nota.
Livorno, battaglia in consiglio comunale fra pro e anti Nogarin: un ferito
Un consiglio comunale pieno di tensione quelli di ieri a Livorno dove il sindaco Filippo Nogarin ha parlato per la prima volta dopo l'avviso di garanzia per la gestione dell'azienda dei rifiuti Aamps. In sala sia i militanti grillini che invitano il sindaco a tirare dritto e andare avanti, sia gli ex grillini che vogliono le dimissioni di Nogarin. Nei momenti precedenti, con i gruppi ancora in piazza del Municipio oltre alle parole e agli insulti qualcuno ha anche alzato le mani e un consigliere comunale, espulso dai Cinque stelle, Marco Valiani, è rimasto ferito. Nelle foto anche i lavoratori Aamps e quelli dell'ippodromo Caprili tutti preoccupati per i loro posti di lavoro.
(foto: Laura Lezza)
La Boschi e il partito "all'antica". Il Pd è "un partito che si confronta al suo interno con regole democratiche che consentono un dibattito e che altri partiti non hanno", ribatte la ministra per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, a Palermo, nell'ambito di un tour in Sicilia a sostegno delle iniziative referendarie a favore del "Si'" al prossimo referendum costituzionale. Il ministro, pur senza nominarlo, ha fatto riferimento al Movimento 5 Stelle e al caso Pizzarotti: "Se abbiamo un blog? Noi siamo all'antica, preferiamo vederci di persona, non riceviamo mail anonime che ci dicono se dobbiamo dimetterci o meno".
Salvini: "M5s bufala". "Fino a quando la giustizia non ti condanna sono tutti innocenti. Detto questo, alla prova dei fatti i Cinque Stelle a Quarto, a Livorno come a Parma mi sembrano veramente una bufala. 'L'onestà andrà di moda', dicevano, e io come Lega porto avanti questo impegno: l'onestà deve andare di moda" ha detto Matteo Salvini, al Salone del Libro di Torino. "Ai Cinque Stelle chiedo di essere coerenti: o sono tutti cattivi gli altri o quando tocca a loro bisogna aspettare il terzo grado di giudizio".
Di Battista: "M5s bufala? Salvini pensi ai diamanti della Tanzania". Non tarda ad arrivare la replica a Salvini del parlamentare M5s Alessandro Di Battista, a Torino per sostenere la candidatura a sindaco di Chiara Appendino."Noi una bufala? Salvini si dovrebbe ricordare i diamanti della Tanzania o i lingotti d'oro comprati con i nostri soldi e il consigliere leghista con i soldi nel congelatore... Nessun amministratore dei 5 Stelle ha mai avuto a che fare con i reati legati al denaro". "Spesso veniamo criticati perché prendiamo decisioni drastiche e dure, ma è l'unico modo per tenere la barra dritta. La decisione del M5S di sospendere il sindaco di Parma Federico Pizzarotti "ha visto concordi tutti i componenti del direttorio" pentastellato.