Politica

Di Maio (M5s): "Mai messo in discussione la nostra permanenza nella Ue"

L'esponente grillino precisa che il suo gruppo ha portato avanti solo il progetto di referendum per uscire dall'Euro. "Ma le politiche europee devono cambiare". E su Brexit non offre un giudizio netto: "Non ho festeggiato nè mi sono terrorizzato: penso agli effetti che questo referendum potrà avere sull'Italia"

1 minuti di lettura
"Non abbiamo mai messo in discussione la permanenza dell'Italia nell'Unione europea. Abbiamo portato avanti un progetto di referendum sull'euro". Lo dice Luigi Di Maio, membro del direttorio M5s, ospite di "in 1/2 ora" su RaiTre, spiegando che un referendum per l'uscita dalla Ue "non è mai stato nei nostri programmi, e l'esistenza di un gruppo al parlamento europeo e la nostra pressione per cambiare i fondamentali della Ue significa che noi crediamo ancora in un progetto politico". Però su Brexit non offre un giudizio netto, nonostante le sue inclinazioni estere che lo avevano portato a una tre giorni a Londra, lo scorso 19 aprile, per incontrare alcuni parlamentari europei: "Non ho festeggiato nè mi sono terrorizzato: penso agli effetti che questo referendum potrà avere sul mio paese, l'Italia. Ed è tutto da vedere" afferma Di Maio, che aggiunge: "Di fronte ad una consultazione democratica in cui il 72% dei cittadini vanno a votare, e con 16 milioni di loro che scelgono di restare e 17 milioni che votano contro, in ogni caso è la vittoria della democrazia".

Il punto, sottolinea Di Maio, è che "se Francia e Spagna uscissero, l'Unione sarebbe finita. Per fortuna noi siamo a un momento prima. Domani a Renzi presenteremo una risoluzione che prevede 3-4 impegni su immigrazione, credito a imprese, sostegno a reddito dei cittadini. Se la Ue vorrà fare questo, e se Renzi sarà in grado di incidere, la stiamo mettendo nella giusta direzione". Ma "coloro che possono davver cambiare l'Unione europea, e sono i capi di stato e di governo, hanno fallito le loro politiche. Se vogliono cambiare lo devono fare immediatamente, altrimenti non dipenderà dai referendum. Nel prossimo anno si terranno le elezioni tedesche, francesi, britanniche, e speriamo il prima possibile anche quelle italiane. I popoli europei puniranno i Capi di stato per quello che hanno fatto o non hanno fatto".

Si è anche parlato di un altro referendum, quello italiano sulle riforme costituzionale e il vicepresidente della Camera ha detto che "l'esito del voto per noi non sarà contro o a favore di Matteo Renzi. Però, il giorno dopo il referendum, quando mi auguro avrà vinto il no, spero che Renzi si dimetta, anche se non saremo noi a chiedere le sue dimissioni". 


 
I commenti dei lettori