ROMA - La Rai è stata condannata dal Tribunale del Lavoro per comportamento antisindacale, in relazione al metodo con cui è stato assunto Gianluca Semprini, attuale conduttore di 'Politics'. La Rai era stata denunciata per comportamento antisindacale al Tribunale Civile, Sezione Lavoro, di Roma dall'Associazione Stampa Romana, su richiesta dell'Usigrai insieme all'Fnsi.
Il caso. L'Usigrai aveva denunciato che l'assunzione di Semprini era avvenuta senza che fosse stato seguito l'iter previsto dal contratto di lavoro dei giornalisti. In particolare veniva lamentata la violazione dell'articolo 6 che attribuisce al direttore di testata la facoltà e il potere di proposta di assunzione e nomina, mentre nel caso di Semprini era stata direttamente la direttrice di Rai3, Daria Bignardi, a farsene carico e non il direttore di Rai News 24 Antonio Di Bella. Inoltre l'Usigrai denunciava la violazione dell'articolo 34 dello stesso contratto nazionale, articolo che fa riferimento alle prerogative della rappresentanza sindacale.
Dalle accuse la Rai si era difesa, sostenendo che l'assunzione dell'ex giornalista di SkyTg24 era avvenuta rispettando le regole: "in accordo con il direttore editoriale per l'offerta informativa Verdelli e con il consenso del direttore di Rainews24, Di Bella", senza alcuna violazione delle procedure e del contratto nazionale di lavoro giornalistico.
Ma le motivazioni dell'azienda non hanno convinto soprattutto i giornalisti della Rai, che avevano affidato a un grupp chiuso su Facebook le proteste.
Soddisfatti per la decisione del Tribunale Fnsi, Usigrai e Associazione Stampa Romana: "Dopo la delibera dell'Anac, è un'altra prova che le denunce dell'Usigrai, insieme alla Fnsi, per una reiterata violazione delle regole fossero fondate. È ormai chiaro che chi parlava di innovazione e cambiamento in realtà sta agendo solo con la presunzione di poter violare le regole". "La decisione del giudice terzo - si legge in una nota - riafferma il principio per il quale la Rai deve muoversi in un contesto di regole scritte insieme, nel corso degli anni, tra azienda e sindacato. Ancora una volta ci chiediamo perché debbano essere i cittadini a pagare il conto di questi danni alla Rai Servizio Pubblico".
La replica dell'azienda. Non si è fatta attendere la precisazione della Rai, che chiarisce che, come riportato nelle motivazioni del giudice, il ricorso alla deroga riguardo la normale procedura selettiva per l'assunzione del giornalista è stato legittimo e dunque "alcuna censura può muoversi alla Rai in ordine alla scelta di non promuovere un job posting per il ruolo di conduttore televisivo". Rai ha dato mandato ai propri legali di impugnare i capi del provvedimento relativi alla lamentata natura antisindacale della condotta aziendale.
Le reazioni. Per Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, il caso Semprini è 'assurdo e grottesco' e la decisione del giudice dovrebbe spingere Bignardi alle dimissioni immediate:"#Rai Caso Semprini assurdo e grottesco: esterno assunto per far meno del 3%. Daria Bignardi dovrebbe dimettersi immediatamente", scrive su Twitter Brunetta.
Per il dem Anzaldi, segretario in Vigilanza, il caso Semprini rappresenta "una pagina nera per il Cda" che "va avanti gaffe dopo gaffe". E il centrista Sammarco punta il dito contro l'"ennesima figuraccia dei vertici di Viale Mazzini che mette in luce un'incapacità oramai evidente a tutti".
Ascolti in calo. Le polemiche esplose intorno al caso non hanno fatto aumentare gli spettatori: al contrario, gli ascolti continuano a scendere. La puntata di martedì è andata sotto il 3% di share, per l'esattezza ha registrato il 2,92% con 727mila spettatori, mentre il programma competitor, condotto da Giovanni Floris su La7, ha invece avuto 1 milione 60mila spettatori con share del 5,93%, cioè oltre il doppio dell'altro. Rispetto a una settimana fa il programma della rete diretta da Daria Bignardi ha perso oltre 100mila spettatori e registrato un calo di share dello 0,13%, invece la trasmissione de La7 è cresciuta di 12mila spettatori registrando un calo di share simile (0,12%) a quello della rete Rai.
Il caso. L'Usigrai aveva denunciato che l'assunzione di Semprini era avvenuta senza che fosse stato seguito l'iter previsto dal contratto di lavoro dei giornalisti. In particolare veniva lamentata la violazione dell'articolo 6 che attribuisce al direttore di testata la facoltà e il potere di proposta di assunzione e nomina, mentre nel caso di Semprini era stata direttamente la direttrice di Rai3, Daria Bignardi, a farsene carico e non il direttore di Rai News 24 Antonio Di Bella. Inoltre l'Usigrai denunciava la violazione dell'articolo 34 dello stesso contratto nazionale, articolo che fa riferimento alle prerogative della rappresentanza sindacale.
Dalle accuse la Rai si era difesa, sostenendo che l'assunzione dell'ex giornalista di SkyTg24 era avvenuta rispettando le regole: "in accordo con il direttore editoriale per l'offerta informativa Verdelli e con il consenso del direttore di Rainews24, Di Bella", senza alcuna violazione delle procedure e del contratto nazionale di lavoro giornalistico.
Ma le motivazioni dell'azienda non hanno convinto soprattutto i giornalisti della Rai, che avevano affidato a un grupp chiuso su Facebook le proteste.
Soddisfatti per la decisione del Tribunale Fnsi, Usigrai e Associazione Stampa Romana: "Dopo la delibera dell'Anac, è un'altra prova che le denunce dell'Usigrai, insieme alla Fnsi, per una reiterata violazione delle regole fossero fondate. È ormai chiaro che chi parlava di innovazione e cambiamento in realtà sta agendo solo con la presunzione di poter violare le regole". "La decisione del giudice terzo - si legge in una nota - riafferma il principio per il quale la Rai deve muoversi in un contesto di regole scritte insieme, nel corso degli anni, tra azienda e sindacato. Ancora una volta ci chiediamo perché debbano essere i cittadini a pagare il conto di questi danni alla Rai Servizio Pubblico".
La replica dell'azienda. Non si è fatta attendere la precisazione della Rai, che chiarisce che, come riportato nelle motivazioni del giudice, il ricorso alla deroga riguardo la normale procedura selettiva per l'assunzione del giornalista è stato legittimo e dunque "alcuna censura può muoversi alla Rai in ordine alla scelta di non promuovere un job posting per il ruolo di conduttore televisivo". Rai ha dato mandato ai propri legali di impugnare i capi del provvedimento relativi alla lamentata natura antisindacale della condotta aziendale.
Le reazioni. Per Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, il caso Semprini è 'assurdo e grottesco' e la decisione del giudice dovrebbe spingere Bignardi alle dimissioni immediate:"#Rai Caso Semprini assurdo e grottesco: esterno assunto per far meno del 3%. Daria Bignardi dovrebbe dimettersi immediatamente", scrive su Twitter Brunetta.
Per il dem Anzaldi, segretario in Vigilanza, il caso Semprini rappresenta "una pagina nera per il Cda" che "va avanti gaffe dopo gaffe". E il centrista Sammarco punta il dito contro l'"ennesima figuraccia dei vertici di Viale Mazzini che mette in luce un'incapacità oramai evidente a tutti".
Ascolti in calo. Le polemiche esplose intorno al caso non hanno fatto aumentare gli spettatori: al contrario, gli ascolti continuano a scendere. La puntata di martedì è andata sotto il 3% di share, per l'esattezza ha registrato il 2,92% con 727mila spettatori, mentre il programma competitor, condotto da Giovanni Floris su La7, ha invece avuto 1 milione 60mila spettatori con share del 5,93%, cioè oltre il doppio dell'altro. Rispetto a una settimana fa il programma della rete diretta da Daria Bignardi ha perso oltre 100mila spettatori e registrato un calo di share dello 0,13%, invece la trasmissione de La7 è cresciuta di 12mila spettatori registrando un calo di share simile (0,12%) a quello della rete Rai.