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Ddl pensione toghe, Senato approvata con 159 sì

Il provvedimento, su cui il governo ha chiesto il voto di fiducia, contiene la 'norma Canzio' che proroga il trattenimento in servizio per i magistrati in età pensionabile al vertice di Cassazione, Consiglio di Stato e Corte dei Conti. Dure critiche da Anm: "Giustizia fa passo indietro, legge di dubbia costituzionalità"

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ROMA - L'Aula del Senato approva il ddl di conversione del decreto sull'efficienza degli uffici giudiziari per il quale il governo ha chiesto il voto di fiducia con 159 sì, 24 no e 1 astenuto. Il provvedimento, che contiene la cosiddetta 'norma Canzio' (che impedirebbe al primo presidente della Corte di Cassazione Giovanni Canzio di andare in pensione per un altro anno) che proroga il trattenimento in servizio per i magistrati in età pensionabile al vertice di Cassazione, Consiglio di Stato e Corte dei Conti, ha già superato il vaglio della Camera il 6 ottobre scorso e diventa pertanto definitivo. FI e M5S non hanno partecipato al voto.

Prima dell'approvazione finale, l'Aula del Senato aveva bocciato quattro pregiudiziali di costituzionalità presentate dai gruppi M5S, FI, Lega e Misto del Senato. "Si tratta di un provvedimento palesemente ad personam", aveva detto nell'Aula di Palazzo Madama la presidente del gruppo Misto, Loredana De Petris, che per criticare il provvedimento aveva fatto riferimento al parere della commissione Affari Costituzionali che aveva espresso "forti dubbi" di costituzionalità sulla "norma Canzio". "E trovo grave - aggiunge De Petris - che si ricorra al voto di fiducia per coprire queste evidenti incostituzionalità". "Si è creato il paradosso - aveva aggiunto Maria Mussini (Misto) - che il giovane 'rottamatore' sia passato a difendere gli anziani", solo "alcuni" però, "creando una grave disparità tra magistrati".

La reazione di Anm. Dure critiche arrivano dall'Associazione nazionale dei magistrati: "Il settore giustizia, per effetto di questa legge di dubbia costituzionalità, oggi ha compiuto un grande passo indietro", si legge in una nota, pubblicata dopo l'approvazione definitiva del decreto sull'efficienza della giustizia. La conversione del decreto 168, prosegue la nota, "avvenuta senza le modifiche che avevamo segnalato, necessarie per rendere razionale il provvedimento, così come la stessa scelta di porre la fiducia ci disorientano".

L'Associazione sottolinea che, nonostante avesse segnalato che fossero presenti punti di "illegittimità costituzionale del decreto legge, come peraltro rilevato dalla Commissione Affari costituzionali del senato", non sia stato tenuto conto delle osservazioni,  "con le prevedibili conseguenze derivanti dai ricorsi che saranno presentati dai colleghi discriminati dalla norma che ha prorogato l'età pensionabile solo per pochi. Così come sottolineiamo che, in materia di legittimazione ai trasferimenti, è passato, per i magistrati più giovani, un emendamento inutile, la tipica norma che non si applica a nessuno, sintomo di improvvisazione legislativa", prosegue.

L'Anm inoltre aggiunge che, benché fosse stata avanzata la richiesta "di rinviare la discussione sul provvedimento all'esito dell'incontro fissato per lunedì 24 con il presidente del Consiglio e il ministro della Giustizia...non solo non si è tenuto conto del fatto che tra i temi della riunione vi era proprio il provvedimento oggi divenuto legge, ma appena cinque giorni prima della riunione il dl è stato frettolosamente convertito senza discussione parlamentare".

"Siamo convint i- attacca l'Associazione magistrati - che si sia persa una buona occasione per correggere un provvedimento affrettato nel metodo e inidoneo, nel merito, a raggiungere le finalità che si era prefissato, poiché né razionalizza né rende più efficace l'attività degli uffici giudiziari. Il settore giustizia, per effetto di questa legge di dubbia costituzionalità, oggi ha compiuto un grande passo indietro".





 
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