ROMA - Il "no grazie" di Gianni Cuperlo è solo l'ultimo colpo di scena di una giornata che dopo l'incarico a Paolo Gentiloni scorre a tappe forzate verso la formazione del nuovo governo. Pochi, chirurgici interventi dovrebbero consentire al neo premier di chiudere la partita entro domani, per ottenere entro mercoledì la fiducia delle due Camere e presentarsi così giovedì al Consiglio europeo nel pieno dei suoi poteri.
L'esigenza - che è sua ma forse ancor più del segretario Matteo Renzi - è quella adesso di 'coprire' l'esecutivo a sinistra. Allargare le maglie del consenso e recuperare lo strappo apertosi con la minoranza dem nella lunga campagna referendaria. Ma il primo tentativo in questa direzione è fallito. L'offerta più clamorosa è stata avanzata a uno dei leader della sinistra interna, quel Gianni Cuperlo che nelle ultime settimane che hanno preceduto il voto del 4 dicembre si era orientato per il Sì.
LA SQUADRA DEL GOVERNO Confermati i big di Renzi, l'incognita è Verdini
Ebbene, a lui è stato proposto l'ingresso nel governo Gentiloni con la delega alla Pubblica istruzione. A conferma del fatto che Stefania Giannini non sarà riconfermata al suo posto. Ma l'ex presidente pd ha detto no, non solo a quel dicastero, ma anche a un coinvolgimento diretto che potesse apparire come una "contropartita" se non una ricompensa per la scelta referendaria che invece "era solo politica".
La segreteria Renzi tuttavia non si fermerà qui. La trama a sinistra continuerà a essere tessuta in queste ore, si parla adesso con insistenza di un'analoga offerta alla minoranza per un altro ministero chiave, quello del Lavoro che Poletti potrebbe lasciare. Il cantiere resta aperto.
L'esigenza - che è sua ma forse ancor più del segretario Matteo Renzi - è quella adesso di 'coprire' l'esecutivo a sinistra. Allargare le maglie del consenso e recuperare lo strappo apertosi con la minoranza dem nella lunga campagna referendaria. Ma il primo tentativo in questa direzione è fallito. L'offerta più clamorosa è stata avanzata a uno dei leader della sinistra interna, quel Gianni Cuperlo che nelle ultime settimane che hanno preceduto il voto del 4 dicembre si era orientato per il Sì.
LA SQUADRA DEL GOVERNO Confermati i big di Renzi, l'incognita è Verdini
Ebbene, a lui è stato proposto l'ingresso nel governo Gentiloni con la delega alla Pubblica istruzione. A conferma del fatto che Stefania Giannini non sarà riconfermata al suo posto. Ma l'ex presidente pd ha detto no, non solo a quel dicastero, ma anche a un coinvolgimento diretto che potesse apparire come una "contropartita" se non una ricompensa per la scelta referendaria che invece "era solo politica".
La segreteria Renzi tuttavia non si fermerà qui. La trama a sinistra continuerà a essere tessuta in queste ore, si parla adesso con insistenza di un'analoga offerta alla minoranza per un altro ministero chiave, quello del Lavoro che Poletti potrebbe lasciare. Il cantiere resta aperto.