Rutelli: "Resta Gentiloni il punto di riferimento per una sinistra europea"
Monica Rubino
Da Calenda a Lorenzin, da Della Vedova all'attuale premier, l'ex ministro e sindaco di Roma chiama a raccolta le varie espressioni del centrosinistra europeista
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ROMA - Francesco Rutelli chiama a raccolta, a cominciare dal Partito democratico europeo - il soggetto politico fondato nel 2004 assieme a François Bayrou - tutte le componenti del centrosinistra europeista per ritrovare l'unità sul tema Europa. E lo fa prima che si entri nel "tourbillon" elettorale e diventi impossibile parlare di progetti.
Rutelli, il Pde esiste da tredici anni. Qual è la novità di oggi?
"Oggi è un momento di confronto sull'avvenire dell'Europa. Tentiamo di offrire argomenti utili di riflessione a tutte le forze politiche, compresi i grillini e la sinistra che non si riconosce nel Pd attuale. Serve una minoranza attiva che si batta per l'unità europea. Senza Europa non abbiamo nessuna possibilità di farci ascoltare né di contrastare politiche sovraniste o separatiste. Per questo oggi abbiamo inviato anche due governatori spagnoli a capo di regioni autonome - i Paesi Baschi e le Canarie - che non hanno seguito la strada secessionista della Catalogna".
Ma si tratta di un progetto elettorale? Presenterà una lista europeista?
"Assolutamente no, oggi non si presenta nessuna lista e io personalmente non ho alcuna intenzione di candidarmi. Il mio impegno politico è legato al sogno della ricucitura di posizioni filo-europee".
Tra gli ospiti di oggi ci sono i ministri Carlo Calenda e Beatrice Lorenzin, espressioni del centro. Il sottosegretario Benedetto Della Vedova, vicino ai Radicali e anche il premier Paolo Gentiloni. La vostra riflessione si volge soprattutto al centrosinistra?
"Sì, abbiamo voluto riunire varie articolazioni del centrosinistra pro-europeo. Con Gentiloni che rappresenta il punto di equilibrio di tutta la coalizione. Lorenzin che sembra destinata a prendere il testimone della componente centrista dopo il ritiro di Alfano. E un convinto europeista come Della Vedova, che ha da poco presentato la lista +Europa con i Radicali di Bonino. Ma come dicevo prima, il nostro appello è rivolto a tutti i partiti".
Il Pd, secondo lei, ha fatto errori sull'Europa?
"Ha fortunatamente corretto nell'ultimo periodo una linea inutilmente polemica in alcuni momenti".
Oggi interverranno anche esponenti del governo Macron. Per lei è un modello positivo?
"Lo guardo con interesse e simpatia, ma voglio capire meglio dove voglia portare la barca dell'Europa e quali rapporti voglia instaurare con l'Italia. Dopo la Brexit siamo il terzo paese dell'Ue e dobbiamo farci rispettare".
Chi può essere il Macron italiano?
"Non c'è ancora. E la nuova legge elettorale non può garantire una leadership unificante".
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