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Pd Sardegna, si sfiora la rissa nell'assemblea locale. Soru: "Non so se farò ancora politica in un partito così disperato"

Renato Soru 
Urla e spintoni sulla verifica del numero legale tra il fondatore di Tiscali e gli ex parlamentari Lai e Marrocu alla riunione per eleggere il nuovo segretario regionale. Si fa più concreta l'ipotesi di un commissariamento romano
 
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ROMA - Volano stracci nel Pd sardo e l'ennesima assemblea convocata ad Abbasanta (Oristano) per eleggere il nuovo segretario regionale si conclude con un nulla di fatto. Anzi questa volta si sfiora quasi la rissa, con il fondatore di Tiscali ed eurodeputato Renato Soru (sua la componente soriana) che litiga con esponenti di altre correnti avversarie (i Popolari-riformisti di Antonello Cabras e Paolo Fadda) nel tentativo di difendere la presidente dell'assemblea Laura Pulga. Dopo le dimissioni del senatore Giuseppe Luigi Cucca, la strada per la ricerca di un nuovo leader in Sardegna è ora tutta in salita e non si esclude il commissariamento dai parte dei vertici romani del partito.

La divisione tra le correnti, che in questi mesi ha paralizzato i dem isolani, è esplosa nei primi tre quarti d'ora per la mancanza del numero legale per la votazione. A spiegare i fatti è proprio Soru, raggiunto al telefono da Repubblica: "Oggi era l'ultimo giorno utile per eleggere il nuovo segretario, che si è dimesso esattamente trenta giorni fa. La maggioranza sulla carta conta su 110 partecipanti, di questi ne bastavano 81 presenti all'assemblea. Ma alla convocazione erano meno di 60. La presidente Pulga ha pazientemente aspettato: dopo un'ora erano in 75, comunque troppo pochi. E alla fine ha dichiarato sciolta la riunione per mancanza di numero legale. Diverse persone, tra cui ex deputati e senatori come Siro Marrocu e Silvio Lai, da cui mi aspettavo un buon esempio, sono andati a discutere con la presidente, le hanno urlato contro, l'hanno aggredita, le hanno strappato il microfono. Io mi sono messo in mezzo per difenderla, è una signora minuta. Ho cercato di dividerli".

Pd Sardegna, urla e spintoni: rissa sfiorata durante l'assemblea regionale

ll vice presidente dell'assemblea Dino Pusceddu ha quindi chiesto ai presenti di votare per una seconda verifica, "visto che la presidente - ha chiarito - è quasi scappata con i fogli di firma, un fatto che non ci consente di fare una verifica puntuale del numero legale". I popolari-riformisti, insieme agli ex Ds e ai renziani, hanno dunque rifatto la conta verificando l'esistenza del numero legale (81 presenti), 'negata' invece dalla presidente, che dopo aver sciolto la riunione è andata via con tutti i soriani. L'attuale maggioranza congressuale ha infine votato un ordine del giorno che ha aggiornato la convocazione a venerdì 13 per eleggere il nuovo segretario in Sardegna.

"Inaccettabile e irregolare il comportamento della presidente -  ha detto Lai dei popolari-riformisti - che dopo soli 55 minuti ha chiuso la riunione e non ha aperto il seggio con 79 delegati presenti e altri che avevano annunciato la presenza, dimostrando di non essere più in grado di svolgere il suo compito di garanzia". Da qui l'auspicio perché Pulga rimetta il suo mandato. Lasciando l'assemblea, l'ex senatore ha usato parole di fuoco anche contro l'eurodeputato-avversario: "Soru sta rubando il futuro al Pd sardo dopo che questo partito gli ha dato tanto".

In Sardegna il Pd alle ultime elezioni si è fermato al 14%. E i nervi tesi tra le varie correnti riflettono a livello locali le divisioni esistenti anche sul piano nazionale. "In molti - continua Soru - abbiamo chiesto che si ripartisse da capo, con una diversa visione di futuro, recuperando la relazione con i corpi sociali che abbiamo perso per strada. Ma questa maggioranza ha paura di confrontarsi, ha cercato in tutti i modi di boicottare il congresso regionale". L'unico modo per uscire dall'impasse adesso è indire le primarie. Fino a giovedì 12 è aperto il termine per le candidature, ma è possibile che tutta la vicenda finisca prima davanti al comitato dei garanti nazionale. Le prossime ore saranno decisive: il rischio è un walzer di ricorsi. "Probabilmente ci sarà un commissariamento romano per organizzarle" aggiunge Soru. Che conclude sconsolato: "Quando scadrà il mio mandato al Parlamento europeo devo pensare se fare ancora politica in un partito così disperato".
 

 


 
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