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Coronavirus, a Bergamo positivi la prefetta e il questore: “Ma non ci fermiamo”

Nel capoluogo della seconda provincia più contagiata d'Italia, colpiti dal virus Elisabetta Margiacchi e Maurizio Auriemma. E anche Paolo Storoni, comandante provinciale dei Carabinieri, si è messo in quarantena per avere avuto contatti con loro.

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Le massime autorità cittadine - escluso il sindaco - contagiate dal Covid-19: a Bergamo il coronavirus allunga i tentacoli e colpisce le istituzioni. Risultato: nel capoluogo della seconda provincia più contagiata d'Italia, la catena di comando civile e militare che rappresenta lo Stato, responsabile della sicurezza sul territorio, è in quarantena. La prima a rendere pubblica la positività al tampone è stata la prefetta Elisabetta Margiacchi: "Sì, è vero. Ma sto bene, anzi benissimo. Non ho più nemmeno la febbre: l'ho provata poco fa: 36,5", ha detto ieri. Il responso del test è arrivato giovedì pomeriggio. "Avevo qualche linea di febbre, un po' di mal di gola. Pensavo a un colpo di freddo. Poi, per prudenza e senso civico, mi sono sottoposta al tampone. Ed è risultato positivo".

È stata - ha raccontato il commissario del governo - "una doccia fredda". Dove abbia contratto il virus le è impossibile ricostruire, "ma lavoro in mezzo alla gente, e comunque è una forma molto blanda". Margiacchi, nonostante il contagio (la stessa sorte è toccata al suo collega di Brescia, Attilio Visconti, ndr), continua e espletare le sue funzioni. "Lavoro ma non in ufficio. Sto nel mio alloggio, mi divide dai miei collaboratori una parete di vetro. Devo adottare tutte le precauzioni nel rispetto delle persone che lavorano con me e che stanno operando dodici ore al giorno. La macchina organizzativa non si è mai fermata e io non ho mai smesso di dare direttive". È proprio negli uffici della prefettura che, nei giorni scorsi, è stata istituita la cabina di regia per la gestione dell'emergenza coronavirus. Ed è lì che avvengono i vertici, ai quali partecipano, tra gli altri, il questore e il comandante provinciale dei carabinieri. Fatalmente, ora sono entrambi costretti a lavorare da casa. Ieri anche il questore Maurizio Auriemma, 60 anni, arrivato un anno fa da Agrigento, ha scoperto di essere contagiato.

L'esito del tampone è arrivato in mattinata. Auriemma è asintomatico: non ha febbre, non ha tosse né mal di gola. Il numero uno della questura lavora in isolamento da casa. La stessa cosa è costretto a fare Paolo Storoni, comandante provinciale dei carabinieri. Non è positivo ma, avendo avuti contatti con prefetta e questore (negli ultimi giorni i comitati provinciali per la sicurezza pubblica si sono intensificati dato il picco di contagi nella bergamasca) è in quarantena. Per il regolamento militare Storoni, già ai vertici del Ros di Milano, ha dovuto lasciare temporaneamente le funzioni di comando al suo vice. Ma anche lui continua a seguire da vicino l'evoluzione del coronavirus. In particolar modo nella cintura extraurbana della periferia nord-est: quella media valle Seriana che nelle prossime ore - si attende solo il via libera del governo - dovrebbe diventare la seconda zona rossa della Lombardia.

Con i suoi 623 casi (86 in più rispetto a giovedì), la provincia di Bergamo è la seconda più colpita dopo Lodi. Ieri si è diffusa la notizia che contagi e decessi sono avvenuti in bergamasca anche prima che scoppiasse l'emergenza nel lodigiano (ma i tamponi sono stati fatti 8 giorni dopo). L'ultima vittima del coronavirus è l'ex sindaco di Brignano Gera d'Adda, Valerio Moro, 66 anni, morto giovedì al Niguarda di Milano dove era ricoverato da tempo. Nei giorni scorsi il primo cittadino di Bergamo, Giorgio Gori, aveva mostrato un cauto ottimismo invitando la gente a uscire e a fare shopping (usando anche i mezzi pubblici): "Bergamo non si ferma", era stato lo slogan lanciato in un video di incoraggiamento. Poi la situazione si è complicata. Più in provincia che in città, dove la gente esce pochissimo e i locali sono semivuoti. "Positivo lo 0,02% della popolazione: siamo bergamaschi, gente tosta. Confidiamo nel nostro sistema sanitario. Torneremo più forti di prima".
 
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