Politica

Scontro dopo discorso di Conte, Salvini telefona a Mattarella: "Fatto gravissimo"

Sergio Mattarella e Matteo Salvini in una foto d'archivio 
Il leader della Lega ha sentito il capo del Quirinale dopo l'attacco del premier alle opposizioni sul Mes durante la conferenza stampa di ieri
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Dopo l'attacco in diretta del premier Giuseppe Conte rivolto a Matteo Salvini e Giorgia Meloni sul Mes, oggi il leader della Lega ha telefonato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

I toni cortesi e garbati di sempre. Ma nella telefonata al Quirinale di primo mattino da parte di Salvini c'era tutta la rabbia e l'insofferenza personale, prima ancora che politica, nei confronti del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. "La chiamo anche a nome degli altri colleghi leader dei partiti di centrodestra: quel che ha fatto il premier ieri sera non è degno di un paese democratico, presidente, siamo molto risentiti e riteniamo gravissimo quanto accaduto", è stato l'esordio del colloquio. Che è andato avanti per alcuni minuti, nel corso dei quali il capo dello Stato ha più che altro ascoltato il segretario della Lega.

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Salvini contesta le modalità e i contenuti della sortita post Eurogruppo dell'inquilino di Palazzo Chigi. I contenuti: l'attacco frontale a lui e a Giorgia Meloni sulla vicenda Mes, quell'accusa di diffondere "informazioni false" e di lavorare così all'indebolimento del Paese e del suo governo in un momento delicatissimo. E poi le modalità, appunto: una conferenza stampa a suo dire pianificata per andare in diretta sulle principali reti nazionali (Raiuno in primo luogo) nell'ora dei tg di punta della sera, col massimo audience. "Una roba  da stato totalitario",  è la conclusione del leghista. Salvini chiede, in realtà pretende - e come lui Meloni - che l'"affronto" venga in qualche modo "risarcito" con la stessa moneta. Interviste e dichiarazioni da mandare con "uguale risalto" dai tg, quanto meno Rai. Un impegno che, come è ovvio che sia, il Quirinale certo non può assumere.  

Ad ogni modo, quanto accaduto, conferma il segretario al presidente Mattarella, pone fine a ogni percorso di "collaborazione", di condivisione delle scelte, "già venuto meno nei giorni scorsi" col sostanziale fallimento della cabina di regia sui decreti economici ai quali il governo stava lavorando. In parte anche con i capigruppo delle opposizioni. "Ma nessuna delle nostre proposte anche in quel caso era stata accolta", si è lamentato Salvini più volte in questi giorni e come lui Meloni e Berlusconi.
Il Quirinale avrebbe confermato la piena disponibilità a continuare a favorire il dialogo. Quanto mai importante proprio nella fase drammatica che stiamo vivendo. Ogni lacerazione, ogni rottura, segnerebbe un trauma.
La sensazione tuttavia è che si sia alla fine di un percorso in realtà mai realmente avviato con convinzione dai due fronti. La battaglia adesso si sposterà nelle aule del Parlamento.
Già ieri la reazione delle opposizioni al premier è stata molto dura e la leader di FdI per prima ha chiamato in causa il Capo dello Stato: "Il presidente Mattarella non ha nulla da dire su questo metodo da regime totalitario?". Di "roba da regime, da Urss" ha parlato anche lo stesso Salvini, esprimendo la sua delusione e preannunciando l'intenzione di parlare con il presidente della Repubblica. Critiche all'atteggiamento di Conte sono arrivate anche da italia Viva.

Al capo dello Stato Salvini ha anche espresso grande preoccupazione per la situazione economica delle famiglie e delle imprese italiane, che dopo oltre un mese dalla chiusura non hanno ancora ricevuto un euro di aiuto dal governo e dall’Europa, ribadendo infine la contrarietà della Lega a qualsiasi utilizzo del MES sotto ogni forma.
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