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Mes, Salvini: "Fuori legge chi tratta con l'Ue senza voto delle Camere. Mattarella lo sa"

(ansa)
Il leader della Lega parla a ruota libera in Senato. Torna ad attaccare il governo sul fondo salva-Stati e lancia un avvertimento a Berlusconi
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ROMA - Tira per la giacca ancora una volta il presidente della Repubblica ("L'auspicio è che ci sia un intervento autorevole di chi è garante della Costituzione e della democrazia"). Strattona il presidente del Consiglio ("Chi va a Bruxelles senza il voto del Parlamento è fuori legge"). E poi Berlusconi: dice che lo chiamerà per discutere "di futuro" perché ad oggi, è il sottinteso, il centrodestra vecchio stile è finito.



Non molla la scena, Matteo Salvini, e lo fa a modo suo. Torna alla carica, stavolta per invocare "il voto alle Camere a tutti i costi prima e non dopo il negoziato con l'Unione europea sul ricorso al Mes". Ennesima conferenza stampa del leader leghista, al Senato, al fianco del suo ex ministro all'Agricoltura e al Turismo, Gian Marco Centinaio.

Il pretesto è la presentazione delle proposte del partito per rilanciare il settore turtistico. Una su tutte, destinata a far discutere ma - a occhio - di difficile attuazione concreta: mille euro per ciascuna famiglia che deciderà di trascorrere le vacanze in una spiaggia o località di vacanza del nostro Paese. "Bonus famiglia, ma anche reintroduzione dei voucher per bar, ristoranti, alberghi, spiagge e agricoltura, l'abbassamento dell'Iva sulle imprese del turismo", è la piattaforma. E ancora, "fondamentale lo stop alla direttiva Bolkestein, l'ultima cosa che ci serve è svendere sottocosto stabilimenti balneari, spiagge o mercati al primo offerente, alla prima multinazionale cinese".

Ma il cuore del suo attacco politico è al governo, sulla vicenda Mes. "Chiamare Mattarella oggi? Non vorrei essere anche uno stalker, perché sarebbe la quinta volta, in poco tempo, che chiamo il presidente, poi conosce lui, come conosco io, e come conoscono in tanti, qual è la legge", afferma il segretario tornando sullo scontro con Conte e la maggioranza che hanno detto no a un voto parlamentare prima del Consiglio europeo del 23. Se non ci sarà, allora "sarà fuori legge".

Ma è una vicenda, questa del ricorso al Fondo salva stati (per 36 miliardi circa per affrontare le spese sanitarie) che ha spaccato il centrodestra. Con Berlusconi e Tajani che, al contrario di Lega e Fdi, hanno detto sì allo strumento straordinario dato che non prevederebbe alcuna penalità. Con Forza Italia ormai la frattura è verticale. "Berlusconi lo chiamerò in queste ore per discutere di futuro".

Il centrodestra, aveva lasciato trapelare mercoledì sostenendo che il Cavaliere parlava ormai come Prodi, è finito. Tajani continua a sostenere che sarebbe sbagliato non ricorrere al Mes per le spese sanitarie. "Penso sia un errore accodarsi supinamente alle dichiarazioni di Prodi e Zingaretti" è la stoccata finale. Assieme al liquidatorio: "Penso che Berlusconi sia stato mal consigliato". La resa dei conti seguirà a breve.
 
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