Politica

Mes, Fiano: "Strumento utile, no a usarlo come bandiera ideologica"

Il deputato del Pd Emanuele Fiano 
Il deputato e responsabile Esteri del Pd: "Dal M5s ho sentito parole ragionevoli. Conte fa bene a puntare sul Recovery fund"
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"Il Mes senza condizioni è uno strumento utile, basta non trasformarlo in una bandiera ideologica". Emanuele Fiano, deputato e responsabile Esteri del Pd, è convinto che all'interno della maggioranza si riuscirà a trovare un'intesa anche per l'utilizzo dei 37 miliardi senza condizioni per le spese sanitarie messi a disposizioni dall'Unione europea.
Conte sarebbe però intenzionato a non usare il Mes, a meno che non lo faccia la Francia.
"Penso che ci voglia molta calma e comprensione del fatto che man mano che scorrono le settimane acquisiamo nuovi strumenti di cooperazione e di solidarietà europea in una dimensione qualitativa e quantitava mai vista prima. Penso all'avvio in queste ore del Sure (la cassa integrazione europea, ndr.) o alla trattativa in corso sui meccanismi del Recovery fund, con importanti passi avanti anche da parte della Germania. Tra questi strumenti c'è anche il Mes che, per decisione politica comune dell'Eurogruppo, è stato profondamente trasformato e ci viene consegnato senza condizioni aggiuntive di controllo esterno delle nostre dinamiche di bilancio. È un quadro complesso, del quale non penso si possa prendere solo un petalo".



Pensa che se il governo decidesse di utilizzare il Mes, danneggerebbe l'immagine dell'Italia?
"Nel quadro che ho appena descritto il Mes rappresenta uno strumento di valore aggiunto utilissimo al nostro Paese".

Farvi ricorso potrebbe avere un impatto sulle dinamiche interne alla maggioranza?
"Si, se lo si affronta come una bandiera ideologica. No, se guardiamo ai fondamenti della nostra situazione sociale ed economica e usiamo strumenti che non possano impensierire il nostro futuro. Ci servono dei soldi, devono arrivarci senza condizioni peggiorative del nostro bilancio. Se così è, siamo di fronte a molti strumenti positivi da poter utilizzare. Ragionando in questo modo non c'è nessun motivo di arrivare a uno scontro nella maggioranza".

Una scissione interna al M5s potrebbe mettere in pericolo il governo?
"Sono ottimista. Tutti i partiti hanno avuto cambiamenti di condotta lungo il corso dell'epidemia. Sarebbe stato impensabile immaginare alcuni atteggiamenti collaborativi che abbiamo visto in questa vicenda da parte del centrodestra. Alla fine anche dai cinquestelle ho sentito parole ragionevoli. Ad esempio nell'ultimo decreto rilancio c'è sia il taglio dell'Irap sia l'innovazione del reddito di emergenza: è il fondamento di un ragionamento politico che vuole coprire tutti gli aspetti, sia una spinta più assistenzialista che una più sviluppista. Lo stesso Luigi Di Maio ha detto che se ci dovesse essere una straordinaria quantità di denaro pronta per l'Italia con il Recovery fund non avremmo bisogno del Mes: questo per me non è un 'nò definitivo".
 
Conte fa bene a puntare sul Recovery fund?
"Si fa bene, perché potrebbe essere messa in sicurezza non solo l'Italia ma anche l'idea stessa di Europa. Il Recovery fund (fondo garantito dal bilancio Ue che serve a emettere obbigazioni per aiutare i Paesi colpiti dall'emergenza Covid, ndr), serve sia a rimettere in piedi le economie europee, che sono tra di loro intrecciate, sia a rafforzare quell'idea di mutualità su cui è radicata l'Unione stessa".

Le posizioni antieuropeiste di Lega e Fdi sono ormani perdenti?
"Salvini e Meloni continuano a dire che 'l'Europa non ci aiutà e poi gli europarlamentari di Lega e Fdi si astengono il giorno in cui il Parlamento europeo, con una stragrande maggioranza che comprende anche il Ppe (e Forza Italia), vota una risoluzione di appoggio al Recovery fund. Questo fa capire che la loro è solo una posizione ideologica. Penso che in questa pandemia i populisti si siano dovuti arrendere alla durezza della realtà. In Ue gli antieuropeisti sono rimasti isolati".

 
 
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