Politica

Autostrade, De Micheli: "Decideremo fra 15 giorni". E su Alitalia: "In settimana avvio del piano industriale"

La ministra dei Trasporti Paola De Micheli 
Sul tavolo della ministra dei Trasporti i due dossier da sbloccare. Sul Ponte sullo Stretto: "Sono laica: se è utile, approfondiremo". La governatrice della Calabria Santelli: "Apprezzo parole di disponibilità". Franceschini: "L'alta velocità per arrivare in Sicilia deve passare da lì".
2 minuti di lettura
Sono i dossier caldi del ministero dei Trasporti, quelli impantanati da troppo tempo ormai sul tavolo della ministra dem Paola De Micheli, complice anche l'emergenza coronavirus. Ma, come già anticipato da lei stessa in un'intervista uscita ieri su Repubblica, su Autostrade e Alitalia qualcosa sembra finalmente muoversi. Sulla compagnia aerea di bandiera "credo che in settimana daremo le prime indicazioni per l'avvio della costituzione della Newco e quindi del piano industriale", ha detto De Micheli a Rainews 24. E ha aggiunto: "Conseguentemente daremo un'accelerazione per far ripartire la compagnia aerea, che ha un ruolo strategico per l'Italia e in Europa".



Passi avanti anche sul dossier Autostrade: "Abbiamo avviato collegialmente un approfondimento, perché abbiamo sempre detto, e io sono molto convinta di questo, che la decisione deve essere presa insieme al di là di quelli che sono i poteri del ministro delle Infrastrutture. Approfondimenti stanno andando avanti e ragionevolmente in 15 giorni arriveremo a una decisione". E ha ribadito, rivolta all'alleato cinquestelle che pressa sulla revoca della concessione ai Benetton (anche oggi Alessandro Di Battista lo ribadisce a In Mezz'ora in più): "Ripeto 'insieme', perché questo è un governo che si deve assumere responsabilità grandi, e i grandi pesi devono stare sulle spalle di tutti noi".

Le energie di De Micheli ora sono concentrate anche sul Piano Italia Veloce, da inserire nel generale piano di Rilancio di Conte, che prevede 200 miliardi di investimenti in 15 anni (in parte finanziati attraverso il Recovery Fund) e punta sull'Alta Velocità e sul potenziamento della mobilità urbana su ferro. Ma per i Verdi è ancora troppo poco. "Più che un'Italia veloce, lavoriamo per un Paese normale", ha risposto a Repubblica il coordinatore nazionale Angelo Bonelli.


In tema di infrastrutture De Micheli risponde anche a una domanda sul Ponte sullo Stretto di Messina, l'opera del secolo, di cui si parla dal lontano 1985: "Sono piuttosto laica. Riprendere progetti e ragionamenti sulla sua realizzazione implica riaprire una valutazione su opportunità, impatto ambientale e sui costi. Se si registrerà, attraverso l'ascolto, che serva a migliorare la vita delle persone, allora siamo disposti ad approfondire il caso. Dico no alle divisioni ideologiche".


Parole, quelle della ministra, gradite anche alla presidente della Calabria, l'azzurra Jole Santelli:  "Apprezzo le parole di De Micheli, che esprimono la disponibilità all'ascolto e all'approfondimento sul Ponte dello Stretto. Penso pertanto che sia necessario ipotizzare al più presto un incontro anche con il Presidente della Sicilia, per valutare la possibilità di realizzazione di un'opera strategica non solo per il futuro di Calabria e Sicilia ma per quello dell'intero Paese".

Più decisamente favorevole all'opera è il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, che prova a rovesciare il paradigma: "L'alta velocità non si può fermare a Salerno ma deve arrivare in Sicilia - ha detto a  SkyTg24 - ed è una grande opportunità di crescita di quell'area. Se il treno dell'alta velocità deve arrivare in Sicilia deve attraversare tre chilometri di mare, quindi in qualche modo deve attraversarli. Rovescerei l'approccio, in passato il Ponte sullo Stretto è stato un oggetto ideologico, in cui si era a favore o contro, e nella progettazione precedente era buttato lì senza un progetto strategico. Io lo rovescio, l'alta velocità deve arrivare a Reggio Calabria, poi a Catania, a Palermo e Messina e quindi bisogna attraversare lo Stretto ma è la conseguenza di una scelta strategica. Se ne deve assolutamente parlare".

Viceversa Di Battista ribadisce il suo no a In Mezz'ora in più su Rai3: "Dire no al ponte sullo Stretto non significa dire no all'edilizia pubblica: noi siamo sempre stati associati a quelli che dicono no alle infrastrutture: ma ricostruzione, messa in sicurezza del patrimonio artistico vanno fatti. Io sono contrario alle grandi opere inutili: bisogna investire sulle opere che servono".


 
I commenti dei lettori