Politica

La settimana politica fra Stati generali, election day e decreto Rilancio

Da sinistra: il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e la ministra dell'Innovazione Paola Pisano (ansa)
L'aula di Montecitorio sarà impegnata anche nel confronto finale sul decreto Elezioni che rinvia le urne all'autunno con il pressing del governo affinché si allineino anche le sei Regioni che devono andare al voto. In programma anche nuovo vertice del centrodestra sui candidati in Puglia e Campania
2 minuti di lettura
Stati generali e Consiglio Ue. Sono i due appuntamenti al centro dell'agenda del governo della settimana. In Parlamento, invece, i prossimi giorni saranno dedicati alla Camera all'esame del decreto Rilancio: un tour de force in commissione Bilancio, dove pesa la mole ingente di emendamenti presentati dalle forze politiche al provvedimento che mette in campo nuova liquidità e misure per fronteggiare la crisi economica.

Il decreto Elezioni

Domani, lunedì 15 giugno, l'Aula di Montecitorio sarà impegnata nel pomeriggio anche con il voto finale sul decreto Elezioni, il provvedimento che accorpa in un'unica tornata elettorale amministrative e referendum costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari - con il pressing del governo affinché si allineino anche le sei Regioni che devono andare al voto - e rinvia in autunno le urne: l'indicazione che giunge da governo e maggioranza è di svolgere le elezioni il 20 e 21 settembre, ma restano le resistenze sia degli enti locali che delle opposizioni.


Proprio l'ostruzionismo di FdI ha rallentato di molto l'esame del decreto che, una volta licenziato dalla Camera, dovrà passare all'esame del Senato: i tempi sono strettissimi, in quanto va convertito entro venerdì 19 giugno pena la decadenza. Per questo non viene escluso - anche se al momento non vi è conferma - il ricorso alla fiducia a palazzo Madama: troppo alto, infatti, il rischio che le opposizioni, nonostante alla Camera sia stata raggiunta un'intesa su par condicio e leggi elettorali regionali che ha sbloccato lo stallo, possano tentare il blitz per puntare alla decadenza del provvedimento.

Nuovo vertice del centrodestra sulle regionali

In tema di regionali e sul fronte opposizioni, non è escluso che in settimana il centrodestra torni a riunirsi per cercare la quadra sulle candidature alle Regionali, dopo la fumata nera degli ultimi due vertici in particolare per la Puglia, dove FdI non cede su Raffaele Fitto, e Campania dove Forza Italia insiste su Stefano Caldoro. Intanto il leader della Lega, matteo Salvini, ha ripreso il tour nei territori, che lo impegnerà per tutto il mese di giugno: domani sarà in Lombardia e martedì in Veneto.


Stati generali, il programma della settimana

Aperti ieri con i vertici europei a Villa Pamphilij gli Sati generali voluti dal premier Giuseppe Conte. La kermesse proseguirà per tutta la settimana. Manca ancora un programma dettagliato, ma domani la giornata, ad aprire i lavori alle 9 sarà Vittorio Colao, che ha guidato la task force scelta dal governo per la predisposizione del piano di 120 pagine, con una delegazione del Comitato di esperti in materia economica e sociale. La giornata sarà dunque dedicata al tema della riforma del lavoro. Protagonisti assoluti saranno i sindacati e gli enti locali. Alle 10 sarà la voltadi Cgil, Cisl e Uil. Alle 14 Ugl, Usb, Cub, Cisal, Confsal, Cobas, Unicobas, Cida, Fedeermanager Cse, Fnsi. Alle 18 Anci, Upi e Conferenza regioni. I leader di Cgil, Cisl e Uil, Landini, Furlan e Barbagallo, saranno presenti personalmente.



Martedì dovrebbe toccare alle associazioni di imprese, a partire da Confindustria. Tra le personalità che potrebbero prendere parte all'iniziativa circolano anche i nomi di Renzo Piano, Massimiliano Fuksas e Stefano Boeri. Poi dovrebbero svolgersi gli incontri con i vertici delle società partecipate dallo Stato. Non parteciperanno, invece, le opposizioni, che hanno declinato l'invito.


"Questo è il momento di lavorare a un progetto chiaro per uscire dalla crisi. Un progetto coraggioso, condiviso. Lo possiamo fare lavorando con i ministri, ma anche con il pieno coinvolgimento di tutte le forze politiche, sociali e produttive del Paese a cui qui tutta la settimana prossima sarà dedicata una interlocuzione serrata", ha detto ieri Conte. L'obiettivo del governo è di mettere a punto un piano di interventi e riforme, per la cui realizzazione sono indispensabili le risorse europee.

Il Consiglio Ue

E proprio dei fondi europei discuterà il Consiglio Ue in programma il 18 e 19 giugno, che sarà anticipato mercoledì 17 dalle comunicazioni di Conte in Parlamento (alle 9,30 alla Camera, alle 15 al Senato), dove Lega e FdI torneranno alla carica contro il Mes in occasione del voto sulle risoluzioni. Venerdì i leader dell'Ue esamineranno la questione della creazione di un fondo per la ripresa per rispondere alla crisi Covid-19 e un nuovo bilancio a lungo termine dell'Ue. Al centro della discussione la proposta di un nuovo strumento per la ripresa e il quadro finanziario pluriennale (QFP) per il periodo 2021-2027, presentata dalla Commissione europea il 27 maggio scorso.




 
I commenti dei lettori