Mes, Beghin (M5S): "Strumento inadeguato, pensiamo al Recovery Fund". E a Gentiloni: "Facciamo lavorare Conte"
di MONICA RUBINO
Tiziana Beghin, capodelegazione del gruppo M5S al Parlamento europeo
La capodelegazione del gruppo cinquestelle al Parlamento europeo commenta il voto del Movimento a favore di un emendamento della destra contro il Salva Stati: "Avevamo scommesso sul Recovery Fund e i fatti ci danno ragione". E sottolinea: "Nessun incidente nella maggioranza"
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Tiziana Beghin, capodelegazione del gruppo M5S al Parlamento europeo. Perché ieri avete votato a favore dell'emendamento sul Mes presentato dalla Lega?
"Perché per noi il Mes era e resta uno strumento inadeguato, ancor di più alla luce del risultato europeo. Avevamo scommesso sul Recovery Fund e i fatti ci danno ragione: l'Italia porta a casa 209 miliardi, una cifra sei volte superiore al Mes che, tra l'altro, può essere usato solo per le spese sanitarie. Il Recovery Fund prevede trasferimenti a fondo perduto e prestiti che, oltre a essere anch'essi a tripla A, hanno una scadenza più lunga rispetto a quella del Mes stesso. È illogico continuare a parlare di Mes quando dobbiamo spendere tutte le nostre energie sul piano nazionale di riforme e su come cogliere questa storica opportunità di investimento e di cambiamento".
Oggi Paolo Gentiloni su Repubblica invita l'Italia utilizzare subito i 36 mld del Mes, nell'attesa dei soldi del Recovery Fund. Cosa risponde al commissario europeo all'Economia?
"Ci sarà un anticipo del 10% che verrà erogato con l'approvazione del Piano e, inoltre, grazie a una abile mossa diplomatica del nostro premier, il Recovery Fund coprirà anche le spese sostenute contro la pandemia a partire dal Febbraio 2020. Gentiloni sa che sul Mes le decisioni si prendono a Roma e non a Bruxelles: facciamo dunque lavorare la maggioranza di governo e rispettiamo l'autonomia del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Insieme decideremo per il meglio dell'Italia, piuttosto Bruxelles si concentri sulla riforma del Patto di Stabilità e crescita che ormai non è più rinviabile. I tagli alla sanità sono arrivati proprio in ossequio ai dogmi dell'austerity che porta con sé".
Non è un paradosso che, il giorno dopo gli applausi scroscianti in Italia per Conte sul negoziato europeo, la maggioranza torni a dividersi in Europa?
"Nessun incidente nella maggioranza che sostiene Conte. E non facciamo confusione: la risoluzione del Parlamento europeo era sul Recovery Fund e sulle conclusioni del vertice europeo dove il Mes non è mai stato oggetto di discussione. La vera notizia è che astenendosi sul Recovery Fund gli europarlamentari della Lega e di Fratelli d'Italia hanno preferito i sovranisti all'Italia. Come si fa ad astenersi di fronte a successo così evidente per l'Italia, riconosciuto da tutta la stampa estera?".
La leader di Fdi Meloni ne approfitta e parla di "cortocircuito Europa-Italia" per la maggioranza M5s-Pd. Lei che ne pensa?
"Non accettiamo nessuna lezione dalla Meloni, era lei ministro nel marzo 2011 quando il governo Berlusconi-Lega-Meloni, aveva approvato il Mes in Europa. Poteva fare una battaglia contro l'austerity e invece ne ha accettato supinamente tutti i vincoli: piuttosto chieda al suo attuale capogruppo al Parlamento europeo perché ha votato il 7 marzo del 2011 per inserire il Mes nell'attuale architettura europea. Noi siamo coerenti e la nostra posizione non è mai cambiata. Piuttosto sono i sovranisti nostrani a essere in crisi d'identità: loro preferiscono Geert Wilders agli interessi italiani".
Forza Italia invece ieri ha votato a fianco del Pd. Come giudica questo avvicinamento dei forzisti alla maggioranza che si sta verificando anche in Italia, ad esempio sulla legge contro la transomofobia?
"Apprezziamo la presa di posizione di Forza Italia contro l'omofobia: su questo tema di civiltà più le convergenze sono ampie meglio è per il Paese stesso. Piuttosto ci preoccupano certi toni medioevali che troppo spesso Lega e Fratelli d'Italia rappresentano anche nelle piazze italiane. Comunque, la maggioranza è una, è solida, ha superato con successo la tempesta della crisi pandemica. Il Movimento 5 Stelle è l'antidoto naturale al ritorno del Patto del Nazareno".