Politica

Riforme, maggioranza divisa sul ddl per voto dei 18enni in Senato. La legge rischia di slittare

Italia viva, una parte del M5s e le opposizioni hanno chiesto il rinvio a dopo il referendum. Il ddl costituzionale modifica l'articolo 58 della Costituzione abbassando a 18 anni (rispetto agli attuali 25 anni) il limite di età per votare a Palazzo Madama

1 minuti di lettura
Si avvicina l'accordo in maggioranza sul ddl costituzionale, già approvato in prima lettura dalla Camera, che estende il voto ai diciottenni anche per il Senato, mentre ci sono problemi sulla calendarizzazione. Il disegno di legge, che è stato approvato in prima lettura alla Camera il 31 luglio 2019, domani dovrebbe approdare nell'aula del Senato (in tutto servono 4 passaggi in aula). Ma Italia viva, un folto gruppo di senatori cinquestelle e le opposizioni hanno infatti chiesto che venga rinviato a dopo il referendum sul taglio del numero dei parlamentari. Un ulteriore ostacolo per il Pd, che spinge per un avvio rapido di tutti i correttivi correlati al taglio dei paralamentari,  dopo lo slittamento dell'incardinamento della legge elettorale in commissione alla Camera previsto per oggi e rinviato a giovedì.


È stato quindi convocato un mini vertice di maggioranza e al termine si è deciso di aggiornare la Capigruppo al primo pomeriggio.

Il ddl costituzionale modifica l'articolo 58 della Costituzione abbassando a 18 anni (rispetto agli attuali 25 anni) il limite di età per votare a Palazzo Madama. Ma nel testo, proposto dalla commissione Affari costituzionali del Senato, si modificherebbe anche l'età per essere eletti senatori, scendendo a 25 anni rispetto agli attuali 40 anni. Da qui il rischio di ulteriori passaggi parlamentari e di un'equiparazione dei due rami del Parlamento.


Italia viva e le opposizioni hanno infatti chiesto che venga rinviato a dopo il referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari. Non essendo stato raggiunto l'accordo in Conferenza dei capigruppo, sarà quindi necessario un voto dell'Aula sul calendario. Un appuntamento non previsto che potrebbe mettere in difficoltà la maggioranza.





 
I commenti dei lettori