Politica

Regionali: Zaia e De Luca 'acchiappatutto', Toti aiutato dal M5s in Liguria, voto utile grillino per Giani in Toscana, tutto il Pd per Emiliano in Puglia

Il presidente del Veneto Luca Zaia (ansa)
L'analisi dei flussi elettorali condotta dall'Istituto Cattaneo su otto città evidenzia che gli spostamenti di voti rispetto alle Europee del 2019 hanno concorso all'exploit dei quattro governatori. Secondo un'altra indagine del Centro studi Inrete con SWG e Kratesis le casalinghe hanno votato in massa per Toti e Zaia, i pensionati per De Luca
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Zaia e De Luca "acchiappatutto" in Veneto e Campania. Toti "aiutato" dagli elettori M5s in Liguria nonostante il candidato giallorosso Sansa. In Toscana maggiore l'astensione del centrodestra. Pd tutto per Emiliano in Puglia. Sono i risultati dell'analisi dei flussi elettorali condotta dall'Istituto Cattaneo su otto città chiamate al voto in quattro Regioni, mettendo a confronto queste ultime elezioni regionali con le Europee del 2019. Le città in questione sono Venezia e Padova in Veneto, Genova in Liguria, Firenze e Livorno in Toscana, Brindisi in Puglia, Napoli e Salerno in Campania.


E così in Veneto emerge che il grande exploit di Luca Zaia, che con il suo 76,8 ha ottenuto percentuali mai raggiunte da un presidente di regione, è dovuto anche alla sua capacità di attrarre voti da tutte le forze politiche. Una sorta di 'candidato acchiappatutto' al quale ha pagato un tributo anche il Pd: il 18% degli elettori Pd del 2019 di Venezia e il 21% degli elettori Pd del 2019 di Padova si sono spostati sul "Doge". Ben più consistente è il passaggio di voti che arriva dal M5s, in particolare a Padova dove ben il 72% degli elettori M5s si è spostato su Zaia. L'elettorato di Forza Italia, invece, rifluisce in maniera maggiore sull'astensione.


La vittoria di Vincenzo De Luca in Campania è speculare a quella di Zaia. Oltre a intercettare infatti tutto il bacino del centrosinistra, il governatore campano riesce ad attrarre tantissimi voti dal M5s: a Napoli ben il 70 per cento degli elettori M5s nel 2019 preferisce De Luca al candidato cinquestelle Ciarambino, a Salerno a spostarsi è addirittura l'82%. Interessante in Campania anche il dato che vede molti elettori che nel 2019 avevano scelto la Lega alle Europee riversarsi su De Luca, non riconoscendosi nel candidato del centrodestra Caldoro.


Anche su Giovanni Toti il travaso dei voti M5s è stato evidente (38% a Genova). Nonostante la Liguria fosse l'unica regione dove c'era un candidato comune Pd-M5s, la capacità di attrazione di Toti ha però fatto sì che l'alleanza non sia riuscita a "sommare " la forza elettorale dei due partiti che si sono uniti. Al contrario, il bacino del centrodestra, a parte qualche fuga verso l'astensione, si è riversato quasi interamente sul proprio candidato.

In Toscana secondo il Cattaneo la vittoria di Eugenio Giani sembra motivata da due dinamiche. Innanzitutto Giani ha monopolizzato il bacino del centrosinistra 2019 e non ha avuto sostanziali perdite verso l'astensione. Al contrario, il bacino del centrodestra 2019 ha subito perdite di un certo rilievo verso il non voto. La "drammatizzazione" della contesa ha dunque funzionato in modo asimmetrico, favorendo il centrosinistra. In secondo luogo Il bacino del M5s 2019 sembra essersi diviso in due parti numericamente simili: una parte ha scelto la candidata grillina Galletti e una parte della stessa consistenza si è spostata su Giani.

Infine in Puglia i flussi mostrano che il bacino del Pd 2019 si è riversato quasi interamente su Michele Emiliano. Analogamente, e prevedibilmente, il bacino delle forze di centrodestra 2019 (tra cui il partito trainante era stato, di gran lunga, la Lega) ha in larga misura premiato Fitto. Fa eccezione Forza Italia, che anche qui come in Veneto sembra aver perso molto verso l'astensione. Il bacino del M5s premia in prevalenza Antonella Laricchia ma con perdite di una certa consistenza in varie direzioni (Emiliano, Fitto, non voto).

Un'altra indagine del Centro studi Inrete con SWG e Kratesis fa un'analisi delle professioni svolte dai votanti. E così si scopre che, mentre per Giani, Emiliano ed Acquaroli il voto è piuttosto uniformemente distribuito tra le varie categorie professionali, invece per Zaia e Toti hanno votato in massa le casalinghe (rispettivamente 93 e 77% e per De Luca i pensionati (73%).
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