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La proposta

Occupazione, asili nido, fondi e parità di genere: il Women New Deal del Pd

Cecilia D'Elia (Pd) 
Presentato con Zingaretti e Gualtieri. “Non è un piano delle donne per le donne, ma un progetto di trasformazione pensato  per una società ed un sistema più giusto per tutte e tutti"
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ROMA - “Vi ricordate quando le task force anti-Covid erano composte solo da uomini e le donne erano escluse? Abbiamo dovuto farci sentire. E ora diciamo che le iniquità, tutte le iniquità e in particolare quelle nei confronti delle donne, vanno sanate. E la rinascita post pandemia va fatta superando le disuguaglianze. I fondi europei devono andare per metà alle politiche di parità e per l’occupazione femminile, come chiede la petizione #halfofit, a cui aderiamo”. Valentina Cuppi, la presidente del Pd comincia da qui. Ma è il segretario dem Nicola Zingaretti - nella conferenza stampa con il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri e la responsabile femminile del partito Cecilia D’Elia  - a scuotere la maggioranza chiedendo “una fase costituente”, un cambio di rotta del governo  e anche “una collaborazione sostanziale tra maggioranza e opposizione”.    

Ecco quindi il documento del Women New Deal, che le donne del Pd hanno messo nero su bianco, a cui hanno lavorato per mesi (e che ha avuto collaborazione importanti, da Linda Laura Sabbadini a Emma Amiconi all’ex ministra Livia Turco). L’ambizione è di avere preparato, spiega D’Elia, “non un piano delle donne per le donne, ma un progetto di trasformazione pensato soprattutto da donne per una società ed un sistema più giusto per tutte e tutti”. E il ministro Gualtieri assicura, tra l’altro: “Nella legge di bilancio stanzieremo delle risorse per il funzionamento degli asili nido e con il Recovery Plan prevederemo la realizzazione di altri asili nido che sono opportunità di crescita per i più piccoli, ma anche una politica i Welfare che mira a liberare le donne dai lavori di cura”.  A sua volta afferma: "Il gap di occupazione femminile è enorme, un tema cruciale".

Si parte dalle proposte concrete nel Women New Deal. 
 

Le infrastrutture sociali  

Il piano per gli asili nido, per aumentare i posti nei nidi per i bambini da 0 a 3 anni fino al 60%, colmando così un divario fra Italia e il resto d’Europa e, in Italia, fra Nord e Sud. “È il modo – si sottolinea – per ridurre la disuguaglianza fra bimbi,  aiuta a combattere la dispersione scolastica e la povertà educativa”.  Quindi elevare da 7 giorni a 3 mesi  il congedo obbligatorio di paternità. Poi innalzare la percentuale di retribuzione spettante per i periodi di congedo parentale facoltativo, con un ulteriore incentivo per favorire l’alternanza fra i genitori. A questo aggiungiamo un Piano nazionale per rendere gratuite tutte le spese sostenute nei primi 1000 giorni di vita dei bambini. 
 

Occupazione femminile 

Nel nostro Paese lavora solo il 49% delle donne contro una media europea del 63; circa il 33% delle donne lavora a tempo parziale, contro il 9% degli uomini; in media, le donne lavorano 33 ore a settimana, gli uomini 40; solo il 6% delle donne è impiegato nelle professioni scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche (le cosiddette Stem), contro il 31% degli uomini; le donne guadagnano il 18% in meno rispetto agli uomini, nelle coppie con bambini addirittura il 30% in meno. Questo è il gap da superare. Inoltre: “È necessario  istituire un Fondo permanente per l’imprenditoria femminile, per aprire alle donne le porte del fare impresa e avere il loro pieno contributo alla crescita, per valorizzare i loro talenti, integrando investimenti in nuove tecnologie con progetti ad elevata intensità occupazionale femminile. Va predisposto un piano di assunzioni in settori chiave del sistema pubblico italiano nei quali sono occupate soprattutto donne: sanità, istruzione, cura”. 
 

Come modulare il reddito d’emergenza 

È chiesto nel documento che “il reddito di emergenza sia dimensionato sulle esigenze dei diversi target femminili (madri nubili, anziane sole, persone con ridotta mobilità, donne in fuoriuscita da percorsi di protezione)”. 


Cura degli anziani 

La richiesta è: “Promuovere la figura del caregiver universale attraverso il riconoscimento del suo valore, sia per la società, prevedendo una retribuzione del lavoro domestico nelle sue diverse forme (part-time, condiviso) e un sistema di agevolazione fiscale per consentire la totale deduzione delle spese sostenute per il lavoro di cura. Si devono attivare misure di emersione dal lavoro nero e sommerso di colf e badanti consentendo, da un lato, ai datori di lavoro di mettersi in regola, in un tempo definito, con il pagamento dei contributi e, dall’altra, garantire una retribuzione equa e una adeguata tutela sociale alle lavoratrici e lavoratori. È inoltre indispensabile ripensare il sistema di sostegno e cura alle presone anziane, favorendo percorsi di assistenza domiciliare o di prossimità, case famiglia, centri diurni, superando il sistema delle Rsa. 
 

Recovery Plan 

Le donne dem si uniscono alla “petizione #halfofit lanciata da Alexandra Geese per chiedere che la metà dei fondi destinati alla ripresa venga investita in politiche per la parità di genere e a favore dell’occupazione femminile”. 
 

Contro la violenza sulle donne

Tra gli impegni del documento deli dem c'è anche la valorizzazione dei centri anti-violenza.
 
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