Un lungo congresso articolato in nove giorni e per la prima volta interamente online comprese le votazioni, cominciato sabato scorso - il 27 febbraio - e terminato oggi con l'approvazione a larga maggioranza della mozione finale. I Radicali italiani hanno concluso il loro XIX appuntamento congressuale, presieduto dal segretario Massimiliano Iervolino, la tesoriera Giulia Crivellini e il presidente Igor Boni, che sono stati riconfermati nelle loro cariche. Al centro anche il lancio della campagna iscrizioni 2021 per dare forza alle tante iniziative in corso.
Il tema portante è la "Next Generation Radicale" per costruire un "patrimonio civile, democratico ed ecologico" in vista dell'arrivo dei fondi europei contro la pandemia. Cinque le commissioni, oltre mille i partecipanti e una piattaforma (Eligo) dedicata alla votazione online anche delle cariche elettive. Numerosi gli ospiti, fra cui il senatore pd Luigi Manconi, che con Cecilia D'Elia, portavoce della Conferenza delle donne dem, ha voluto sottolineare le molte battaglie che uniscono i Radicali al suo partito, da quella per la difesa al diritto d'aborto alla gestione dell'immigrazione fino alla parità di genere. L'eurodeputato dem Pierfrancesco Majorino ha parlato di legalità e di immigrazione. La deputata Rossella Muroni, da poco uscita da Leu e ora nel Gruppo Misto, ha ribadito l'importanza di chiudere i conti con il passato in campo ambientale. Il portavoce dei Verdi Angelo Bonelli ha lanciato un appello appassionato "per un'Europa dell'ecologia e dei diritti". Il segretario del Partito Socialista Italiano Enzo Maraio ha invece condiviso la necessità democratica di rimettere il Parlamento e i partiti al centro della vita politica. Di progetto comune ha parlato anche Benedetto Della Vedova, segretario di Più Europa e sottosegretario agli Esteri: "Impegniamoci a costruire una federazione di forze politiche riformatrici, liberaldemocratiche, europeiste, radicali, ambientaliste capaci di dialogare con le persone e con i partiti", ha affermato. Mentre per la senatrice Emma Bonino bisogna "occupare con forza, fantasia e determinazione la platea dei diritti civili per portarli davanti al Parlamento, avendo ben presente che le priorità del governo Draghi sono altre".
Dalle battaglie storiche alla nuova sfida ambientalista
Nella mozione finale il Congresso sottolinea la centralità dell'iniziativa di battaglie storiche, come quella per la legalizzazione della cannabis, per la difesa del diritto all'aborto, messo in discussione in alcuni Paesi come la Polonia, per i referendum e gli strumenti di iniziativa popolare. Ma predispone anche un manifesto ambientalista denominato "Chiudiamo i conti con il passato" da rivolgere al Parlamento attraverso una petizione su cui raccogliere le firme e al ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, al fine di superare le enormi criticità che da decenni opprimono l'Italia "come la mancata bonifica dei siti di interesse nazionale - si legge nel documento - l'assenza di depurazione delle acque in diverse zone del Paese, la cattiva qualità dell'aria, il consumo e la mancata protezione del suolo e la immonda gestione dei rifiuti, convocando inoltre un appuntamento pubblico con esperti, movimenti, associazioni ambientaliste e attori istituzionali".
Il cambio di passo sulle riaperture
Nel corso del Congresso è stata votata anche una mozione per un "cambio di passo sulla pandemia da SARS-CoV-2". Dopo avere osservato, che "l'Italia sta soffrendo una situazione di grave crisi amplificata dalle scelte di chiusure del governo" conclude che "nel rispetto delle misure di prevenzione individuale, si debba procedere nella direzione di una sostanziale riapertura di tutte le attività economiche e sociali". La mozione è stata proposta dal medico torinese Silvio Viale ed è stata votata dal 45% dei congressisti, con il 37% dei contrari e il 18% degli astenuti. Silvio Viale, in una nota, si dice soddisfatto, "perché i radicali sono la prima forza politica che chiede al governo Draghi un cambio di passo verso le riaperture".