ROMA - Enrico Letta ha detto a Roberto Gualtieri: "Calma, niente fughe in avanti. Sul candidato al Campidoglio il Pd decide ad aprile". E Gualtieri ha risposto a Letta che chi ha fatto uscire quell’indiscrezione, ovvero che lui, ex ministro dell’Economia, era pronto a correre - sfidando Virginia Raggi, la sindaca uscente e Carlo Calenda - non gli aveva fatto un favore. Un’ora di colloquio al Nazareno per sbrogliare la prima grana sul tavolo del segretario dem, alla fine del quale Letta ha “congelato” la candidatura di Gualtieri. Ma più per ragioni di metodo: non è piaciuto al leader eletto all’unanimità solo pochi giorni fa, che ci sia stato un tentativo di forzargli la mano sul “caso Roma”.
Entrambi “irritati”, dunque. Comunque Gualtieri – che al segretario ha anche portato i dossier economici che gli erano stati chiesti su Ilva e Ristori - in un lungo post su Facebook spiega il suo punt…
Entrambi “irritati”, dunque. Comunque Gualtieri – che al segretario ha anche portato i dossier economici che gli erano stati chiesti su Ilva e Ristori - in un lungo post su Facebook spiega il suo punt…
ROMA - Enrico Letta ha detto a Roberto Gualtieri: "Calma, niente fughe in avanti. Sul candidato al Campidoglio il Pd decide ad aprile". E Gualtieri ha risposto a Letta che chi ha fatto uscire quell’indiscrezione, ovvero che lui, ex ministro dell’Economia, era pronto a correre - sfidando Virginia Raggi, la sindaca uscente e Carlo Calenda - non gli aveva fatto un favore. Un’ora di colloquio al Nazareno per sbrogliare la prima grana sul tavolo del segretario dem, alla fine del quale Letta ha “congelato” la candidatura di Gualtieri. Ma più per ragioni di metodo: non è piaciuto al leader eletto all’unanimità solo pochi giorni fa, che ci sia stato un tentativo di forzargli la mano sul “caso Roma”.
Entrambi “irritati”, dunque. Comunque Gualtieri – che al segretario ha anche portato i dossier economici che gli erano stati chiesti su Ilva e Ristori - in un lungo post su Facebook spiega il suo punto di vista: "Io candidato? Ci sto ancora riflettendo". Non è escluso, insomma. Però non ora e non in questo modo. Ringrazia Letta per il colloquio. "Ci eravamo sentiti martedì e fissato l’incontro. Entrambi siamo rimasti stupiti per le indiscrezioni su una inesistente mia fuga in avanti rispetto ad un percorso che richiede ancora importanti passaggi politici". Il Pd ha i nervi scoperti dopo le dimissioni shock di Nicola Zingaretti. Parte subito un tam tam di malumori dem che si coagulano attorno alla richiesta, inderogabile, di primarie.
Gualtieri le rifiuta? "Per me la riflessione è se candidarmi o no. Primarie o non primarie non è un problema". Da un lato ci sono l’amore per Roma ("È la città dove sono nato e che ho l’onore di rappresentare in Parlamento, e ho particolarmente a cuore un suo rilancio che ne valorizzi le immense risorse e potenzialità e ne affronti i gravi problemi") e il pressing fatto su di lui nelle scorse settimane da diversi big del Pd, dall’altro ci sono i dubbi, forse aumentati in queste ore.
Letta metterà mano al dossier Campidoglio dopo Pasqua. Comunque è la linea politica che cambia: i territori decidono ma con il segretario, perché bisogna tenere conto dello scacchiere complessivo del centrosinistra e cercare, laddove è possibile, alleanze ampie dai 5Stelle a Italia Viva e Azione. Nei prossimi giorni Letta incontrerà Calenda e anche Conte (forse lunedì), l’ex premier chiamato a guidare i 5S. Non è escluso che voglia riparlarne anche con Zingaretti. L’ex segretario e governatore del Lazio si è finora tirato indietro. Ma in una intervista al settimanale Oggi, alla domanda: "Dopo la D’Urso, potrebbe andare all’Isola dei famosi?", replica con una battuta: "Allora è più facile che diventi sindaco di Roma".
Tuttavia Goffredo Bettini tra gli altri, chiede le primarie: "Per chiunque si candidi". Così come Roberto Morassut, ex sottosegretario, e come il segretario dem del Lazio, Bruno Astorre: "Si sceglierà il candidato con le primarie, e spero che anche Calenda partecipi". Monica Cirinnà, senatrice dem già in gara, rincara: "Non ci si candida spuntando come funghi quando piove, o come quella canzone che si intitolava Spunta la luna dal Monte e qui sarebbe 'Spunta Gualtieri…' ". Questo – aggiunge – "senza nulla togliere alla stima che ho per lui, è bravissimo". Cirinnà ricorda di essersi candidata per le primarie, come il Pd ha sempre previsto. Magari stavolta da fare online.
Entrambi “irritati”, dunque. Comunque Gualtieri – che al segretario ha anche portato i dossier economici che gli erano stati chiesti su Ilva e Ristori - in un lungo post su Facebook spiega il suo punto di vista: "Io candidato? Ci sto ancora riflettendo". Non è escluso, insomma. Però non ora e non in questo modo. Ringrazia Letta per il colloquio. "Ci eravamo sentiti martedì e fissato l’incontro. Entrambi siamo rimasti stupiti per le indiscrezioni su una inesistente mia fuga in avanti rispetto ad un percorso che richiede ancora importanti passaggi politici". Il Pd ha i nervi scoperti dopo le dimissioni shock di Nicola Zingaretti. Parte subito un tam tam di malumori dem che si coagulano attorno alla richiesta, inderogabile, di primarie.
Gualtieri le rifiuta? "Per me la riflessione è se candidarmi o no. Primarie o non primarie non è un problema". Da un lato ci sono l’amore per Roma ("È la città dove sono nato e che ho l’onore di rappresentare in Parlamento, e ho particolarmente a cuore un suo rilancio che ne valorizzi le immense risorse e potenzialità e ne affronti i gravi problemi") e il pressing fatto su di lui nelle scorse settimane da diversi big del Pd, dall’altro ci sono i dubbi, forse aumentati in queste ore.
Letta metterà mano al dossier Campidoglio dopo Pasqua. Comunque è la linea politica che cambia: i territori decidono ma con il segretario, perché bisogna tenere conto dello scacchiere complessivo del centrosinistra e cercare, laddove è possibile, alleanze ampie dai 5Stelle a Italia Viva e Azione. Nei prossimi giorni Letta incontrerà Calenda e anche Conte (forse lunedì), l’ex premier chiamato a guidare i 5S. Non è escluso che voglia riparlarne anche con Zingaretti. L’ex segretario e governatore del Lazio si è finora tirato indietro. Ma in una intervista al settimanale Oggi, alla domanda: "Dopo la D’Urso, potrebbe andare all’Isola dei famosi?", replica con una battuta: "Allora è più facile che diventi sindaco di Roma".
Tuttavia Goffredo Bettini tra gli altri, chiede le primarie: "Per chiunque si candidi". Così come Roberto Morassut, ex sottosegretario, e come il segretario dem del Lazio, Bruno Astorre: "Si sceglierà il candidato con le primarie, e spero che anche Calenda partecipi". Monica Cirinnà, senatrice dem già in gara, rincara: "Non ci si candida spuntando come funghi quando piove, o come quella canzone che si intitolava Spunta la luna dal Monte e qui sarebbe 'Spunta Gualtieri…' ". Questo – aggiunge – "senza nulla togliere alla stima che ho per lui, è bravissimo". Cirinnà ricorda di essersi candidata per le primarie, come il Pd ha sempre previsto. Magari stavolta da fare online.