ROMA - Matteo Salvini, ieri a Budapest, ha annunciato un nuovo Rinascimento europeo. È volato in Ungheria per siglare con il premier Viktor Orbán e il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki un patto che possa portare a un nuovo gruppo, alternativo al Ppe e ai Conservatori, di cui fa parte Giorgia Meloni, e che comprenda anche Marine Le Pen. L'accelerazione al progetto è stata impressa dopo la nomina a responsabile esteri di Lorenzo Fontana, culturalmente agli antipodi di Giancarlo Giorgetti, che premeva invece per un ingresso nella grande famiglia dei popolari. Ma il riferimento, per il capo leghista, rimane Orbán, che non a caso ha definito Salvini "un eroe" per avere fermato l'immigrazione clandestina". Quella è l'idea, quello il perimetro identitario in cui muoversi: l'ultradestra. "La nostra posizione sull'Europa è questa: ci sono milioni di cittadini senza rappresentanza politica, avendo il Ppe scelto di schierarsi, facendo cooperazione con la sinistra. I democratici cristiani non hanno rappresentanza e lavoriamo per dargli una voce", ha spiegato Orbán il suo addio al Ppe.
E quindi Salvini anche in Europa, sceglie un profilo di lotta e governo: dentro un governo filo europeista a Roma, euroscettico fuori dai confini italici. "Con il vertice di oggi - spiega una nota della la Lega - parte un percorso per dare una visione alternativa a quella di una Ue burocratica e lontana dai cittadini". "È come se io, notoriamente rossonero, andassi a San Siro sotto la curva nord con la maglia neroazzurra", ha commentato il segretario del Pd, Enrico Letta, ribadendo così i dubbi sulla conversione europeista.
L'altra contraddizione è che in questo modo rinuncia, per amor di leadership, a fare rete con Giorgia Meloni. Fratelli d'Italia, la cui leader è anche presidente del Partito conservatore europeo, ha commentato in una nota con fatale freddezza: "Il dialogo tra forze critiche con il mainstream di Bruxelles è sempre un fattore positivo. È il lavoro quotidiano che fa il gruppo Ecr, la cui continuità non è ovviamente stata messa in discussione dall'incontro di oggi". Divisi da Draghi e dalla collocazione a Bruxelles.
"Siamo d'accordo su più Europa, su difesa dei confini e della vita. C'è un percorso che comincia oggi e coinvolge nuove famiglie", ha commentato Salvini. "Ci proponiamo come nucleo storico alternativo alla sinistra senza limiti, con l'obiettivo di essere primi. Ci attendono grandi sfide. C'è un islamismo alle porte che deve trovare nei valori Ue un argine. Rimettiamo al centro il diritto alla vita e il diritto al lavoro. Ruberei alla dichiarazione americava il diritto alla felicità. È un segnale di speranza, siamo qui per costruire qualcosa di longevo".
Dice Orbán: "Ci sono milioni di cittadini senza rappresentanza politica. E i valori comuni di questo nuovo nucleo sono quelli della famiglia tradizionale, contro il comunismo, contro l'antisemitismo e contro l'immigrazione illegale". "Questa è una giornata storica, parte un percorso" si dice convinto Salvini. I sondaggi dopo tre anni danno la Lega per la prima volta sotto il 23 per cento. Tutto del resto è cambiato in questo anno di pandemia, e il governo Draghi ha accelerato i processi. "Ungheria e Polonia negli ultimi anni hanno sempre sbarrato la porta a ciò che interessa di più all'Italia: dal ricatto sul recovery fund alla mancata redistribuzione dei migranti. Cosa farà Salvini quando Orbán e Morawiecki in Europa si opporranno alle proposte del governo Draghi?", si è chiesta su Twitter Lia Quartapelle, responsabile Pd europa e affari internazionali.