✕

Effetto Draghi, chi sale e chi scende fra i partiti dopo due mesi di governo

Da sinistra: Giuseppe Conte e Luigi Di Maio (ansa)
Dal 13 febbraio a oggi, secondo i sondaggi, M5S in crescita (ma determinante è l'arrivo di Conte), il Pd perde un punto e nel centrodestra frenano Lega e Forza Italia: rende di più la scelta solitaria dell'opposizione da parte di Fratelli d'Italia. Renzi, primo sponsor del nuovo esecutivo, non si schioda dal tre per cento
2 minuti di lettura

Chi ha guadagnato, chi ha perso: a distanza di due mesi dalla nascita del governo Draghi i partiti cominciano a far di conto. Qual è stato l'impatto sull'elettorato delle prime mosse dell'esecutivo? Come queste hanno cambiato l'indice di gradimento delle singole forze politiche? Quesiti che, dentro il grande recinto della solidarietà nazionale, interessano i leader intenti comunque a marcare la propria diversità, in vista di un futuro ritorno a una normale dialettica fra maggioranza e opposizione. I risultati sono affidati al confronto fra la media dei sondaggi fatti nei giorni del giuramento di Draghi (il 13 febbraio) e gli ultimi. Con l'aiuto di Youtrend ci affidiamo alla media delle rilevazioni effettuate dai diversi istituti. Ecco cosa ne viene fuori.

Chi ha guadagnato, chi ha perso: a distanza di due mesi dalla nascita del governo Draghi i partiti cominciano a far di conto. Qual è stato l'impatto sull'elettorato delle prime mosse dell'esecutivo? Come queste hanno cambiato l'indice di gradimento delle singole forze politiche? Quesiti che, dentro il grande recinto della solidarietà nazionale, interessano i leader intenti comunque a marcare la propria diversità, in vista di un futuro ritorno a una normale dialettica fra maggioranza e opposizione. I risultati sono affidati al confronto fra la media dei sondaggi fatti nei giorni del giuramento di Draghi (il 13 febbraio) e gli ultimi. Con l'aiuto di Youtrend ci affidiamo alla media delle rilevazioni effettuate dai diversi istituti. Ecco cosa ne viene fuori.

LEGGI Hanno tutti ragione / Il popolo, er Faina e il cat Calending

Primo dato: a crescere maggiormente è stata la forza che più ha tentennato sull'appoggio al governo retto dall'ex capo della Bce, ovvero i 5Stelle. Si passa dal 14,8 per cento del 18 febbraio al 17 rilevato l'8 aprile. Un balzo di 2,2 punti percentuali che però, in gran parte, è da attribuirsi non alla simpatia per Mario Draghi ma alla fiducia nel suo predecessore a Palazzo Chigi voluto da Beppe Grillo come nuovo capo politico del Movimento: Giuseppe Conte. Così come sul dato del Pd, uno dei principali sostenitori dell'opzione Draghi, pesano le tormentate vicende interne: i dem hanno perso complessivamente un punto in due mesi (dal 19,6 al 18,6) ma si è passati da un crollo iniziale figlio probabilmente delle dimissioni di Nicola Zingaretti a una risalita con l'avvento di Enrico Letta: basti pensare che nelle due ultime settimane il partito democratico ha guadagnato 0,6 punti. Italia Viva, il primo sponsor di Draghi, non ha fatto certo un grande salto in avanti, restando attorno al 3 per cento.

La Lega resta primo partito ma non ha tratto alcun vantaggio dall'appoggio a Draghi: era al 23 per cento, è sceso al 22,9, comunque lontanissimo dalla punta di due anni fa, al 34 per cento fatto segnare alle Europee del 2019. Chi continua in una risalita da record è Fratelli d'Italia, che si interrogava sulla vivibilità fuori dall'ampio perimetro della maggioranza: i meloniani, unica forza d'opposizione, sono passati dal 16,5 al 17,2, restando davanti ai 5Stelle "contizzati". E soprattutto mostrando, almeno per il momento, come la scelta di non supportare Draghi abbia pagato di più rispetto a quella contraria - l'ingresso nell'esecutivo - fatta dagli alleati del centrodestra: detto della Lega in frenata, anche Forza Italia è infatti in calo nei sondaggi. La media del partito di Silvio Berlusconi, il 18 febbraio, era dell'8,1 per cento, ora è del 7,5  per cento. Per ora sono solo rilevazioni: il primo vero test, per i partiti, sarà fra sei mesi, in occasione delle amministrative di autunno: di qui ad allora la differenza la farà proprio la capacità di mettersi in luce, di distinguersi dentro il largo perimetro del governo Draghi. O, per Fratelli d'Italia, di tesaurizzare la scelta solitaria dell'opposizione.