Giustizia, in piazza con i penalisti spunta Sisto, sottosegretario di lotta e di governo
di Liana MilellaROMA - Uomo di governo. Ma anche di lotta. La grammatica istituzionale dice che dovrebbe essere incredibile e inaccettabile. E invece accade che Francesco Paolo Sisto, sottosegretario alla Giustizia in quota Forza Italia, di professione avvocato, ex difensore di Berlusconi, avverta il richiamo della piazza. Ed eccolo infatti - proprio oggi - in piazza Cavour per la manifestazione delle Camere penali per la separazione delle carriere. E se fosse solo una piazza a sostegno della questione la presenza di un uomo del governo potrebbe anche passare inosservata. Peccato, invece, che il presidente delle Camere penali Gian Domenico Caiazza annuncia i due prossimi giorni di sciopero degli avvocati penalisti non solo per la sostituzione del gip del Mottarone, ma anche perché, alla Camera, non va avanti la sua proposta di legge d’iniziativa popolare sulla separazione delle carriere.
Parliamo di uno sciopero che fermerà le aule di giustizia per due giorni. E di un minis…
ROMA - Uomo di governo. Ma anche di lotta. La grammatica istituzionale dice che dovrebbe essere incredibile e inaccettabile. E invece accade che Francesco Paolo Sisto, sottosegretario alla Giustizia in quota Forza Italia, di professione avvocato, ex difensore di Berlusconi, avverta il richiamo della piazza. Ed eccolo infatti - proprio oggi - in piazza Cavour per la manifestazione delle Camere penali per la separazione delle carriere. E se fosse solo una piazza a sostegno della questione la presenza di un uomo del governo potrebbe anche passare inosservata. Peccato, invece, che il presidente delle Camere penali Gian Domenico Caiazza annuncia i due prossimi giorni di sciopero degli avvocati penalisti non solo per la sostituzione del gip del Mottarone, ma anche perché, alla Camera, non va avanti la sua proposta di legge d’iniziativa popolare sulla separazione delle carriere.
Parliamo di uno sciopero che fermerà le aule di giustizia per due giorni. E di un ministero, quello di via Arenula, che certo non è estraneo, ma rappresenta addirittura la controparte. E che fa Francesco Paolo Sisto, il sottosegretario barese? Supera la barriera istituzionale della netta separazione - questa sì, separazione - tra il governo e la piazza, e se ne va in piazza. Una sgrammaticatura inaccettabile. Che non rispetta i ruoli e confonde le idee.
Un caso, quello odierno di Sisto, di certo ben più grave di quello di Anna Macina, l’altra sottosegretaria della Guardasigilli Marta Cartabia di fede grillina, anche lei pugliese, che il 22 aprile in un’intervista contestò Giulia Bongiorno, senatrice della Lega e responsabile Giustizia del Carroccio, nonché avvocato di Salvini nei processi sullo stop allo sbarco dei migranti, ipotizzando che gli avesse mostrato il video del figlio di Grillo e dei ragazzi protagonisti della violenza in Sardegna. In quel caso fu la stessa Cartabia a richiamare all’ordine la sua sottosegretaria, mentre la Bongiorno annunciava querele.
Adesso, sul tavolo della Guardasigilli approda il caso Sisto, l’avvocato di lotta e di governo che sente il richiamo insopprimibile della piazza e dei suoi amici avvocati che scioperano contro il governo di cui lui stesso fa parte. Per giunta si tratta dello stesso sottosegretario che in queste ore lavora anche sulla riforma della giustizia, ma, violando qualsiasi regola d'equilibrio, sceglie una parte. Sta con gli avvocati contro i giudici. È per la separazione delle carriere, mentre è impegnato in una riforma che conferma il principio costituzionale di una carriera unica. La politica, certo, è l’arte del possibile. Ma esiste anche un limite all’impossibile che si materializza quando viene superato il confine istituzionale tra lo stare al governo e scendere in piazza con chi sciopera contro il governo stesso.