ROMA - Fa un elegante baciamano alle signore, scrive poesie perché la rima gli viene facile. Suona il piano, compone e canta alle feste degli amici, ma non lasciatevi illudere. Perché Francesco Paolo Sisto, neo sottosegretario alla Giustizia, è un super falco. Berlusconiano fin nel midollo. Giuridicamente senza dubbi sulla persecuzione delle toghe contro il suo leader. Che difende a Bari nel processo per le escort portate in via del Plebiscito da Giampi Tarantini. Come tanti suoi colleghi parlamentari, Casellati compresa, l'11 marzo 2013 Sisto sottoscrisse il sit-in sotto il palazzo di giustizia di Milano che, a loro avviso, perseguitava il capo dell'allora Pdl, definendolo "una protesta seria contro l'uso politico della giustizia".
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Quando, la settimana scorsa, Marta Cartabia arriva in via Arenula, lui è galante e aperturista: "Non abbiamo alcuna preclusione al confronto con una ministra di serie A, sia sugli aspetti tecnici, sia sulle scelte di sistema, in un ambiente totalmente bonificato da pregiudizi ideologici". Al suo predecessore Alfonso Bonafede invece non gliene aveva perdonata una, a partire dalla prescrizione che, dice Sisto, "è ampiamente in dissonanza con l'articolo 111 della Costituzione".