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Sergio Mattarella alla festa del 2 giugno 2019 (foto Concetto Vecchio) 

Mattarella compie 80 anni, tra popolarità al top e l'ipotesi del bis

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Oggi il compleanno del capo dello Stato, i cui indici di gradimento sono altissimi, complice anche il felice esito degli Europei di calcio. Il 3 agosto inizia il semestre bianco: non si potranno sciogliere le Camere
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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella compie oggi 80 anni, e l'immagine dell'esultanza a Wembley al gol di Bonucci lo ha reso popolare come Sandro Pertini. Al vecchio presidente partigiano è stato spesso paragonato, anche se Mattarella, per stile e carattere, è semmai l'anti Pertini. Partito in sordina, semisconosciuto al grande pubblico, un siciliano silenzioso che da anni non rilasciava interviste, e che dopo la stagione da ministro e parlamentare era diventato giudice alla Consulta, è riuscito, come un padre che sa che quello che conta è l'esempio, a conquistare la stima della maggioranza degli italiani.

Nella notte del trionfo europeo sotto le finestre del Quirinale c'è chi ha intonato il coro: "Resta con noi Sergio". Un desiderio che hanno in molti nel mondo politico romano. Acconsentirà quindi a una rielezione, a febbraio? Nessuno può dirlo. Nemmeno il diretto interessato, probabilmente, a…

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella compie oggi 80 anni, e l'immagine dell'esultanza a Wembley al gol di Bonucci lo ha reso popolare come Sandro Pertini. Al vecchio presidente partigiano è stato spesso paragonato, anche se Mattarella, per stile e carattere, è semmai l'anti Pertini. Partito in sordina, semisconosciuto al grande pubblico, un siciliano silenzioso che da anni non rilasciava interviste, e che dopo la stagione da ministro e parlamentare era diventato giudice alla Consulta, è riuscito, come un padre che sa che quello che conta è l'esempio, a conquistare la stima della maggioranza degli italiani.

Nella notte del trionfo europeo sotto le finestre del Quirinale c'è chi ha intonato il coro: "Resta con noi Sergio". Un desiderio che hanno in molti nel mondo politico romano. Acconsentirà quindi a una rielezione, a febbraio? Nessuno può dirlo. Nemmeno il diretto interessato, probabilmente, anche se ha più volte ribadito di essere fermamente contrario. Dipenderà dallo stato del Paese e dagli equilibri della maggioranza tra sei mesi. E dalle ambizioni di Mario Draghi.

Nel dramma del Covid Mattarella ha tenuto unita l'Italia. Resterà l'immagine della sua discesa solitaria dall'altare della patria il 25 aprile di un anno fa. E tutti ricorderanno il fuorionda durante il lockdown ("Giovanni, neanche io posso andare dal barbiere"), che ha rivelato un uomo più spiritoso di quel che si pensasse. Mattarella quindi è cresciuto in empatia. Ma in un tempo di leader chiassosi, col gusto della provocazione, è piaciuto soprattutto per la personalità misurata. Il suo carattere antico non lo porta ad inseguire le telecamere, non gli interessano i sondaggi, nessuno gli ha mai sentito fare una battuta strappa-titolo. La sua bibbia è la Costituzione, e il senso delle istituzioni ha fatto il resto.

Ha contrastato il populismo, dicendo no a un ministro euroscettico come Paolo Savona e facendo riscrivere i decreti sicurezza di Matteo Salvini, ma lo ha fatto nel solco delle sue prerogative repubblicane. E infatti a destra nessuno si è mai permesso di contestargli alcunché. Anche la nomina di Mario Draghi - annunciata la sera del 2 febbraio con un discorso drammatico in cui per la prima volta un Capo dello Stato ha spiegato pubblicamente il senso della scelta - è arrivata dopo che a Giuseppe Conte erano stati concessi tutti i round per capire se aveva ancora i numeri per andare avanti. E adesso l'asse con Draghi - i due sono legati dalla comune visione filo atlantica ed europeista - rappresenta un equilibrio che consente di mantenerci nel nostro perimetro storico di alleanze dopo gli sbandamenti della stagione gialloverde.

Festeggerà in famiglia, con i tre figli, Laura, Bernardo e Francesco, che gli hanno dato sei nipoti. Ultimogenito di quattro figli, Mattarella, professore di diritto parlamentare, era arrivato alla politica a 40 anni, dal dolore più atroce, tirando fuori dall'auto Piersanti, il fratello che stava cercando di cambiare la Regione Sicilia e che il 6 gennaio 1980 venne ucciso dalla mafia a Palermo. In Sergio Mattarella, il presidente degli italiani (Edizioni San Paolo), Giovanni Grasso e Riccardo Ferrigato raccontano che il giorno della sua elezione, il 31 gennaio 2015, l'incoronazione venne seguita da un commosso silenzio, "pensando alle persone che non ci sono più", l'amatissima moglie Marisa e il fratello Piersanti.

Matteo Renzi fu il suo grande elettore, e valga la battuta che fece Rosa Russo Jervolino: "Evidentemente non sa chi è Mattarella". Anche ai tempi della Dc venne sottovalutato dagli avversari. Quando, nei primi anni Ottanta, Ciriaco De Mita lo nominò commissario del partito a Palermo, in molti lo presero sottogamba. Poco dopo Ezio Mauro andò in Sicilia e scrisse: "Mattarella ha buttato all'aria la geografia democristiana, ha aperto 25 nuove sezioni, ha commissariato tutte quelle vecchie, ha azzerato il tesseramento e ha venduto la tessera solo a chi - vivo e di persona - andava al partito a comprarsela".

Il 3 agosto inizia il semestre bianco e Mattarella non potrà sciogliere il Parlamento. I partiti, alle prese con le amministrative, si sentiranno liberi di azzuffarsi più di quanto non facciano già ora? È la grande incognita dei prossimi mesi. Mattarella potrà in ogni caso farsi sentire. A sua disposizione restano i messaggi alle Camere, con cui ribadire i principi che devono ispirare questa maggioranza, lotta alla pandemia e l'uso accorto dei fondi europei. Sui vaccini è stato intransigente, a modo suo: dando l'esempio, e mettendosi in fila come tutti noi.