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Referendum giustizia, dalla separazione delle carriere all'abolizione della legge Severino, ecco i quesiti radical-leghisti

(ansa)
Si vuole cancellare l’attuale responsabilità civile “indiretta”: per gli errori giudiziari sarà il giudice a pagare
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ROMA - Ai sei referendum radical-leghisti ha dedicato un lungo approfondimento tecnico, il 9 giugno, sulla rivista online Questione Giustizia, il direttore Nello Rossi, ex procuratore aggiunto a Roma ed ex avvocato generale in Cassazione, molto critico sui quesiti. Tuttavia l'articolo articolo permette di “navigare” nel contenuto tecnico dei referendum. 

La separazione delle carriere

Il quesito - molto lungo e che interviene su cinque differenti leggi - vuole cancellare la possibilità per i magistrati di passare dalla carriera di giudice a quella di pm e viceversa. Oggi questo è possibile per quattro volte, ma la prossima riforma del Csm della Guardasigilli Marta Cartabia, che interviene con emendamenti sul ddl del suo predecessore Alfonso Bonafede, già le riduce solo a due. 

La responsabilità civile “diretta” per i giudici 

Il referendum vuole cancellare l’attuale responsabilità civile “indiretta”, in cui a pagare per eventuali errori giudiziari è lo Stato, per addossarla economicamente sulle spalle del giudice che sbaglia. 

La legge Severino 

Con un tratto di penna, il quesito del referendum vuole cancellare del tutto il decreto legislativo della ex Guardasigilli Paola Severino del 31 dicembre 2012. Via dunque l’incandidabilità e la decadenza per i parlamentari nazionali ed europei e per gli uomini di governo in caso di condanna a più di due anni. Ma via pure l’obbligatoria sospensione per gli amministratori locali anche di fronte alla sola condanna in primo grado.  

La stretta sulla custodia cautelare 

In controtendenza con la linea leghista del “tutti in galera” qui prevale l’imprinting dei Radicali. Tant’è che il quesito limita la possibilità di ottenere la custodia cautelare ed elimina quella  per i delitti puniti nel massimo a 4 anni, e fino a 5 anni nel caso ci sia il ricorso al carcere. Niente custodia cautelare, tuttavia, anche per il delitto di finanziamento illecito dei partiti. 

Sì ai laici nei consigli giudiziari 

Libertà di presenza, e anche di voto, nei consigli giudiziari per gli avvocati, che oggi godono del solo “diritto di tribuna” e quindi non possono intervenire e votare anche sulle valutazioni di professionalità dei magistrati in vista della loro carriera e dei futuri incarichi al Csm 

Firme per la candidatura al Csm 

Presentato come una proposta anti-correnti, il mini quesito elimina la norma della legge elettorale del Csm del 1958 che consente di presentare le candidature per diventare consigliere del Csm raccogliendo le firme dei colleghi da un minimo di 25 a un massimo di 50.