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Le regole sul lavoro. Proteste, scioperi e veti incrociati la trattativa in tilt sul Green Pass

Le regole sul lavoro. Proteste, scioperi e veti incrociati la trattativa in tilt sul Green Pass
Secondo le stime degli industriali un lavoratore su tre non è immunizzato
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ROMA -  L'affondo di Bonomi contro i sindacati arriva al culmine di un mese di cortocircuiti istituzionali. Non solo Confindustria, ma anche Cgil, Cisl e Uil e lo stesso governo sono andati in affanno sul tema del Green Pass per lavorare. Ora tutti accusano tutti, piovono richieste di convocare nuovi tavoli, le norme spiegate dalle Faq - le domande e risposte sul sito di Palazzo Chigi - relative al caso mense non bastano.

Tutto parte il 20 luglio, con la mail interna inviata dal direttore generale di Confindustria Francesca Mariotti ai direttori del sistema industriale, rivelata per primo dal quotidiano Il Tempo. Mariotti si dice preoccupata dalla "presenza di percentuali consistenti di lavoratori" non vaccinati - Confindustria ne stima il 30% - e dice di aver "avviato interlocuzioni con il governo ai fini di una soluzione normativa" - quindi una legge - così da rendere obbligatorio il Green Pass per "accedere ai contesti aziendali/lavoristici". Se la certificazione fosse obbligatoria, "il datore potrebbe attribuire mansioni diverse" al lavoratore privo di pass. O altrimenti procedere con il suo "allontanamento dall'azienda e la sospensione della retribuzione". Insorgono i sindacati.

Il governo nel frattempo vara il decreto legge 105 - siamo al 23 luglio - dove all'articolo 3 comma 1 impone a partire dal 6 agosto l'obbligo di Green Pass per accedere a bar e ristoranti al tavolo e al chiuso. Il 2 agosto i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil - Landini, Sbarra e Bombardieri - ne discutono con il premier Draghi, a Palazzo Chigi. E dicono di non essere contrari per principio al pass per lavorare, ma chiedono che sia una legge a introdurre l'obbligo.


Il 5 agosto però il dialogo va in tilt. Imprese e sindacati incontrano i ministri Speranza (Salute) e Orlando (Lavoro). Domandano - per scrupolo - se l'obbligo di pass vale anche per le mense aziendali. Speranza è appena andato via. Orlando risponde così: "Speranza mi ha detto di sì, l'interpretazione della norma spetta a lui". Nello stesso giorno arrivano circolari interne della Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza che assicurano: il pass non si applica alle nostre mense.

La risposta di Orlando innesca il vero cortocircuito. Alcune aziende - per prima la Hanon Systems della provincia di Torino - si affrettano a montare tende esterne per chi non ha il pass. I sindacati locali proclamano lo sciopero. La Regione Piemonte esce con una nota: no, la norma non si applica alle mense. Sciopero revocato, dietrofront della Hanon. Fino alla vigilia di Ferragosto, quando il governo sul sito di Palazzo Chigi pubblica la Faq della discordia: Green Pass anche per le mense pubbliche e private, al pari dei ristoranti (tranne quelli degli alberghi).

Panico. A Ferragosto i poliziotti mettono sui social foto di colleghi con vassoi sulle ginocchia, che pranzano seduti su gradini, muretti o tavolini in strada. I sindacati urlano alla discriminazione. Anir Confindustria - insieme a Legacoop e alle altre associazioni che rappresentano le mense aziendali - sbottano: "L'obbligo non può essere esteso con una Faq e il controllo non spetta a noi che siamo ospiti in casa d'altri, per via dei contratti di appalto".

Confindustria smentisce a stretto giro la sua stessa associata con la nota del 18 agosto in cui esalta la Faq del governo, citando una sentenza del Consiglio di Stato che tuttavia dice che "le Faq non sono fonte del diritto, né primaria né secondaria". E poi smentisce anche se stessa: non chiede più la legge, ma la modifica del Protocollo sulla sicurezza, invocato ancora ieri da Bonomi.

I sindacati sono travolti dalle critiche: "Strizzate l'occhio ai no vax". Quelli di Leonardo - ex Finmeccanica - arrivano a scrivere in un comunicato che "i vaccini non sono una cura definitiva", che "Aifa ha autorizzato i monoclonali e Ema gli immunosoppressori". Il governo, defilato, assiste. Prigioniero, anche lui, dei veti politici della Lega all'obbligo del Green Pass per lavorare. E delle Faq.