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Quirinale, Letta: "Nella scelta del capo dello Stato va coinvolta l'opposizione". Meloni: "Non condivido bis Mattarella e non credo che Draghi sia interessato"

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (ansa)
Insieme alla presentazione di un libro, il segretario dem commenta: "Sono favorevole che la discussione comprenda FdI e finisca con un voto tutti insieme", la leader di Fratelli d'Italia: "Sarebbe una grande vittoria della politica aprire un dialogo"
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"Nella scelta del capo dello Stato va coinvolta l'opposizione. Io ho fatto la mia parte sulla questione Copasir, sono stato tra quelli che hanno favorito il fatto che la presidenza andasse a Fratelli d'Italia. Sono favorevole che la discussione comprenda Fratelli d'Italia e finisca con un voto di tutti''. Ore 19. Casa del cinema di Villa Borghese. Enrico Letta e Giorgia Meloni presentano il libro di Fabrizio Roncone Razza poltrona (Solferino). Gran parterre di giornalisti e politici. Tema inevitabile: la partita del Quirinale, il grande derby della stagione politica che sta per iniziare.  E anche Giorgia Meloni auspica un Presidente della Repubblica condiviso. E' un fatto nuovo. Come inedito è il duetto tra la leader del partito più in ascesa nel centrodestra e il segretario del Pd. I due si stimano umanamente e si vede. La prima persona che Giorgia Meloni va ad abbracciare è il vecchio comunista Ugo Sposetti, seduto in prima fila…

"Nella scelta del capo dello Stato va coinvolta l'opposizione. Io ho fatto la mia parte sulla questione Copasir, sono stato tra quelli che hanno favorito il fatto che la presidenza andasse a Fratelli d'Italia. Sono favorevole che la discussione comprenda Fratelli d'Italia e finisca con un voto di tutti''. Ore 19. Casa del cinema di Villa Borghese. Enrico Letta e Giorgia Meloni presentano il libro di Fabrizio Roncone Razza poltrona (Solferino). Gran parterre di giornalisti e politici. Tema inevitabile: la partita del Quirinale, il grande derby della stagione politica che sta per iniziare.  E anche Giorgia Meloni auspica un Presidente della Repubblica condiviso. E' un fatto nuovo. Come inedito è il duetto tra la leader del partito più in ascesa nel centrodestra e il segretario del Pd. I due si stimano umanamente e si vede. La prima persona che Giorgia Meloni va ad abbracciare è il vecchio comunista Ugo Sposetti, seduto in prima fila.

"Come finirà?  Pronostico secco", chiede Roncone. E Meloni: "Credo che le quotazioni di Mattarella siano molto alte, mi pare per molti la strada più facile, non condivido questa scelta. Forzare le regole per una seconda volta dopo l'esperienza Napolitano mi pare brutto. Non credo che Draghi sia particolarmente interessato al Quirinale" assicura. "Sarebbe una grande vittoria della politica aprire un dialogo, non mettere un proprio uomo, l'idea che ho io è quella di un presidente che garantisce il sistema, che sia slegato dalle dinamiche" aggiunge.

"Alla luce delle partite europee, con la battaglia sulle nuove regole del patto di stabilità e l'impegno a rendere permanente il Recovery, due sfide contro i paesi frugali, dove dobbiamo portare la Germania dalla nostra parte, credo che avere Draghi primo ministro sia una garanzia. Quindi per me è fondamentale averlo fino al 2023" ragiona Letta, ribadendo una convinzione che va ripetendo da mesi.

"La mia previsione è che l'anno prossimo non ci saranno elezioni anticipate". Resta però da capire a chi spetterà l'onore di presentare una candidatura. "Con i presidenti eletti su proposta della nostra parte politica - spiega il leader democratico - abbiamo fatto un servizio al Paese, non abbiamo fatto scelte di parte. Le scelte che faremo saranno in linea con questo spirito".

Meloni ha annunciato di essere favorevole al semipresidenzialismo alla francese. Letta no. E ha spiegato che in Francia intendono cambiare il sistema perché garantisce una maggioranza assoluta a chi prende il 20-25 per cento. La Meloni si è detta a favore perché garantisce un governo per cinque anni. "La mia proposta è un sistema semipresidenziale, alla francese, con sicura governabilità, un legame molto solido tra i cittadini e chi li rappresenta. La sfida oggi è rimettere il Palazzo nelle mani dei cittadini", ha precisato meglio il suo pensiero.

Letta e Meloni si sono invece detti d'accordo su una legge elettorale che superi le liste bloccate, che vincola gli eletti ai capicorrenti. Letta ha auspicato un intervento sui cambi di casacca, che sono arrivati a quota 260.

"Sono stata criticata per l'espressione "metadone di Stato" per il reddito di cittadinanza. La rivendico", ha quindi aggiunto Meloni. "Ho detto - ha spiegato - che la mentalità dalla quale muove il M5S per il reddito di cittadinanza, è lo stesso che usa lo Stato per risolvere il problema della tossicodipendenza: il metadone non cura la malattia. L'errore è ritenere che si possa trattare nella stessa maniera un disabile e un ragazzo di trent'anni che potrebbe lavorare. Il reddito di cittadinanza è stato un grandissimo disincentivo al lavoro. Per funzionare, i centri per l'impiego dovrebbero trovare proposte in due settimane, e l'assegno dovrebbe essere significativamente più basso di quello che guadagni con un qualsiasi lavoro. Soluzioni? Il lavoro di cittadinanza".