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Ambiente, obiettivo 2050: città sostenibili con edifici a zero emissioni di CO2"

Dopo la marcia dei giovani di Friday for future e le promesse di Draghi e Greta Thunberg, a Milano il convegno Green Building Italia che anticipa i prossimi lavori della Cop26
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Non solo le manifestazioni dei giovani di Friday for Future a Milano. È cominciato il conto alla rovescia per Cop26, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che si terrà a Glasgow a novembre, e nel venerdì ambientalista c’è un tema che fa discutere: come rendere sostenibili le città in cui viviamo.  

È Gbc (Green Building Council Italia), ovvero l’associazione che si occupa di edilizia sostenibile, a mettere sul tavolo nel pre-Cop26 a Milano, un convegno ricco di dati e di speranza. Con un manifesto che ha una missione: convincere dell’importanza di vivere in un ambiente costruito in modo decarbonizzato e circolare. Entro il 2050. 

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Non solo le manifestazioni dei giovani di Friday for Future a Milano. È cominciato il conto alla rovescia per Cop26, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che si terrà a Glasgow a novembre, e nel venerdì ambientalista c’è un tema che fa discutere: come rendere sostenibili le città in cui viviamo.  

È Gbc (Green Building Council Italia), ovvero l’associazione che si occupa di edilizia sostenibile, a mettere sul tavolo nel pre-Cop26 a Milano, un convegno ricco di dati e di speranza. Con un manifesto che ha una missione: convincere dell’importanza di vivere in un ambiente costruito in modo decarbonizzato e circolare. Entro il 2050. 

Quindi transizione ecologica, vita quotidiana e anche riconversione produttiva.  Perché. Entro il 2050 – calcolano gli organizzatori dell’incontro – si prevede “un aumento della popolazione mondiale di due miliardi, passando da 7,7 a” a quello di “edificio  9,7 miliardi con una probabile crescita del patrimonio edilizio mondiale con un impatto sul clima e sulle risorse naturali”. Necessari quindi interventi. 

E la rivoluzione dell’edilizia passa anche dalla consapevolezza di alcuni dati. Quelli forniti da Gbc sono che “complessivamente gli edifici Ue sono responsabili del 40% del consumo energetico e del 36% delle emissioni di gas a effetto serra… per conseguire l’obiettivo di neutralità in termini di emissioni di carbonio entro il 2050 è necessario passare dal concetto di “edificio a energia zero” a quello di “edificio a zero emissioni di CO2 nell’intero ciclo di vita”. Strada non semplice ma tappe illustrate punto per punto. Il presidente di Gbc Italia, Marco Mari, introducendo la discussione (titolo, Driving the change) ha indicato “quanto sia importante ricordare che noi viviamo negli edifici, respiriamo dentro gli edifici e che l’Oms ci dice da 20 anni che la terza causa di morte sono le malattie respiratorie, pre-Covid…”. Insomma edilizia sostenibile non solo come business ma come prevenzione della salute. E sul rapporto tra pubblico e privato si è soffermato Fabrizio Capaccioli, vice presidente di Gbc.

È poi il sindaco dem di Pesaro, Matteo Ricci, a raccontare le città sostenibili dal punto di vista dell'istituzione pubblica. Il suo appello (“Serve un'urbanistica più flessibile, una formazione diffusa e un'economia circolare sana"), si accompagna anche al resoconto dell’esperienza cittadina di un edificio scolastico a emissioni zero. Insiste Ricci sulla questione della velocità del cambiamento, di cui nei giorni scorsi si è parlato al Festival delle città organizzato dall’associazione delle autonomie locai (Ali). 

Il viceministro delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili Alessandro Morelli e a Gianluca Rospi della commissione Trasporti della Camera hanno insistito sulle sfide immediate. 

Alla fine è stato imbastito un manifesto per impegni concreti. 

(g.c.)