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M5S, Ricciardi: "Al Colle serve un profilo alto. Poi proporzionale con soglia al 5 per cento"

Il vicecapogruppo alla Camera: "Fare adesso il nome di Draghi rischia di bruciarlo". No all'ipotesi di Berlusconi al Quirinale: non ha il profilo del garante della Costituzione
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Riccardo Ricciardi è uno dei cinque vicepresidenti del Movimento 5 Stelle. Deputato di Carrara, è anche vicecapogruppo alla Camera.

Partiamo dalle trattative per il Quirinale: tutti dicono che è presto ma sempre tutti non parlano d'altro. Come pensate di procedere?
"Per prima cosa non facciamo il giochino del totonomi, non è nel nostro metodo. Non è quando decidi di sederti a un tavolo ma il come, se il tema è slegato a logiche di partito o al cosa succede dopo. La questione è molto più semplice di come si pensi: il M5S proporrà e voterà persone che avranno altissimo profilo istituzionale. Invitiamo le altre forze politiche a ragionare in questa prospettiva".

Riccardo Ricciardi è uno dei cinque vicepresidenti del Movimento 5 Stelle. Deputato di Carrara, è anche vicecapogruppo alla Camera.

Partiamo dalle trattative per il Quirinale: tutti dicono che è presto ma sempre tutti non parlano d'altro. Come pensate di procedere?
"Per prima cosa non facciamo il giochino del totonomi, non è nel nostro metodo. Non è quando decidi di sederti a un tavolo ma il come, se il tema è slegato a logiche di partito o al cosa succede dopo. La questione è molto più semplice di come si pensi: il M5S proporrà e voterà persone che avranno altissimo profilo istituzionale. Invitiamo le altre forze politiche a ragionare in questa prospettiva".

Sul vostro sito si vota prima o dopo la proposta da fare agli altri?
"Non è stata ancora fatta una valutazione ma non cerchiamo un candidato per fare testimonianza. Siamo una forza di governo da tre anni e mezzo, non ci basta trovare il nome migliore e fermarci lì".

 

Pensa sia davvero possibile concordare un nome con il centrodestra?
"Sono i numeri a dire che nessun schieramento è autonomo, se si pensa ad esempio alla maggioranza del Conte 2, e poi non sta nel principio delle cose trovarne uno che vada bene a una sola parte. Il presidente della Repubblica deve rappresentare tutto il Paese, delle personalità con un profilo alto e che vada oltre gli schieramenti che ci sono".

Comunque non dite no a Draghi. Che ha un profilo molto diverso dalla storia del M5S.
"Serve una figura di alto profilo e in questo contesto sicuramente non si può escludere il nome di Draghi, essendo appunto una personalità di alta caratura istituzionale. Però a parlarne ora si rischia di lanciare e bruciare le persone".

Secondo lei si fa in tempo a cambiare la legge elettorale?
"Noi la nostra proposta ce l'abbiamo: il proporzionale con sbarramento al 5 per cento, il cosiddetto brescellum. Se avessimo voluto una legge elettorale a nostro uso e consumo l'Italicum sarebbe stato perfetto cinque anni fa, ma noi coerentemente abbiamo sempre pensato che rappresentatività e governabilità siano garantiti da un sistema proporzionale".

Il 5 per cento è tanto, molti resterebbero fuori.
"Una proposta del genere serve anche a incentivare la nascita di progetti politici più larghi, poi è evidente che si tratti di una base di partenza".

A proposito di Draghi: sostenerlo vi sta costando un po' di fatica, dal cashback alla riforma della giustizia, il reddito di cittadinanza rivisto, avete dovuto cedere su diversi punti.
"In realtà non abbiamo ceduto proprio su nulla, anzi è grazie alla nostra presenza nel governo se in manovra siamo riusciti a imporre provvedimenti come il reddito di cittadinanza e il Superbonus. Tra l'altro siamo stati i primi a dire che una misura così epocale come il reddito di cittadinanza avesse bisogno di un rodaggio e che poi necessitasse di miglioramenti. Inoltre, in termini di consenso siamo calati nel primo anno di governo con la Lega, poi non più; eppure in quell'anno facemmo molte cose, reddito di cittadinanza, decreto dignità, legge anticorruzione, quindi dipende cosa si intende per fatica".

La legislatura secondo lei arriverà al termine?
"Non ho la sfera magica ma di certo non si può ragionare per calcolo personale o di partito ma nell'interesse dei cittadini e, in questa fase, la priorità non è certo mandare il Paese a elezioni anticipate considerando c'è ancora una pandemia da fronteggiare e forti ripercussioni socio-economiche".

Tornando al Colle, per il nome di Berlusconi il vostro è un no assoluto?
"Non corrisponde nella maniera più assoluta alle persone di alto profilo costituzionale che possano essere garanti della Costituzione".

Per arrivare pronti all'appuntamento del Quirinale serve un gruppo unito, il M5S lo ha?
"Sono da due anni vicecapogruppo, negli altri partiti le discussioni sono normale dialettica, da noi vengono descritte come lotte intestine all'ultimo sangue. Ma davvero, non è così".

Lei resterà vicecapogruppo alla Camera?
"Formalmente noi vicepresidenti dobbiamo essere ancora eletti dalla rete, vediamo".

Questa direttiva di circoscrivere la tv a Conte e voi vice sta creando un po' di malumore, immagino lo sappia.
"Se si pensa che noi dedichiamo più di 30 secondi a dibattere su una cosa del genere si sbaglia. Non è retorica, sappiamo che i problemi dei cittadini sono altri. Non esiste alcun dibattito reale in merito".

A lei il nuovo Ulivo prospettato da Enrico Letta piace? Renzi e Calenda dicono "o noi o loro", riferendosi a voi.
"Noi non rincorriamo Renzi o Calenda, anche perché Renzi è difficile rincorrerlo, magari è in Arabia. Entrambi rappresentano loro stessi mentre noi parliamo con chi ha progetti politici, e comunque Renzi è tutto quello col quale non possiamo costruire un progetto. E poi creare dei cartelli elettorali ti può far vincere le elezioni, ma poi dopo? Non pensiamo minimamente a un nuovo Ulivo ma facciamo delle proposte programmatiche, ad esempio invitiamo il Pd a rilanciare con forza il tema di salario minimo. E mi domando: come si fa a pensare di realizzare un percorso con chi raccoglie le firme contro il reddito di cittadinanza da uno yacht? Non è possibile una cosa del genere".