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Covid, Fedriga: "Aboliamo la quarantena per chi ha fatto la terza dose"

Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia e presidente della Conferenza delle Regioni (ansa)
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"Se gli esperti sono d'accordo, aboliamo del tutto la quarantena". Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia e presidente della Conferenza delle Regioni, dà un giudizio positivi sui provvedimenti che l'esecutivo ha in cantiere. Promuove una "nuova organizzazione della macchina, incentrata non più sul tracciamento ma su una vaccinazione ancora più spinta e su una modifica delle regole dell'isolamento". E su questo punto, Fedriga va persino oltre l'ipotesi di riduzione a cinque giorni del periodo di permanenza forzata a casa per i contatti dei positivi. "Se si potesse ampliare ancora di più questo beneficio, a solo vantaggio dei vaccinati con tre dosi, sarei felice. Ma solo nel rispetto del parere degli scienziati".

Il Consiglio dei ministri si appresta a scrivere nuove regole per limitare la pandemia. Qual è il suo giudizio?
"Partiamo da una premessa. È ormai illusorio pensar…

"Se gli esperti sono d'accordo, aboliamo del tutto la quarantena". Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia e presidente della Conferenza delle Regioni, dà un giudizio positivi sui provvedimenti che l'esecutivo ha in cantiere. Promuove una "nuova organizzazione della macchina, incentrata non più sul tracciamento ma su una vaccinazione ancora più spinta e su una modifica delle regole dell'isolamento". E su questo punto, Fedriga va persino oltre l'ipotesi di riduzione a cinque giorni del periodo di permanenza forzata a casa per i contatti dei positivi. "Se si potesse ampliare ancora di più questo beneficio, a solo vantaggio dei vaccinati con tre dosi, sarei felice. Ma solo nel rispetto del parere degli scienziati".

Il Consiglio dei ministri si appresta a scrivere nuove regole per limitare la pandemia. Qual è il suo giudizio?
"Partiamo da una premessa. È ormai illusorio pensare di riuscire a tracciare ogni contatto. Inutile la corsa al tampone, se non per i sintomatici. E sarebbe ora di dirottare altro personale sanitario sui vaccini, per non disperdere le forze. In sintesi, sarebbe assurdo affrontare l'emergenza come un anno fa. Quando erano appena arrivati i vaccini e c'era una variante diversa. Serve capacità e rapidità nel riadattare la macchina".

Insomma, promuove i provvedimenti in arrivo?
"Guardi, vediamo cosa viene fuori dal lavoro del comitato tecnico scientifico e dal cdm. Io, per forma mentis, mi affido al parere degli esperti. Ma mi sembra che gli atti al vaglio del governo stiano dentro quest'ottica. Sì, mi convincono".

C'è chi ritiene pericoloso allentare le regole sulle quarantene.
"Sembra che la variante Omicron abbassi nettamente il rischio di malattia grave per chi è immunizzato. Per questo ritengo corretto ridurre il periodo di isolamento per i contatti stretti dei positivi. Negli Stati Uniti questo termine, per chi ha fatto anche il booster, è stato anzi azzerato. Se gli scienziati fossero d'accordo, sarei felice si facesse anche in Italia".

Eppure, nella comunità scientifica, c'è chi pronostica centomila contagi giornalieri entro fine gennaio e i dati dicono che diverse zone d'Italia stanno tornando in giallo.
"Meno male che abbiamo spinto per introdurre anche il criterio delle ospedalizzazioni nella valutazione dei colori da attribuire alla Regioni... Ricordiamoci che oggi tutti i territori sono in bianco o in giallo, l'anno scorso l'intero Paese era in rosso. E anche se qualche Regione andrà prossimamente in fascia arancione, nulla cambierà per chi ha il super Green pass: si potrà andare in piscina, al ristorante e a sciare. Ciò sta comportando anche una possibilità di programmare, da parte degli operatori turistici, che fino a qualche mese fa non c'era".

Allo stato attuale, ragiona l'infettivologo Matteo Bassetti, rischiamo di avere 10 milioni di italiani in quarantena entro dieci giorni. C'è chi si preoccupa anche per le conseguenze della nuova ondata sul voto per il Quirinale.
"Al di là della pandemia, mi auguro un'elezione del Presidente della Repubblica già alla prima votazione. Sarebbe un bel messaggio per il Paese. Oggi abbiamo strumenti adatti a tenere in sicurezza luoghi a rischio come gli ospedali. Ci sarebbe anche il voto a distanza, seppure su questa modalità il dibattito in Italia non si sia mai concretizzato".

Draghi ha fatto capire di essere disponibile a essere candidato per il Colle. Lo vede meglio sulla poltrona di Presidente della Repubblica o ancora al governo?
"Non siamo una forza anarchica, deciderà il segretario. Io dico solo che Draghi è una personalità che non può essere dispersa. L'autorevolezza che dà al Paese è una questione di interesse nazionale".

Il suo partito, la Lega, ha additato situazioni di instabilità che potrebbero derivare dall'ascesa di Draghi al Quirinale.
"Le scelte le fa Salvini, ripeto. Io non posso che affermare l'ottimo rapporto che il presidente del Consiglio ha con le Regioni e sposare la necessità del centrodestra di ampliare il più possibile il consenso su un candidato. Non trasformiamo un momento importante per il Paese in un danno, determinando instabilità e guerriglia fra i partiti".

Silvio Berlusconi risponde al suo identikit?
"Berlusconi candidato al Colle non è uno sfregio alla democrazia. È un candidato longevo, che ha avuto una robusta esperienza di governo. E mi permetto di rammentare che per tre volte è stato votato per rappresentare la maggioranza di questo Paese. Sbagliato fare esclusioni a priori".