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Quirinale, le misure di sicurezza allo studio: voto per fasce orarie e non più di 200 in Aula

Il Parlamento in seduta comune per le elezioni del Capo dello Stato nel 2015 
Per effetto della nuova ondata di contagi, cambia la liturgia per eleggere il nuovo Capo dello Stato. I questori di Montecitorio sono al lavoro per mettere a punto le regole anti-Covid
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La liturgia per eleggere il presidente della Repubblica per la prima volta cambia. Non sono ancora definite novità e dettagli, dipende dall'andamento dell'epidemia. Ma una cosa è certa: i questori di Montecitorio stanno valutando come fare per evitare l'assembramento dei 1008 Grandi elettori chiamati a fine gennaio a votare il nuovo capo dello Stato. L'obiettivo è minimizzare il rischio dei contagi, la cui curva è in costante crescita. 

Voto per fasce orarie e non più di 200 per volta in aula

Sono escluse le votazioni a distanza e, di fatto, è già cassata la proposta del costituzionalista dem Stefano Ceccanti, ovvero ciascuno resti nella propria Camera di appartenza, i senatori a Palazzo Madama, i deputati a Montecitorio e i 58 rappresentanti regionali nella loro Regione. La proposte allo studio dei tre questori della Camera dei deputati, che ospita la seduta unica - Gregorio Fontana, Francesco D'Uva, Edmondo …

La liturgia per eleggere il presidente della Repubblica per la prima volta cambia. Non sono ancora definite novità e dettagli, dipende dall'andamento dell'epidemia. Ma una cosa è certa: i questori di Montecitorio stanno valutando come fare per evitare l'assembramento dei 1008 Grandi elettori chiamati a fine gennaio a votare il nuovo capo dello Stato. L'obiettivo è minimizzare il rischio dei contagi, la cui curva è in costante crescita. 

Voto per fasce orarie e non più di 200 per volta in aula

Sono escluse le votazioni a distanza e, di fatto, è già cassata la proposta del costituzionalista dem Stefano Ceccanti, ovvero ciascuno resti nella propria Camera di appartenza, i senatori a Palazzo Madama, i deputati a Montecitorio e i 58 rappresentanti regionali nella loro Regione. La proposte allo studio dei tre questori della Camera dei deputati, che ospita la seduta unica - Gregorio Fontana, Francesco D'Uva, Edmondo Cirielli - è di votare per fasce orarie, sulla base dell'ordine alfabetico, che la "chiama" consente di prevedere. Inoltre ingressi contingentati. E non più di 200 Grandi elettori in aula. Negli altri spazi comuni, ovvero il cortile e il Transatlantico - che resterà vuoto degli scranni da cui è stato invaso per un anno e mezzo causa epidemia e obbligo di distanziamento - si potranno muovere sempre un numero ridotto di Grandi elettori.  

Il "conclave" laico del 2022 impone il passaggio nel "catafalco", (così sono chiamate le cabine elettorali sotto lo scranno del presidente della Camera), la deposizione nell'"insalatiera" (l'urna di vimini foderata di raso verde), e poi via. Senza sostare, evitando ogni assembramento. 

Spiega Fontana: "Occorre ridurre i rischi, che comunque ci saranno. Rischiano i dipendenti di un supermercato, i sanitari, tantissimi altri lavoratori, e rischieranno i parlamentari".  Fontana è convinto che la gestione dei flussi sia facilitata dal tipo di votazione. Ogni settimana, due volte alla settimana, i questori fanno ormai il punto nelle loro riunioni. Spetta a Montecitorio, e al suo ufficio di presidenza, infatti avanzare le ipotesi di lavoro prima del voto per il Colle. I questori del Senato - Antonio De Poli, Paolo Arrigoni e Laura Bottici - le condivideranno alla fine.

Il nodo tamponi

C'è poi la questione tamponi. Non si esclude che possano essere resi obbligatori per l'accesso alla votazione per il Colle, se si passa alla "zona arancione", quindi nel Paese, o in alcune regioni, il rischio di alza e sono necessarie restrizioni ulteriori.  Intanto è stato raccomandato (raccomandazione, e non obbligo) ai deputati uno screening post festività natalizie. Quando riprendono i lavori parlamentari, il 10 gennaio, sarebbe opportuno presentarsi con un tampone appena fatto: è stato suggerito insieme agli auguri di Buone Feste. Obbligatorie già ora le mascherine Ffp2. 

Non più di una seduta al giorno

Infine, il numero di sedute quotidiane per il Quirinale. Probabilmente dovrà ridursi a una al giorno, così da garantire la sanificazione degli ambienti, che è indispensabile. A meno di non immaginare maratone in notturna.

Green Pass

Tranne che per buvette, mensa, ristorante, biblioteche, dove ci vuole il Green pass rafforzato, cioè quello che scaturisce dalla vaccinazione (o dalla guarigione dal Covid), per entrare nell'aula delle Camere, basta il Green Pass semplice. Su questo non si discute, lo sanno i deputati No Vax. Ma Alessia Morani, deputata dem, tra le prime a chiedere l'adozione del certificato verde per i parlamenatari, rilancia: "Serve il super Green Pass anche per l'aula. E i suggerimenti di Ceccanti sarebbero da prendere in considerazione". Aggiunge Morani che bisognerebbe restituire il distanziamento dei deputati, sistemando di nuovo gli scranni in Transatlantico: "Rischiamo di arrivare decimati dai contagi all'elezione per il Quirinale". 

A proposito di contagi e quarantene, Clemente Mastella, leader centrista e sindaco di Benevento, chiede provvedimenti affinché "l'elezione del capo dello Stato non subisca una alterazione sostanziale e quindi votino anche quei Grandi elettori che, causa appunto Covid, non possono essere presenti fisicamente in aula". Insomma, prevedendo la stima di un 10% di Grandi elettori assenti giustificati per Covid, qualcosa bisogna fare, sostiene Mastella.