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Il Pd rilancia l’agenda Mattarella: “Leggi bipartisan in Parlamento”

Lettera dei dem a Fico e Casellati: “Una sessione parlamentare per dare seguito alle parole del capo dello Stato”. Coro di sì da Lega, 5S, Leu e Iv
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ROMA - Assumere l’Agenda Mattarella come propria. Individuare al più presto, su ogni tema sollevato dal capo dello Stato in aula, i provvedimenti che si possono approvare senza troppe discussioni e in modo trasversale. Per restituire al Parlamento la centralità perduta. Riprendersi l’inizitiva legislativa, in tempi di pandemia monopolizzata quasi integralmente dall’esecutivo. E ridare dignità alla politica, uscita malconcia dal passaggio quirinalizio.
È con questo "spirito costruttivo" che ieri, su input del segretario Enrico Letta, le capigruppo del Pd, Simona Malpezzi e Debora Serracchiani, hanno scritto ai presidenti Casellati e Fico per sollecitare l’apertura di "una specifica sessione di dibattito parlamentare sui contenuti e i seguiti da dare alle parole del presidente della Repubblica". Le quali "impongono", secondo le esponenti dem, "un attivo ruolo riformatore da parte delle Camere per far …

ROMA - Assumere l’Agenda Mattarella come propria. Individuare al più presto, su ogni tema sollevato dal capo dello Stato in aula, i provvedimenti che si possono approvare senza troppe discussioni e in modo trasversale. Per restituire al Parlamento la centralità perduta. Riprendersi l’inizitiva legislativa, in tempi di pandemia monopolizzata quasi integralmente dall’esecutivo. E ridare dignità alla politica, uscita malconcia dal passaggio quirinalizio.
È con questo "spirito costruttivo" che ieri, su input del segretario Enrico Letta, le capigruppo del Pd, Simona Malpezzi e Debora Serracchiani, hanno scritto ai presidenti Casellati e Fico per sollecitare l’apertura di "una specifica sessione di dibattito parlamentare sui contenuti e i seguiti da dare alle parole del presidente della Repubblica". Le quali "impongono", secondo le esponenti dem, "un attivo ruolo riformatore da parte delle Camere per far sì che l’ultimo anno della legislatura sia proficuo e si sviluppi in reale condivisione".


Chiaro il progetto: tradurre in atti concreti le ovazioni bipartisan tributate giovedì all’uomo del Colle su giustizia sociale, riforme istituzionali, donne, giovani, lavoro. Inaugurando, insieme alle altre forze politiche, una corsia preferenziale per le proposte di legge presentate da deputati e senatori, che accompagnino e arricchiscano l’attività del governo. Con "modalità e strumenti" (senza escludere la Bicamerale) da concordare con maggioranza e opposizione nella prossima capigruppo. Perché se il discorso della più alta magistratura repubblicana dovesse cadere nel vuoto, lancia un appello il leader pd, "a politica tutta perderebbe forza». Ergo: i partiti si siedano subito intorno a un tavolo per discutere come dare attuazione all’Agenda Mattarella, intrecciandola con quella di Draghi. "Il modo più serio", conclude Letta, "per evitare il rischio 'lettera morta' dopo i tanti belli e convinti applausi".


E così, mentre nel centrodestra infuria lo scontro fra Salvini e Meloni, nell’altro campo ci si concentra sulle cose da fare. Incassando, a sorpresa, la "piena disponibilità" della Lega: "Se serve a concretizzare certi messaggi di Mattarella noi ci siamo", risponde per primo il capogruppo in Senato Massimiliano Romeo. "Anche se abbiamo idee diverse, il confronto è sempre utile per riformare profondamente il sistema". Seguito a ruota da Giuseppe Conte e Alfonso Bonafede per il M5S, da Federico Fornaio di Leu, da Riccardo Nencini per Psi-Iv.


Un coro di sì che rafforza l’iniziativa del Pd. Impegnato sin dal mattino sulla ricognizione dei disegni di legge in grado di rispondere ai richiami del capo dello Stato con un’ampia condivisione. Innanzitutto, la riforma dei regolamenti parlamentari, necessaria per adeguare le Camere al taglio degli eletti che scatterà nel 2023. Tre le misure in discussione: la norma contro i cambi di casacca, da scoraggiare attraverso la penalizzazione economica dei transfughi, che uscendo dal gruppo d’elezione non potranno più portarsi dietro l’intera dotazione che spetta a ogni deputato e senatore.

La seconda riguarda l’accorpamento delle Commissioni, coerente con la riduzione del numero dei parlamentari. La terza verte sui disincentivi alla decretazione d’urgenza e ai voti di fiducia da parte del governo.


Sulla parità di genere, invece, fra i molteplici atti depositati, una sintesi appare possibile sull’estensione del congedo di paternità (da portare a tre mesi) per aiutare le donne dopo la maternità; sui caregiver, per alleviare il lavoro di cura; sull’imprenditoria femminile (proposta leghista che piace a sinistra); sulla modifica del codice rosso che inverte l’onere della prova per le vittime di abusi. Idem sul lavoro, materia in cui sembrano a portata di mano il salario minimo e le misure contro le molestie sui luoghi di lavoro, oltre che per rafforzarne la sicurezza. Riusciranno i nostri eroi nell’impresa? Alla politica l’ardua risposta.

Ecco l'agenda delle priorità.

I giovani: stop all’uso scorretto di stage e tirocini

“Tanti, troppi giovani sono sovente costretti in lavori precari e malpagati, quando non confinati in periferie esistenziali”, ha scandito in Parlamento il presidente della Repubblica fra gli applausi. Che le forze politiche potranno tradurre in atti concreti varando la riforma dell’apprendistato e quella sui tirocini, volte a garantire maggiori tutele che evitino un uso scorretto dei due istituti, nel primo caso favorendo la stabilizzazione dell’apprendista. In ballo, poi, ci sono anche le proposte per dare più diritti e retribuzioni certe ai lavoratori delle piattaforme digitali.

Camera e Senato: nuovi regolamenti anti-transfughi

Se i partiti si accorderanno per dare una corsia preferenziale alle proposte di legge di iniziativa parlamentare, la prima questione da affrontare sarà la riforma dei regolamenti di Camera e Senato, necessaria dopo il taglio degli eletti che scatterà nel 2023. Tra le misure in discussione, la norma contro i cambi di casacca, da scoraggiare con una penalizzazione economica dei transfughi; l’abbassamento della soglia per costituire un gruppo e l’accorpamento delle commissioni; i disincentivi alla decretazione d’urgenza e alla fiducia da parte del governo.

La parità: aiutare le mamme coi congedi dei papà

Diversi i richiami del presidente Mattarella ai diritti delle donne e alla parità di genere. Fra le numerose proposte giacenti in Parlamento una sintesi appare possibile sulla estensione del congedo di paternità (attualmente di 7 giorni, da alzare a tre mesi) per aiutare le donne a tornare al lavoro dopo la maternità; sui caregiver per alleviare il lavoro di cura in prevalenza; sull’imprenditoria femminile (proposta leghista che piace pure a sinistra); sulla modifica del codice rosso che inverte l’onere della prova per le vittime di abusi.

Il lavoro: salario minimo e più sicurezza

In materia di lavoro, come pure sulla giustizia e sull’ordinamento penitenziario, l’iniziativa parlamentare si intreccia e talvolta si sovrappone a quella che il governo che sta portando avanti con le leggi delega. In questo caso, i partiti potrebbero arrivare prima sull’introduzione del salario minimo, sulle norme per aumentare la sicurezza sui luoghi di lavoro e contro le molestie e le violenze sempre sul lavoro, oltre che sulla revisione del reddito di cittadinanza e di alcuni ammortizzatori sociali.