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M5S, Grillo blocca Conte. E molti spingono l'ex premier a lanciare un nuovo soggetto

(ansa)

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"Le sentenze si rispettano. Ora silenzio e niente mosse azzardate" dice il fondatore dopo la sospensione del leader da parte del tribunale
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Nel day after del M5S vige la consegna del silenzio. Beppe Grillo, tornato garante-padrone del Movimento, ordina calma e gesso. E soprattutto, bocche cucite: "Le sentenze si rispettano, niente decisioni avventate". Ma nel Movimento decapitato dalla sentenza del Tribunale di Napoli, in cui tutto sembra tornato in discussione, il silenzio, come diceva Che Guevara, diventa solo una discussione portata avanti con altri mezzi.

 

È un silenzio di facciata. Dietro le quinte, parlano tutti. Si parla nella riunione-sfogatoio dei deputati stellati, convocata a tarda sera a Montecitorio per "ragionamenti politici". Riunione che, dopo qualche attacco insolito alla magistratura ("quello dei giudici di Napoli &eg…

Nel day after del M5S vige la consegna del silenzio. Beppe Grillo, tornato garante-padrone del Movimento, ordina calma e gesso. E soprattutto, bocche cucite: "Le sentenze si rispettano, niente decisioni avventate". Ma nel Movimento decapitato dalla sentenza del Tribunale di Napoli, in cui tutto sembra tornato in discussione, il silenzio, come diceva Che Guevara, diventa solo una discussione portata avanti con altri mezzi.

 

È un silenzio di facciata. Dietro le quinte, parlano tutti. Si parla nella riunione-sfogatoio dei deputati stellati, convocata a tarda sera a Montecitorio per "ragionamenti politici". Riunione che, dopo qualche attacco insolito alla magistratura ("quello dei giudici di Napoli è un atto gravissimo", dice il contiano Cubeddu, bacchettato dal capogruppo Crippa), finisce con un'onorevole che si sfoga così sulla porta: "Stasera ci ubriachiamo". Giuseppe Conte, dalla mattina, trasforma la sua casa a Fontanella Borghese nella war room di una reazione che però, per diktat dell'ex comico, non sarà più fulminea. L'ex premier convoca lo stato maggiore 5 Stelle in riunione permanente. A casa Conte, c'è il legale di fiducia Francesco Astone. Collegati via Zoom, i 5 vicepresidenti, pure loro senza più un ruolo formale, causa sospensiva.

Conte avrebbe voluto riaffermare la sua leadership in pochi giorni. Chiudere la pratica con un nuovo plebiscito web, permettendo che stavolta partecipassero alla conta anche i militanti iscritti da meno di 6 mesi (esclusi nel voto di agosto, ora congelato anche per questa ragione). "La mia leadership non dipende dalle carte bollate", era stata la reazione a caldo, nel giorno in cui la sua presidenza si era polverizzata in Tribunale. In tv, lunedì sera, aveva fatto capire di essere pronto a riproporre le due delibere appena cassate dai giudici di Napoli - cioè la modifica dello statuto e il voto sulla sua presidenza - a stretto giro: "Rispondiamo con un bagno di democrazia, nella massima trasparenza".

Ma ci ha pensato un post di Grillo (il quarto in pochi giorni) a far naufragare l'idea di una contromossa-lampo. Alle 9 di ieri mattina, il garante tornato con pieni poteri, l'unico vertice del Movimento ad oggi in carica, scrive su Facebook che "le sentenze si rispettano" e che "in questo momento non si possono prendere decisioni avventate". Una doccia gelata per chi sperava di ripristinare subito lo status quo. "La situazione è molto complicata - scrive Grillo - Promuoverò un momento di confronto anche con Conte. Nel frattempo, invito tutti a rimanere in silenzio e a non assumere iniziative azzardate prima che ci sia condivisione sulla strada da seguire". La consegna del silenzio, appunto.

Conte mette like. Rinuncia a malincuore alla puntata di Porta a Porta. Ma non vuole affidare la sua sorte politica a Grillo. Per tutto il giorno studia le contromosse con i fedelissimi. Incontra la capogruppo al Senato, Mariolina Castellone. Nelle truppe dei parlamentari vicini a Conte c'è chi teme la trappola e lo incalza: "Se non ti rieleggono leader subito, fonda un tuo movimento. I voti oggi li hai tu".

 

È il piano B, che piace anche a un pezzo di Pd. Conte per ora scuote la testa, ma forse ci riflette. Sa che una fronda del M5S vuole approfittare della crisi per depotenziarlo. L'ex viceministro Buffagni in assemblea ha parlato di "sbandamento unico". Altri hanno attaccato Di Maio per le uscite sul Quirinale. "Io resto nel M5S - ribatte l'avvocato a chi gli parla in queste ore - ma nessuno pensi di indebolirmi".

 

Vuole gli stessi poteri dello statuto (per ora) bocciato. Non uno di meno.
È una guerra soprattutto legale. L'avvocato di Conte parla tutto il giorno col collega segnalato da Grillo. "Il M5S non è decapitato, la decapitazione non esiste più - interviene Astone - L'ordinanza di Napoli è una mera sospensione. Il partito ha un leader". Ma tra i peones il timore è che il Movimento ora non possa presentare le liste elettorali. Si chiedono se Conte abbia perso i poteri di firma. Astone replica in legalese: "Questo è completamente estraneo alla causa". Resta il senso di sbandamento. "Chi guida il M5S? Io guido solo la moto", risponde Vito Crimi al Tg1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA