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Il centrodestra esploso. In Sicilia prove di accordo tra Pd e Forza Italia

Gianfranco Miccichè 

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L’effetto della crisi sulle Comunali: nell’isola dialogo su un modello Draghi da allargare alle Regionali. Fdi da sola con Musumeci. A Verona la Lega “commissaria” Sboarina
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ROMA - Da Palermo a Genova, l’implosione del centrodestra si estende in periferia. Fa scricchiolare l’alleanza sul territorio, determina tentativi di intese trasversali. Con un Salvini spiazzante ("La coalizione si è sciolta come neve al sole"), con Giorgia Meloni assolutamente intenzionata "a non fare più sconti agli alleati", con i centristi di Toti in fuga verso altri lidi, e infine con l’85enne Silvio Berlusconi determinato a riprendersi il ruolo di capofila dopo un anno difficile (che non gli ha impedito un aumento dei redditi di tre milioni di euro), la prospettiva delle amministrative diventa un rebus. Da risolvere al più presto: le Comunali (salvo un nuovo rinvio causa Covid) si terranno in primavera e il leader della Lega, dopo il tonfo autunnale nei grandi centri, si era ripromesso di chiudere un accordo sulle candidature entro Natale. Termine abbondantemente spirato. E nel frattempo c’è stato il disastr…

ROMA - Da Palermo a Genova, l’implosione del centrodestra si estende in periferia. Fa scricchiolare l’alleanza sul territorio, determina tentativi di intese trasversali. Con un Salvini spiazzante ("La coalizione si è sciolta come neve al sole"), con Giorgia Meloni assolutamente intenzionata "a non fare più sconti agli alleati", con i centristi di Toti in fuga verso altri lidi, e infine con l’85enne Silvio Berlusconi determinato a riprendersi il ruolo di capofila dopo un anno difficile (che non gli ha impedito un aumento dei redditi di tre milioni di euro), la prospettiva delle amministrative diventa un rebus. Da risolvere al più presto: le Comunali (salvo un nuovo rinvio causa Covid) si terranno in primavera e il leader della Lega, dopo il tonfo autunnale nei grandi centri, si era ripromesso di chiudere un accordo sulle candidature entro Natale. Termine abbondantemente spirato. E nel frattempo c’è stato il disastro Quirinale.


Gli effetti più rilevanti sul campo principale delle elezioni 2022: la Sicilia. Dove Forza Italia flirta con il Pd per un’intesa sia per le Comunali di Palermo che per le Regionali. Il commissario regionale degli azzurri Gianfranco Micciché, ieri mattina, ha visto a casa sua il segretario regionale dei dem Anthony Barbagallo: "Un incontro come tanti, ne faremo dieci al mese", dice Micciché minimizzando e confermando allo stesso tempo un feeling. L’ex ministro spinge per il modello Ursula. E lo fa secondo questo ragionamento: "Io sono per il centrodestra che unito vincerebbe a mani basse. Ma non posso non prendere atto che c’è una forza, Fratelli d’Italia, che si è sfilata, e le elezioni sono alle porte. Bisogna lavorare su un piano B e il governo Draghi, con la sua maggioranza ampia, per me è un punto di riferimento".

Non sono distanti le considerazioni fatte dal pd Barbagallo: "L’ultima parola spetterà agli organismi del partito ma io sono per un campo largo che includa anche Forza Italia. Non vedo dove stia lo scandalo, visto che amministriamo insieme diversi Comuni nell’Isola". Ci sono, ovviamente, alcune questioni non secondarie da sistemare. A partire dai candidati: Fi, per il Comune di Palermo, punta sull’assessore regionale Roberto Lagalla mentre per la Regione l’idea sarebbe quella di convincere il banchiere Gaetano Micciché (fratello di Gianfranco). Ma sono nomi, specie quello di Lagalla, che al Pd non piacciono.

Poi c’è il nodo della Lega. Alleato scomodo per Micciché, impresentabile per Barbagallo: "Non possiamo fare un’alleanza politica con il Carroccio". Però il dialogo prosegue, mentre a unire i due partiti - e anche la Lega - è il rifiuto a sostenere un bis alla Regione di Nello Musumeci, la cui candidatura è stata rilanciata di recente da Meloni con una mossa che ancora Micciché considera "una provocazione".


Nel frattempo a Genova per Giovanni Toti si avvicina l’ora della verità: la Lega e gli altri alleati si riuniranno la prossima settimana per sapere se e come continuare ad appoggiare il governatore, uno dei fondatori di Coraggio Italia accusato di tradimento per l voti mancati a Maria Elisabetta Casellati. "C’è un evidente problema di gestione - dice il deputato leghista Edoardo Rixi - È già difficile, per un presidente, fare il leader politico, in più Toti assomma le cariche di assessore al Bilancio e alla Sanità. Dice di essere Superman ma non lo è. Elezioni anticipate in Regione? Siamo sicuri che non sarà lui a determinarle candidandosi per le Politiche?".

Dalle intemperie romane resta al riparo per ora Marco Bucci, il sindaco di Genova che si ricandida per il centrodestra. Mentre a Verona, altro rilevante capoluogo interessato dalle amministrative, proprio ieri i partiti della coalizione hanno raggiunto una difficile intesa. La Lega, che non ha apprezzato particolarmente l’adesione del sindaco Federico Sboarina a Fratelli d’Italia, ha dato il via libera alla ricandidatura solo dietro garanzie molto impegnative: un vice da far correre in ticket con Sboarina in campagna elettorale, l’opzione su metà della prossima giunta, e il diritto a indicare un proprio rappresentante alla carica di primo cittadino al termine del mandato. Tutto da mettere per iscritto. Perché fidarsi è bene, ma non fidarsi - nel centrodestra dei risentimenti - è meglio.