Berlusconi avvisa Draghi: “Gli atti del governo non sono intoccabili”
di Emanuele Lauria , di Emanuele LauriaROMA - "Apporto costruttivo e leale" al governo ma "non si devono drammatizzare le vicende parlamentari di questi giorni": Forza Italia difende "la normale dialettica nelle due Camere", che significa la possibilità di modificare anche i provvedimenti presi da Palazzo Chigi. Ecco la risposta di Silvio Berlusconi a Mario Draghi, che aveva strigliato e accusato di ostruzionismo i partiti. Il fondatore di Forza Italia e il premier si sentono al telefono, in una lunga conversazione mattutina a distanza di quasi un mese. L'ultima volta, alla vigilia dell'elezione di Mattarella, per contattare il Cavaliere al San Raffaele dove era rivoverato, il presidente del Consiglio aveva dovuto utilizzare come ponte una dottoressa. Berlusconi, in quell'occasione, confermò a Draghi che non avrebbe potuto sostenerlo per il Colle.
ROMA - "Apporto costruttivo e leale" al governo ma "non si devono drammatizzare le vicende parlamentari di questi giorni": Forza Italia difende "la normale dialettica nelle due Camere", che significa la possibilità di modificare anche i provvedimenti presi da Palazzo Chigi. Ecco la risposta di Silvio Berlusconi a Mario Draghi, che aveva strigliato e accusato di ostruzionismo i partiti. Il fondatore di Forza Italia e il premier si sentono al telefono, in una lunga conversazione mattutina a distanza di quasi un mese. L'ultima volta, alla vigilia dell'elezione di Mattarella, per contattare il Cavaliere al San Raffaele dove era rivoverato, il presidente del Consiglio aveva dovuto utilizzare come ponte una dottoressa. Berlusconi, in quell'occasione, confermò a Draghi che non avrebbe potuto sostenerlo per il Colle.
Il nuovo colloquio segna un disgelo fra i due leader, dopo un periodo segnato da rapporti difficili, dovuti non solo alla competizione a distanza per il Quirinale: negli ultimi mesi il patron di Mediaset ha spesso lamentato, con i suoi fedelissimi, una scarsa attenzione dal premier e pochi contatti diretti con lui. Ora una ripresa del dialogo con ampia fiducia (quella che a Berlusconi chiedevano i suoi ministri) ma anche con alcuni significativi paletti: "L'apporto di Forza Italia all'azione di governo - dice Berlusconi - è stato e sarà sempre costruttivo, caratterizzante e leale, nella convinzione che il Paese abbia bisogno di stabilità e di continuità".
Ma va salvaguardata, appunto, "la normale dialettica nelle due Camera, all'interno di una maggioranza obiettivamente composita, che ha come orizzonte la fine della legislatura e lascerà spazio tra un anno alla normale dialettica tra centrodestra e centrosinistra". Questa, secondo il leader forzista, "non mette in discussione la stabilità del governo, né la necessità del concorso di tutte le forze politiche, tra le quali permangono profonde distinzioni, in un momento ancora così delicato".
Fonti di Arcore sottolineano che questa posizione difende la necessità di possibili interventi parlamentari su atti deliberati dal governo: e vale non solo per la riforma della giustizia, su cui Fi ufficialmente ha chiesto che il governo non ponga la la fiducia, ma anche sui provvedimenti che riguardano fisco e concorrenza (peraltri due battaglie identitarie degli azzurri), che Draghi potrebbe "blindare" dopo gli incidenti sul "Milleproroghe" che l'hanno spazientito.
Nel frattempo Matteo Salvini fa sapere che è imminente un incontro con Draghi. E anche lui non rinuncia a qualche puntura di spillo. Prima parla di "grande soddisfazione" per il decreto bollette, ma come "inizio di un percorso" per il quale serviranno "altre risorse e interventi strutturali". Poi garantisce la "collaborazione" della Lega sulla riforma della giustizia, per "un efficace utilizzo dei fondi europei". Alla fine però, il capo del Carroccio torna a cavalcare il tema dell'immigrazione e ad attaccare la ministra Lamorgese: "L'assenza del ministro dell'Interno si traduce in un aumento di sbarchi e in un allarme sicurezza generalizzato".
Dichiarazioni che riflettono ancora una volta la competizione con Giorgia Meloni: la presidente di Fdi, poco prima, aveva pubblicato un post sui 35 immigrati positivi al Covid "sbarcati liberamente a Pozzallo mentre alcuni italiani non possono andare a lavorare o a ritirare la pensione". Draghi, che chiede una navigazione serena per incassare riforme e fondi del Pnrr, riceve qualche rassicurazione dai leader di partito. Ma le fibrillazioni, dentro e fuori la maggioranza, proseguono.