Riforma del catasto, Misiani (Pd): "Non alza le tasse sulla casa. Da Lega e Fi propaganda inaccettabile"
di Giovanna VitaleSmentisce che la riforma del catasto, approvata in commissione con un solo voto di scarto, alzi le tasse sulla casa: "E' una fake news", taglia corto Antonio Misiani, responsabile Economia del Pd. "La verità è che Lega e Forza volevano cancellare il testo" per poter "sventolare una bandiera elettorale". Ma, "di fronte allo sconvoglimento geopolitico causato dalla guerra in Ucraina, una classe politica che si agita per problemi inesistenti dimostra tutta la sua pochezza e indebolisce la credibilità dell'Italia in una fase delicatissima", spiega l'ex viceministro del Tesoro.
LA SCHEDA - ECCO COME CAMBIA IL CATASTO
Fatto sta che sul catasto si è rischia…
Smentisce che la riforma del catasto, approvata in commissione con un solo voto di scarto, alzi le tasse sulla casa: "E' una fake news", taglia corto Antonio Misiani, responsabile Economia del Pd. "La verità è che Lega e Forza volevano cancellare il testo" per poter "sventolare una bandiera elettorale". Ma, "di fronte allo sconvoglimento geopolitico causato dalla guerra in Ucraina, una classe politica che si agita per problemi inesistenti dimostra tutta la sua pochezza e indebolisce la credibilità dell'Italia in una fase delicatissima", spiega l'ex viceministro del Tesoro.
LA SCHEDA - ECCO COME CAMBIA IL CATASTO
Fatto sta che sul catasto si è rischiata la crisi di governo: non era prevedibile visto che in Consiglio dei ministri la Lega non aveva votato
"Erano prevedibili discussioni e proposte di modifica, non certo la volontà della Lega e di Forza Italia di cancellare l’intera riforma stravolgendo il testo approvato dal Cdm. Noi eravamo disponibili a discutere e votare interventi migliorativi. Lega e Forza Italia hanno preferito scatenare una tempesta in un bicchier d’acqua, fregandosene del governo e allarmando i contribuenti per un rischio totalmente inesistente".
Ma è vero che il governo vuole tassare di più le case degli italiani?
"E' una fake news. Basta leggere il testo: la delega prevede che le informazioni catastali integrative, cito testualmente, “non siano utilizzate per la determinazione della base imponibile dei tributi la cui applicazione si fonda sulle risultanze catastali né, comunque, per finalità fiscali”. Tradotto: per quanto riguarda le tasse sulla casa, non cambia nulla. Tutto il resto è propaganda".
Fi ha tentato una mediazione che però le forze di centrosinistra hanno giudicato irricevibile. Perché?
"L'ipotesi circolata non era una mediazione: avrebbe ridotto una riforma che è già all’acqua di rose ad un guscio vuoto, lasciando solamente la parte relativa all’emersione degli immobili “fantasma”. Una soluzione giustamente rispedita al mittente".
Se si è spaccata sul catasto, la maggioranza ce la farà ad approvare in Parlamento riforme ancora più importanti, perché abilitanti per l’attuazione del Pnrr, come Giustizia, Concorrenza, Codice degli appalti?
"I temi divisivi ci sono, inutile nascondersi dietro ad un dito. E’ necessario trattarli con la capacità politica che meritano. La priorità per i partiti deve rimanere la ricerca di intese, non lo sventolìo delle bandiere elettorali. Quanto al governo, il confronto con il Parlamento è un investimento cruciale. Abbiamo di fronte mesi difficilissimi, le prove di forza non servono a nessuno".
Qual è secondo lei la più rischiosa per la tenuta del governo?
"Oltre ai temi che lei ha citato, vanno seguiti con la massima attenzione la delega fiscale e la legge di ratifica della riforma del Mes, il Meccanismo europeo di stabilità. Alcune divisioni derivano da posizioni di partenza molto ideologizzate. Altre da logiche di posizionamento legate all’avvicinarsi delle elezioni".
E' dai tempi del Conte 2 che i partiti litigano sul Mes, sempre fin qui rinviato. Non si può rimandare ancora?
"Primo: parliamo della riforma del Mes. Cosa ben diversa dal suo effettivo utilizzo, che non è in agenda. Secondo: in Europa rimaniamo solo noi e la Germania a non aver ratificato il trattato Mes. Presto o tardi il tema si porrà".
La guerra in Ucraina non dovrebbe imporre una maggiore responsabilità alle forze politiche?
"Assolutamente sì. La guerra di invasione di Putin è un fatto di una gravità inaudita, che segna una profonda discontinuità storica. Di fronte ad uno sconvolgimento geopolitico di questa portata, una classe politica che si agita per problemi inesistenti dimostra tutta la sua pochezza e, soprattutto, indebolisce la credibilità del Paese in una fase delicatissima".
Secondo lei Salvini sta tirando la corda perché vuole uscire dalla maggioranza?
"Bisognerebbe chiederlo a lui. Di sicuro, chi oggi tira la corda compromette la tenuta complessiva della maggioranza e del governo. Comportarsi così non è solo da irresponsabili: è da manicomio".
In caso di incidente, si andrà a elezioni anticipate o si formerà un nuovo governo senza la Lega?
"Se il governo cadesse, la palla passerebbe al presidente Mattarella. E il suo pensiero in merito è sempre stato piuttosto chiaro".