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Orsini gratis a Cartabianca litiga con Parsi: "Stai facendo una figuraccia". E il collegamento si chiude

Il docente della Luiss, dopo le polemiche sui soldi per le sue ospitate nel programma di Bianca Berlinguer, in tv attacca il collega che non condivide la sua teoria e risponde: "Volevo evitare di fare da cassa di risonanza a queste buffonate"
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Scontro ad alta tensione ieri in diretta tv a Cartabianca tra due professori: Vittorio Emanuele Parsi e Alessandro Orsini, direttore e fondatore dell'Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale della Luiss, che in molti salotti tv alimenta polemiche e sostiene anche le ragioni della Russia, pur condannadone l'attacco all'Ucraina. Tacciato in molti casi di essere filo russo, a Orsini la Rai, la scorsa settimana, aveva stoppato i compensi da 12 mila euro per partecipare al programma di Bianca Berlinguer.

Ieri sera, perciò  si è seduto sulle seggioline in plexiglass, a titolo gratuito, ringraziato, per aver accettato l'ospitata senza compensi, dalla stessa conduttrice. Ma il programma che ha guadagnato un piccolo aumento di share (5,75) - dopo il suo "spiegone"  sulla necessità di capire il perché della Guerra - ha perso uno dei suoi invitati: Vittorio Emanuele Parsi, accademico di relazioni internazionali che, collegato da casa, in disaccordo con le parole di Orsini, ha subito minacciato di chiudere il collegamento. Il docente della Luiss lo ha ripreso: "Non hai detto nulla, stai facendo una figuraccia. Hai fatto un intervento da saccente, non hai nulla da dire". Parsi ha risposto con una risata, sbagliando anche il nome di Orsini (lo ha chiamato Andrea) che, ancora più piccato gli ha ripetuto: "Stai facendo una figuraccia". Parsi non ha più replicato ha aggiunto solo: "Volevo evitare proprio questo, volevo evitare di fare da cassa di risonanza a questa buffonate". E fine del dibattito: ha interrotto il collegamento.

Uno "spettacolo imbarazzante", per il deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, "su una tematica delicata come quella della guerra in Ucraina, che sta vedendo migliaia di morti e milioni di profughi, dovrebbe portare i vertici Rai ad un'immediata riflessione: quello che è andato in onda è davvero servizio pubblico? - chiede su Facebook - Basta analizzare il programma per interrogarsi se sia davvero opportuna una spettacolarizzazione del genere di un dramma internazionale. A partire dall'episodio che ha riguardato il professor Vittorio Emanuele Parsi, uno degli accademici italiani di relazioni internazionali più noti e riconosciuti, costretto ad abbandonare il programma per gli evidenti errori ripetuti, anche dalla stessa conduttrice che ignora l'invio di armi dalla Turchia all'Ucraina. Parsi ha preferito sfilarsi ed è stato colpito dagli insulti in diretta di un altro ospite, il professor Orsini, che ha avuto uno spazio spropositato e senza precedenti, addirittura con intervista a tu per tu durante la quale ha potuto ripetere che questa guerra è colpa dell'Unione Europea (e non di Putin che ha invaso un paese con i carri armati), che Nato, Ue e Usa cono 'tre grandi vigliacchi', che 'l'Italia deve rompere con l'Unione Europea', addirittura ripetendo in faccia alla ballerina ucraina Kuzmina 'vi stiamo mandando al massacro, stiamo giocando con voi, vi stiamo usando come carne da macello' senza alcun freno da parte della conduttrice", continua Anzaldi.

Ieri Orsini in tv ha sostenuto ancora una volta la sua tesi secondo cui l'invasione di Putin contro l'Ucraina, a suo dire, sarebbe stata provocata dalla Nato e potrebbe presto trasformarsi in una guerra nucleare se il presidente Zelensky non smetterà di resistere insieme a tutto l'Occidente. Il programma di approfondimento condotto da Bianca Berlinguer la scorsa settimana aveva deciso di arruolare il sociologo come ospite fisso per almeno sei puntate con un compenso intorno ai 2mila euro a puntata. Il contratto da 12mila euro è stato poi cancellato, dopo le proteste comprese quelle del Pd. "È assolutamente inaccettabile che le risorse del servizio pubblico radiotelevisivo vengano utilizzate per finanziare i pifferai della propaganda di Putin", aveva commentato su Twitter il deputato dem Andrea Romano.

E proprio quelle parole non sono piaciute a Orsini che ha annunciato ieri in tv di aver querelato Romano. "Ha potuto attaccare personalmente un commissario della Vigilanza, il collega Andrea Romano, usando la tv pubblica per regolare i suoi conti personali - continua Anzaldi - La colpa di Romano? Aver fatto il suo lavoro di componente della Vigilanza Rai: i presidenti Barachini, Fico e Casellati mi auguro che intervengano a tutela delle prerogative del Parlamento. D'altronde che il dibattito fosse viziato lo si poteva capire dalla scelta degli ospiti: ben 3 su 5 erano collaboratori del Fatto Quotidiano (Scanzi, Orsini, Di Cesare), in realtà 3 su 4 visto che Parsi se n'è andato subito. Questo è pluralismo? È normale che per parlare di guerra all'Ucraina si invitino contemporaneamente ben 3 collaboratori della stessa testata, la cui linea editoriale è contro l'Ue, contro l'Alleanza Atlantica, contro gli Usa e contro il Governo italiano? È la Rai o il Fatto Tv? Che questo 'circo', come è stato definito, rappresenti un contributo all'informazione, al pluralismo e alla comprensione di fatti complessi come un conflitto bellico appare davvero improbabile - conclude il deputato di Italia Viva - Che poi gran parte degli ospiti siano addirittura retribuiti, scritturati per ricoprire una parte, merita un approfondito chiarimento in commissione di Vigilanza, affinché i cittadini ne siano pienamente informati".

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