Csm, da Busto Arsizio a Nola: le toghe si ribellano alle pagelle sulla carriera
di Liana Milella , Conchita SanninoAlta tensione sulla riforma del Consiglio superiore della magistratura, in Parlamento. Con il premier che, proprio mentre sembra ribadire il suo impegno a non ricorrere alla fiducia, vincola la propria parola ad una corrispondente "collaborazione" dei partiti, in realtà del blocco Lega-Fi-Fdi-Iv che sembra mancare all'appello. "Ho promesso in Consiglio dei ministri, per quanto riguarda il Csm - scandisce Mario Draghi - di non mettere la fiducia, quindi la mia intenzione è di rimanere fedele all'impegno. Spero però che le forze politiche si mostrino collaborative per raggiungere un compromesso ragionevole". E tutto accade mentre monta quella che molti magistrati dell'Associazione nazionale, l'Anm, definiscono "la nostra rivoluzione orizzontale". Perché sono i singoli stavolta a protestare, non le correnti. E perché il dissenso riguarda riforme che non sono solo del Csm, ma di tutta la giustizia e condannan…
Alta tensione sulla riforma del Consiglio superiore della magistratura, in Parlamento. Con il premier che, proprio mentre sembra ribadire il suo impegno a non ricorrere alla fiducia, vincola la propria parola ad una corrispondente "collaborazione" dei partiti, in realtà del blocco Lega-Fi-Fdi-Iv che sembra mancare all'appello. "Ho promesso in Consiglio dei ministri, per quanto riguarda il Csm - scandisce Mario Draghi - di non mettere la fiducia, quindi la mia intenzione è di rimanere fedele all'impegno. Spero però che le forze politiche si mostrino collaborative per raggiungere un compromesso ragionevole". E tutto accade mentre monta quella che molti magistrati dell'Associazione nazionale, l'Anm, definiscono "la nostra rivoluzione orizzontale". Perché sono i singoli stavolta a protestare, non le correnti. E perché il dissenso riguarda riforme che non sono solo del Csm, ma di tutta la giustizia e condannano la magistratura "a una deriva verticistica", spingendo le toghe "verso un efficientismo aziendalistico".
Eccoli, i protagonisti: sono proprio le "vittime" dell'ultima legge in arrivo, ma pure di quella penale di cui via Arenula sta scrivendo i decreti finali. I documenti partono dai piccoli centri. E si moltiplicano. Si lanciano per prime le toghe di Busto Arsizio al Nord, che firmano un documento ripreso da tanti, rispondono quelle di Nola al Sud. Già, Nola, "la terra del libero pensiero e di Giordano Bruno". E dopo l'assemblea distrettuale Anm di Milano, tre giorni fa, oggi si riunisce Napoli e domani Roma. È la precondizione perché si possa chiedere l'assemblea generale, in via straordinaria, dell'Anm.
È una protesta senza etichette, che unisce magistrati in profondo allarme per la riforma che la Guardasigilli Marta Cartabia sta discutendo con una maggioranza divisa, in cui prevalgono ogni giorno le pulsioni del centrodestra, tant'è che il Pd ha lanciato un nuovo allarme. Ecco perché un Draghi preoccupato ha voluto sottolineare che non ricorrere alla fiducia è una "promessa" che meriterebbe ben altra volontà di giungere a una sintesi. L'impressione è che avvenga il contrario, tant'è che il presidente della commissione Giustizia della Camera Mario Perantoni del M5S, dopo ore di protagonismo di Cosimo Ferri di Iv e Giusi Bartolozzi, ex Fi ora nel gruppo Misto - due toghe "prestate" alla politica - parla di "un equilibrio fragilissimo", e di "un'intesa che non è facile perché le posizioni politiche a volte sono agli antipodi". Anche l'approdo in aula per il 19 aprile potrebbe diventare difficile.
Dal protagonismo del centrodestra potrebbero arrivare le norme che allarmano i giudici. Separazione di fatto delle funzioni, il "fascicolo" di ogni toga, la responsabilità civile diretta, il sorteggio come legge elettorale. Per questo i magistrati contestano "la corsa al carrierismo giudiziario ai danni, in primis, del cittadino".
Dopo Busto Arsizio e Nola, ecco Catanzaro. E poi il tris delle metropoli: Milano, che ha già approvato all'unanimità il documento di Busto. E poi Napoli, Roma. Il presidente Anm, Giuseppe Santalucia, segue la protesta di minuto in minuto, i documenti rispecchiano la sua lettura allarmista: "Questa riforma, sollecitata tante volte da Mattarella, aveva lo scopo di battere il carrierismo. Invece, se dovesse essere confermato l'impianto che via via trapela, finirebbe per ottenere l'obiettivo opposto, esaltare la carriera". È d'accordo con i colleghi? "Sono le stesse proteste che abbiamo espresso, testimoniano il malessere della magistratura". Ma si può tenere subito l'assemblea? Il rischio è che arrivi dopo il voto della Camera. Santalucia riunirà "in tempi strettissimi" il parlamentino Anm, mentre segue gli sviluppi, che paiono peggiorativi, dei vertici di maggioranza - oggi un altro è fissato dopo le 15 - e dei lavori in commissione. Da lì, anzi, arriva ieri un'altra piccola provocazione: in futuro una toga potrà presentare solo due domande al Csm per un nuovo incarico.