"Non stralceremo la riforma del catasto, ma non ci sarà nessun aumento delle tasse". È perentoria la posizione di Mario Draghi che, incontrando la delegazione del centrodestra a Palazzo Chigi, ha ribadito che il governo non farà nessuna marcia indietro sul fisco. Il vertice con Matteo Salvini, Antonio Tajani, Lupi di Noi con l'Italia e Lorenzo Cesa dell'Udc è durato circa un'ora e mezza ed è stato chiesto nei giorni scorsi da Lega e Forza Italia, contrari alla riforma del catasto, alla delega fiscale e preoccupati da un aumento delle imposte (più volte smentito dal presidente del Consiglio). "Il centrodestra non ha mai chiesto lo stralcio del catasto, ma una modifica del testo che consenta di evitare ambiguità e garantisca che non ci siano nuove tasse sulla casa", replicano Lega e Fi. E al termine dell'incontro, Salvini ha sottolineato: "C'è un'ampia disponibilità di Draghi a risolvere i problemi. Occorre tagliare le tasse - ha ribadito - Oggi c'era tutto il centrodestra di governo, è stata una prova di compattezza notevole". Mentre il premier avrebbe spiegato ai leader della coalizione che i prossimi mesi saranno difficili e il governo ha intenzione di fare il massimo, tutto ciò che è nelle sue facoltà per il Paese e per gli italiani. Non c'è alcuna intenzione di far venire meno l'impegno. "Mi stancherei moltissimo se non fossi messo nelle condizioni di poter operare, ma non è questo il caso", le parole di Draghi.
Nessun muro contro muro, dunque. Ma la volontà esplicita dell'esecutivo di andare avanti con la riforma del catasto per renderlo più trasparente, ribadendo allo stesso tempo l'intenzione di non voler imporre nuove tasse. Il presidente del Consiglio ha spiegato di valutare già eccessiva la pressione fiscale e di essere ostile all'ipotesi di un suo incremento. Quella sul catasto, ha spiegato, è un'operazione di trasparenza, non significa aumentare le tasse sulla casa.
Fonti della Lega fanno trapelare che durante il colloquio con Draghi il leader del Carroccio "ha rilanciato anche l'esigenza di una grande pace fiscale, pur consapevole che ci sono resistenze da parte del Pd". Salvini ha poi sottolineato la necessità di evitare "testi poco chiari che rischiano di prestarsi a interpretazioni ambigue (anticamera di possibili aumenti di tasse)". Ma il Pd Enrico Letta attacca: "Il centrodestra che sostiene Draghi fa propaganda e va a protestare su questioni su cui il premier ha già chiarito tutto il chiaribile. Noi incontriamo sindacati e imprese perché per noi la priorità è un prossimo intervento a sostegno dei salari, contro inflazione e carovita". Immediata la replica di Salvini: "Spero che gli alleati momentanei di governo, Pd e M5S, la smettano con le provocazioni quotidiane". Mentre FdI, partito di centrodestra fuori dalla maggioranza, con Giorgia Meloni sul fisco sostiene: "Il governo lo ha messo nero su bianco che con la delega fiscale aumenterà la pressione fiscale. Ha messo nero su bianco che la riforma del catasto serve ad aumentare la pressione fiscale sugli immobili. Quindi è il governo che deve chiarire la posizione. Noi non temiamo: noi leggiamo e nei documenti del governo c'è scritto qualcosa di molto chiaro", dice al Tg1. E sulla legge elettorale avverte: "Il centrodestra compattamente ha sempre rivendicato il maggioritario. FdI non ha cambiato idea, confidiamo che non lo facciano neanche gli altri. Se lo facessero sarebbe una spaccatura, non fosse altro perché con il proporzionale non servirebbero più le coalizioni".
Il coordinatore di Forza Italia Tajani dopo l'incontro con il premier ha annunciato: "Ci rivedremo dopo Pasqua, confidiamo si possa trovare una soluzione positiva su questioni fiscali di cui abbiamo parlato in questi giorni, a partire dal catasto". E sull'ipotesi che il governo ponga la fiducia alla Camera sulla delega fiscale ha aggiunto: "Se si trova l'accordo non serve la fiducia".
In un comunicato congiunto, il centrodestra conferma che la delegazione auspica "che la legge delega sul fisco possa essere approvata in tempi brevi, ma si opporranno a interventi legislativi che possano aprire la strada a un possibile aumento delle tasse sulla casa e sui risparmi. Con questo stesso spirito, i tecnici dei partiti e del governo lavoreranno, già a partire dalle prossime ore, per modificare il testo e individuare una soluzione condivisa, che garantisca i cittadini e assicuri al governo la possibilità di affrontare le emergenze del Paese".
Intanto, Giuseppe Conte ha convocato il comitato economico e il comitato politiche del lavoro del Movimento 5 Stelle "per un motivo semplice: il 15% delle famiglie e delle imprese già a febbraio non ha pagato luce e gas. Un dato che è destinato a peggiorare in questi ultimi due mesi - spiega - Chi oggi guadagna mediamente 1500 euro al mese vede evaporare il proprio potere d'acquisto per 100 euro al mese a causa del carovita. I rincari che sono sotto gli occhi di tutti non riguardano solo le bollette, ma anche i beni di prima necessità: in questo momento, molte famiglie stanno scegliendo a tavolino se è meglio pagare la bolletta oppure accorciare la lista della spesa da fare domani". Continua: "Per tamponare subito questa emergenza gli interventi messi in campo dal governo - e che noi abbiamo sostenuto - non bastano.
Dobbiamo dircelo. Tanto meno possiamo dire che i 5mld previsti dal Def siano la panacea di cui abbiamo ora bisogno", osserva l'ex presidente del Consiglio. Che fa sapere inoltre che "i 5S voteranno la delega sul fisco, ci sono iniziative nostre e fin dall'inizio abbiamo avuto da Draghi la conferma che non ci sanno aumenti della pressione fiscale. Non permetteremo un aumento della pressione fiscale".