Il post attacca così: "Il mio tumore". Roberto Giachetti, Bobo per gli amici e per tutti quelli che bazzicano il mondo della politica, sceglie Facebook per raccontare che ha il cancro. E che nei giorni scorsi ha subito un intervento.
"Sensazione strana - scrive sulla sua pagina - Va bene per questo compleanno mi sono fatto come 'regalo' l' incontro col tumore. La mia vita subisce un altro ribaltamento e questo di per sé non è un male. Poi bisogna capire come prosegue. Per ora (con questa roba certezze non sono a disposizione!) le condizioni di seguire sembrano esserci. Basta a trovare numerose ragioni per occupare e dedicare il tempo necessario al tanto che ancora ho da fare nella mia vita".
Poi nel post è il momento dei ringraziamenti per il deputato di Italia viva, radicale storico, a lungo nei Verdi, fondatore della Margherita e con un passaggio nel Partito Democratico (dal 2013 al 2015). "Romano e romanista", come lui stesso scrive sul suo profilo.
E la capitale Giachetti, classe 1961, la conosce bene: è stato capo di Gabinetto ai tempi di Francesco Rutelli sindaco e nel 2016 si candida al Campidoglio, ma viene battuto da Virginia Raggi. "A questo proposito il mio grazie più grato va a Marco Gradi - scrive Bobo che nella sua carriera politica più volte ha digiunato per protesta - il mio medico di famiglia che con il suo scrupolo maniacale ha voluto che facessi ‘quella’ ecografia dalla quale è partito tutto, e poi ad Alessandro Amici (con il suo staff) che mercoledì scorso mi ha operato per togliere il tumore. E poi ai miei straordinari ragazzi che una volta di più si sono dovuti sobbarcare le conseguenze delle mie vicissitudini standomi accanto, come al solito, con la delicatezza e la discrezione che mi hanno sempre saputo garantire. E poi Benedetta. E che je voi dì a Benedetta?!: la cassetta degli attrezzi per non sentirsi mai persi!"
Spiega poi il perchè dell'annuncio pubblico: "Chi mi conosce sa quanto sia sempre stato maniacalmente geloso del mio privato e quindi può immaginare quanto la scelta di questo post sia stata ponderata". Sono giorni, però, che ricevo messaggi preoccupati per i (2!) giorni di assenza dalla rassegna stampa su RadioLeopolda. Ieri poi ho capito che qualche amico già lo aveva saputo. Insomma, come probabilmente è normale che sia, la cosa stava già circolando. Ho pensato, quindi, anche per cercare di evitare quel compassionevole chiacchiericcio che non amo per nulla , di comunicarlo io, direttamente, nella semplicità che la cosa rappresenta".
E chiude con un invito: "Per chi vuole ci sentiamo domani alle 7.30 per la rassegna stampa su RadioLeopolda. Un abbraccio a tutti!".