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Tensioni sulla riforma del fisco, FI e Lega alzano la posta col governo. Nuovo confronto

Matteo Salvini e Silvio Berlusconi 
Per Berlusconi e Salvini la tentazione di intrecciare la trattativa sul catasto con nuovo Csm e concorrenza per portare a casa un risultato più alto. La posizione di Draghi. Le contro-proposte del centrosinistra: M5S sulla casa e Pd sul taglio dell'Irpef sui redditi medio-bassi
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La trattativa è entrata nel vivo da martedì, con contatti sempre più fitti tra Palazzo Chigi e gli sherpa di Lega e Forza Italia. Qualcosa si muove sulla riforma del fisco. Si proverà a chiudere nelle prossime ore, a ricasco di un vertice del centrodestra di governo. Ma si è ancora incagliati sullo scoglio del catasto, restano da convincere Matteo Salvini e Silvio Berlusconi. E non è affatto scontato si riesca, anche perché da destra trapela la tentazione di tenere alta la posta sulle tre grandi riforme del fisco, del Csm e della concorrenza, per portare a casa il risultato, ottenere che almeno sulla mappatura delle case Mario Draghi si fermi, cosa che il premier non sembra disposto a fare. Inoltre - non è un dettaglio - la mediazione tra governo, Lega e Fi deve andar bene ai partiti del centrosinistra, che hanno mandato a Palazzo Chigi le loro richieste, M5S sulla casa, il Pd sul taglio dell'Irpef sui redditi medio-bassi. Il…

La trattativa è entrata nel vivo da martedì, con contatti sempre più fitti tra Palazzo Chigi e gli sherpa di Lega e Forza Italia. Qualcosa si muove sulla riforma del fisco. Si proverà a chiudere nelle prossime ore, a ricasco di un vertice del centrodestra di governo. Ma si è ancora incagliati sullo scoglio del catasto, restano da convincere Matteo Salvini e Silvio Berlusconi. E non è affatto scontato si riesca, anche perché da destra trapela la tentazione di tenere alta la posta sulle tre grandi riforme del fisco, del Csm e della concorrenza, per portare a casa il risultato, ottenere che almeno sulla mappatura delle case Mario Draghi si fermi, cosa che il premier non sembra disposto a fare. Inoltre - non è un dettaglio - la mediazione tra governo, Lega e Fi deve andar bene ai partiti del centrosinistra, che hanno mandato a Palazzo Chigi le loro richieste, M5S sulla casa, il Pd sul taglio dell'Irpef sui redditi medio-bassi. Il testo alla Camera intanto è slittato ancora, è atteso in Aula il 9 maggio. In commissione finora si sono votati (e bocciati) solo cinque emendamenti, poi dalla rissa del 7 aprile più nulla.  

Col centrodestra il ministero dell'Economia e Palazzo Chigi, attraverso il sottosegretario Roberto Garofoli e il capo di gabinetto di Draghi Antonio Funiciello, stanno cercando come noto una soluzione su due punti, mantenendo ferma la volontà di Draghi di non smontare i principi cardine della riforma. Il primo riguarda la tassazione dei redditi da capitale che nell'ambito del sistema duale della riforma porterebbe a fissare prima due aliquote, poi a regime una sola aliquota, con il rischio di far crescere - accusano da destra - le tasse su risparmi e affitti. Su questo punto una mediazione sarebbe a portata di mano, spiegano fonti di partito, perché il governo avrebbe aperto a un sistema con più aliquote. Il secondo punto riguarda la mappatura del catasto, che Lega e Fi avrebbero voluto stralciare e da cui ora vogliono far sparire ogni riferimento al valore di mercato degli immobili: dal governo avrebbero proposto di parametrare il valore delle case demandando ogni valutazione a un'autorità terza. Ma Berlusconi, che ieri si è collegato a una riunione di Fi e Lega sul tema, non è per nulla convinto: "Cerchiamo una soluzione - ha detto - ma il risultato finale non potrà prevedere alcun aumento delle tasse sulla casa". 

Ad ora una proposta scritta non sembra ci sia ma i contatti proseguono fitti, perché l'obiettivo è trovare l'intesa politica che permetta alla commissione la prossima settimana di tornare a votare. Si vedrà nelle prossime ore se il vertice di Salvini, Berlusconi e gli altri partiti del centrodestra di governo farà segnare dei veri passi avanti. Ma intanto la Lega chiede nuove modifiche sul Csm, tiene alta l'asticella sul fisco: "Se Draghi non vuole venirci incontro - dice un esponente leghista - metta da parte la riforma del catasto e si concentri su Csm e concorrenza, perché pure su quei temi le intese non sono scontate". 

Il sospetto è che il vero obiettivo sia affossare la delega fiscale: ecco perché dal centrosinistra, che ha protestato vivacemente per sventare una trattativa unilaterale del governo con Fi-Lega, trapela in queste ore non poco nervosismo. Se il governo concedesse troppo a destra, osserva un parlamentare Dem, a sinistra sarebbero difficili da digerire modifiche di sostanza alla riforma del catasto o al sistema duale di tassazione. Se l'accordo col centrodestra non ci fosse, rischierebbe di saltare tutto.  

Per riequilibrare il confronto anche Pd, M5s, Leu e Iv hanno fatto intanto arrivare al governo le loro richieste. Si tratta di precisazioni, piccoli aggiustamenti da inserire nel testo, senza stravolgerlo. Il Movimento propone che il riordino delle deduzioni e delle detrazioni previsto dalla delega avvenga tenendo conto delle loro finalità "con particolare riguardo alla tutela del bene casa". Il Pd chiede che la revisione dell'Irpef secondo un principio di progressività miri a ridurre gradualmente le aliquote "a partire da quelle relative ai redditi medio-bassi". Si vedrà se queste modifiche saranno accolte dal governo, se piaceranno al centrodestra. E se Draghi riuscirà a mettere d'accordo tutta la sua maggioranza. Senza intesa, resta solo un'alternativa ad alta tensione politica: approvare il testo a colpi di fiducia.