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Guerra in Ucraina, l'appello di Mattarella: "L'Europa abbia una strategia autonoma"

Sergio Mattarella con il presidente portoghese Marcelo Rebelo de Sousa
Sergio Mattarella con il presidente portoghese Marcelo Rebelo de Sousa (ansa)
Il capo dello Stato al simposio Cotec: "L'innovazione non venga usata solo per armamenti sempre più distruttivi"
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È essenziale che l'Unione Europea si doti di autonomia strategica. E' l'appello di Sergio Mattarella, parlando a Braga in Portogallo in occasione della riunione Cotec.

"Le devastazioni di luoghi nel cuore dell'Europa, le vite spezzate, l'attentato recato alla libertà e indipendenza di un Paese, immaginavamo appartenessero a un passato remoto. Siamo a fianco delle ragioni del popolo ucraino e, mentre è in gioco il destino dell'Europa, appare più che mai necessario avere il coraggio di guardare al futuro, di immaginare come la cultura possa costituire un veicolo di pace", ha spiegato il Capo dello Stato.

 "E' mia sempre più forte convinzione che occorre accelerare verso il raggiungimento di una "sovranità europea" anche per quanto concerne il campo tecnologico. La crisi della pandemia e la crisi prodotta dalla guerra ci dicono quanto sia fondamentale la cooperazione. Dall'innovazione dipendono la nostra competitività e la capacità di garantire ai nostri concittadini una solida cornice di sicurezza. È essenziale che l'Unione Europea si doti di autonomia strategica".

"Consideriamo da sempre, la cultura un motore di crescita, ricerca e sviluppo. Ritengo sia impossibile riflettere sull'avvenire dell'umanità senza immaginarlo collegato al mondo dell'innovazione e della tecnologia", ha aggiunto. "Un avvenire in cui la tecnologia e l'innovazione non siano solo al servizio di sistemi di armamento sempre più distruttivi, ma siano indirizzati al progresso dell'umanità. Innovazione e tecnologia sono due elementi che guidano prepotentemente questa fase delle nostre vite e credo che, se adeguatamente governati, potranno fungere da moltiplicatori di conoscenza e volano di crescita".

 L'isola di Procida è "capitale della cultura italiana" e "il motto che hanno scelto è "la cultura non isola". Auspico che, in un contesto internazionale così difficile, sappiamo farlo nostro, per ribadire i fili che legano i popoli europei fra loro, che non possono venire meno, per colpa di chi ha fatto ricorso alla brutalità della violenza e della guerra", ha detto Mattarella.

"Signor presidente, voglio esprimerle la grande gioia provata dai portoghesi per aver acconsentito a servire il Paese per qualche anno di più". Con queste parole lo ha accolto il presidente portoghese, Marcelo Rebelo de Sousa.

 


 

 

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