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Lega, Fedriga: "Io leader? Voglio rifare il presidente di Regione". E Salvini rinuncia al viaggio a Mosca

Il governatore in tour con il segretario, che racconta: "Lo stop alla missione in Russia deciso insieme ai vertici del partito". Come Letta, esclude un nuovo esecutivo di larghe intese. E sui referendum sulla giustizia: "Muro di censura. Spero che Mattarella parli". Giorgetti: "Noi sotto il 15%? Conta solo il voto non i sondaggi"
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Per tanti sarebbe lui il piano B della Lega, l'uomo del post-Salvini. Ma Massimiliano Fedriga, per ora, smentisce di avere ambizioni sulla leadership del Carroccio. Lo dice da Lignano Sabbiadoro, provincia di Udine, dove oggi è in tour elettorale proprio insieme a Matteo Salvini, che ieri aveva incontrato il governatore del Veneto, Luca Zaia. "Io leader? Mi piacerebbe rifare il presidente della Regione, se la gente mi voterà". Quanto alle fibrillazioni nella Lega, il presidente del Friuli Venezia Giulia è di poche parole: "Non c'è preoccupazione". 

La leadership della Lega è in discussione? "Assolutamente no", risponde proprio Salvini, il quale conferma che si è lasciato convincere dai suoi a rinunciare al viaggio a Mosca. "Avevo annunciato che ci sarebbe stata la possibilità di un viaggio in Turchia e in Russia per confrontarmi con soggetti istituzionali - ha raccontato a Il Piccolo e al Messaggero Veneto, in occasione del tour elettorale in Fvg - due gli obiettivi: distensione e difesa dell'interesse nazionale italiano. Preso atto delle reazioni scomposte dei colleghi di governo, mi sono confrontato con i vertici della Lega e abbiamo convenuto di imboccare altre strade". Niente più trasferta in Russia. Ma "il cessate il fuoco va chiesto ai russi e quindi coi russi io sto continuando a dialogare", aggiunge.

Mai più governi con il Pd

Salvini anche ha parlato del governo Draghi, delle difficoltà nella maggioranza e degli scenari dopo il voto del 2023. Come Enrico Letta, ha escluso nuovi governi di larghe intese. "Il governo di responsabilità nazionale non è una possibilità nel 2023. Altri governi con il Pd, passata l'epidemia e finita la guerra, non ce ne saranno più. Dopo il voto sono convinto sia necessario un governo politico e il centrodestra deve presentarsi compatto e credibile all'appuntamento con le urne. Chi prenderà più voti avrà l'onore e l'onere di guidare la coalizione. Sto già lavorando a una squadra di centrodestra che riprenda per mano questo Paese". Commentando i sondaggi che danno la Lega in calo, Salvini precisa: "Non ho mai dato troppo peso ai sondaggi, nemmeno quando davano la Lega in forte crescita, e ai freddi numeri preferisco la reazione della gente". "Ovviamente governare con Pd e 5Stelle è difficile e innaturale", ha aggiunto Salvini.

La Lega al 15%, Giorgetti: Contano solo i voti

Al momento, dunque, la Lega nei sondaggi è al 15%. Se alle prossime elezioni politiche andasse sotto per il leader le cose potrebbero complicarsi. "I sondaggi sono un divertimento, è come quando uno fa pronostici e le scommesse del partito, ma quello che contano sono i risultati. Aspettiamo il voto e vediamo", ha commentato il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti prima di un incontro con le associazioni di categoria a Como. E parlando del lavoro dell'esecutivo ha osservato che contro il caro vita, le incertezze dovute alla pandemia e alla guerra in Ucraina "il governo deve fare sicuramente di piu'" anche se si trova "in una condizione molto complicata in cui le decisioni assunte in Europa sono comunque un limite, un vincolo per noi. La prima sfida che dobbiamo in qualche modo vincere - ha spiegato il ministro leghista - è quella di restituire il potere di acquisto, gli stipendi e le pensioni perché l'aumento del costo della vita e l'inflazione sono una tassa occulta che colpisce queste forme di reddito".

I referendum sulla giustizia

La manifestazione elettorale ad Aviano (PN) con il sindaco del centrodestra, ricandidato, Ilario De Marco Zompit, per Salvini dventa anche un'occasione per parlare del voto sui referendum sulla giustizia il prossimo 12 giugno. "Dateci una mano a superare questo muro vergognoso di silenzio e di censura. E spero che il presidente della Repubblica dica qualcosa, perché cinque referendum rubati agli italiani sono indegni di una democrazia. Conto su di voi per squarciare questo muro di silenzio. Se non passano i referendum sulla giustizia domenica prossima, per 30 anni nessuno cambierà niente. Quindi diamoci una mano perché sarebbe una grande rivoluzione in questo Paese. Noi vogliamo togliere la politica dai tribunali", ha concluso il segretario della Lega.

 

 

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