Salvini fa tappa ad Aviano. "Arriva l’amico di Putin”. E con Fedriga selfie divisi
dalla nostra inviata Brunella Giovara , dalla nostra inviata Brunella GiovaraAVIANO - Arriva "l'amico di Putin", e nel cielo di Aviano si alza una nuvola di malumore. E a guardare bene, sopra c'è scritto un "fuck you" bello grosso. È che nei tre bar della piazzetta del duomo ci sono più americani che italiani, e quindi di leghisti. "Qui c'è la base americana più importante del Sud Europa", sta giusto spiegando il sindaco agli elettori: la Aviano Air Base, la sede dell'aeronautica statunitense, come del resto tutti i presenti sanno benissimo, perché qui di questo si vive: "È l'attività economica più importante di tutto il Pordenonese...". E quindi Salvini è venuto proprio nella tana del lupo, che lo ha aspettato beffardo tra una birra e uno spritz, "vediamo cosa ci viene a dire l'amico di Putin...", e giù risate, tra i sottufficiali e gli avieri in libera uscita, divisi tra il bar Sport, il caffè Centrale …
AVIANO - Arriva "l'amico di Putin", e nel cielo di Aviano si alza una nuvola di malumore. E a guardare bene, sopra c'è scritto un "fuck you" bello grosso. È che nei tre bar della piazzetta del duomo ci sono più americani che italiani, e quindi di leghisti. "Qui c'è la base americana più importante del Sud Europa", sta giusto spiegando il sindaco agli elettori: la Aviano Air Base, la sede dell'aeronautica statunitense, come del resto tutti i presenti sanno benissimo, perché qui di questo si vive: "È l'attività economica più importante di tutto il Pordenonese...". E quindi Salvini è venuto proprio nella tana del lupo, che lo ha aspettato beffardo tra una birra e uno spritz, "vediamo cosa ci viene a dire l'amico di Putin...", e giù risate, tra i sottufficiali e gli avieri in libera uscita, divisi tra il bar Sport, il caffè Centrale e il Campanile, non certo sul giudizio sul capo della Lega, che è "l'amico del nemico".
Ed è stato il caso, è stato un destino cinico e baro se si va al voto anche ad Aviano, 8 mila residenti italiani, e 8 mila americani che lavorano nella base Usaf. E non volendo più andare a Mosca, Salvini si è rassegnato al tour di sostegno per le Amministrative, venerdì in Veneto, ieri in Friuli, oggi in Lombardia. Però, lui ci voleva andare, da Putin. È che i suoi lo hanno convinto del contrario, come ha spiegato in un'intervista al Piccolo e al Messaggero Veneto: "Mi sono confrontato con i vertici della Lega, e abbiamo convenuto di imboccare altre strade", forse per la prima volta della sua leadership, qualcuno gli ha fatto cambiare idea, e sarebbe già una notizia. "Avevo annunciato che ci sarebbe stata la possibilità di un viaggio in Turchia e in Russia per confrontarmi con soggetti istituzionali. Ma preso atto delle reazioni scomposte dei colleghi di governo...", ha preferito rinunciare.
Un Salvini remissivo, disposto ad ascoltare i suoi, come mai prima d'ora. Sarà stanco? Certo la giornata di ieri è stata pesante, dalla mattina a Lignano Sabbiadoro, passando per Monfalcone, Gorizia, Codroipo, la fatale Aviano, e finendo ad Azzano Decimo. Con lui il governatore del Friuli, Massimiliano Fedriga, che qualcuno all'interno del partito vedrebbe e vorrebbe come successore di Salvini. "Io leader? Mi piacerebbe rifare il presidente della Regione, se la gente mi voterà", ha detto ieri mattina, sprizzando modestia da tutti i pori. Ma certo che lo voteranno, perché tutti i friulani lo amano, così come i veneti amano Zaia. Salvini? È diverso, e poi "viene da Roma", il che fa diffidare i rocciosi leghisti nordici, i primi, quelli veri insomma, che si riconoscono nelle parole di Fedriga: "La nostra regione è stata molto colpita dalla pandemia, ma non ha perso lo spirito del terremoto" e - secondo concetto molto importante - "la Regione ha avuto la maggiore crescita nell'export, e adesso siamo i secondi", dopo il Veneto.
Salvini però "fa sempre ridere", confessa un leghista dei primi, come quando racconta del suo "Milan che ha finalmente vinto lo scudetto dopo 11 anni", e che "i servizi segreti hanno scoperto che mi chiamo Matteo, non so se c'è un fascicolo aperto anche su questo". Piccoli applausi, anche perché in piazza ci saranno 80 persone, infatti quelli del bar Sport hanno preparato 50 bicchieri e 6 bottiglie di prosecco, non di più. Fedriga lo introduce: "Da ministro è finito sotto processo, oggi viene criticato perché difende la pace. Ma noi difendiamo il nostro Capitano!". Salvini ricambierà alla fine del suo discorso (12 minuti, e altrettanti di selfie): "Un bell'applauso per uno dei governatori che mezzo mondo ci invidia". Sembra tutto un atto dovuto, io ringrazio te e tu ringrazi me, per il resto ognuno per la sua strada, niente a che vedere con passate campagne elettorali sul territorio, e lasciamo perdere le folle adoranti, ma anche nei rappresentanti locali c'era un filo in più di entusiasmo, o forse faceva solo troppo caldo.
Del resto, Salvini stesso appare imbronciato, come chi deve aprire bocca davanti al dentista, invece che davanti a un manipolo di fedeli elettori che sono anche suoi, non solo del sindaco uscente e forse entrante, Ilario De Marco, e dell'aitante Fedriga, in t-shirt "Io sono Friuli Venezia Giulia", alto, magro e abbronzato, e con un sorriso da ragazzo. E comunque, gli americani che lo stavano a guardare sotto i dehor l'hanno sentito dire che "non ci siamo mai permessi di mettere in discussione il nostro collocamento, l'alleanza nazionale e internazionale, l'Alleanza atlantica e difensiva. Ma, specie da un territorio come Aviano, se parte un forte segnale di pace vale doppio. Non solo salva vite in Ucraina ma posti di lavoro in Italia. E sarà un disastro per tutti, se la guerra va avanti". Dopodiché, selfie separati, Fedriga da una parte e lui dall'altra, poi Salvini ha preso il suo broncio e se ne è andato.